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   <title>Zephyros</title>
   <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/list/Cifrematica/</link>
   <description>Il bollettino periodico, a cadenza mensile, sulle novità del catalogo editoriale Spirali, sulla grafica d'arte, sulle mostre e sugli eventi in agenda.</description>
   <language>en-us</language>
   <lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 06:29:00 GMT</lastBuildDate>
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		 <title>Lezioni di Cifrematica - Diciassettesima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20051219201558/</link>
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&#60;br&#62;&#60;br&#62;
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              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Diciassettesima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;L'emulazione&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Negli anni settanta, avremmo incominciato 
                  questa conferenza citando quanto scrivono Marx e Engels nell'Ideologia 
                  tedesca (I, 1, 2, &#60;em&#62;&#38;Uuml;ber die Produktion des Bewu&#38;szlig;tseins&#60;/em&#62;), 
                  del 1846:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px-interlinea&#34; style=&#34;margin: 0px 40px&#34;&#62;I pensieri 
                  della classe dominante sono anche, in ogni epoca, i pensieri 
                  dominanti, ossia la classe che &#38;egrave; la potenza materiale 
                  dominante della societ&#38;agrave; &#38;egrave; anche la potenza dominante 
                  spirituale. La classe che ha a propria disposizione i mezzi 
                  di produzione materiale dispone, al tempo stesso, dei mezzi 
                  di produzione spirituale [&#38;#8230;]. Gl'individui che costituiscono 
                  la classe dominante hanno, tra l'altro, anche coscienza 
                  e, quindi, pensano; finch&#38;eacute; essi dominano in quanto classe 
                  [&#38;#8230;] dominano fra l'altro anche come pensanti, come 
                  producenti pensieri.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La classe dominante deve formarsi 
                  all'ideologia della classe dominata e rappresentarla. 
                  Questo, oggi, &#38;egrave; il conformismo cosmico. In nome di tutto 
                  ci&#38;ograve; che &#38;egrave; marginalista, minoritario, non prevalente 
                  o proprio dei dominati, qualsiasi affermazione pu&#38;ograve; farsi, 
                  senza tema di obiezione. Anche l'ideologia dei paesi socialisti 
                  era l'ideologia dei dominati. &#38;Egrave; in nome dell'ideologia 
                  dei dominati, che si era costituita la classe dominante. Il 
                  segretario del partito comunista sovietico non parlava in nome 
                  dell'ideologia della classe dominante, ma in nome dell'ideologia 
                  della classe dei dominati. Tale &#38;egrave; l'animale anfibologico, 
                  il dominante e il dominato, il governante e il governato. Siamo 
                  anche al principio di selezione e al principio di elezione: 
                  dal popolo eletto alla classe eletta. In nome di una classe 
                  eletta, si costituisce un'ideologia dominante. Da qui 
                  il populismo e il neopopulismo; il purismo, varie forme di purismo; 
                  l'antiamericanismo, che fa parte di questi luoghi comuni; 
                  l'antiglobal. Ma nulla &#38;egrave; pi&#38;ugrave; global dell'antiglobal. 
                  &#38;Egrave; sempre in nome della classe dei dominati. Cos&#38;igrave;, 
                  le varie forme di marginalismo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Noi ci chiediamo se questa sia 
                  una novit&#38;agrave;, come sembra credere &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=7&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Alain 
                  Minc&#60;/a&#62;, &#60;em&#62;Ep&#38;icirc;tres &#38;agrave; nos nouveaux ma&#38;icirc;tres&#60;/em&#62; 
                  (Grasset, Parigi 2002). Pu&#38;ograve; avere una configurazione, 
                  che la fa sembrare una novit&#38;agrave;: risulta, invece, un aggiornamento 
                  di questa zoologia fra dominanti e dominati. Nessun despota 
                  &#38;#8212; e nessun tiranno, nessun dittatore &#38;#8212; ha mai detto 
                  che governava in nome di una classe dominante. Ma costituiva 
                  attorno a s&#38;eacute; una classe dominante. Nemmeno Augusto governava 
                  in nome di una classe dominante, ma in nome del senato e del 
                  popolo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Idealmente, il discorso occidentale 
                  &#38;egrave; sorto intorno alla maieutica. &#38;Egrave; come se avesse 
                  detto: le Parche sono tre, consideriamo la prima. La nascita, 
                  aiutiamo la nascita. La nascita delle idee come figli, come 
                  bambini. Le idee bambine o bambini. Aiutiamo la nascita. Ma, 
                  in effetti, che cosa predomina, che cosa prevale in questo discorso? 
                  L'emulazione. Ma, non gi&#38;agrave; con la nascita, con l'ostetrica 
                  (sarebbe la maieutica): l'emulazione con la morte. E con 
                  chi? Con il becchino.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il discorso occidentale considera 
                  la terza delle Parche, Atropo, quella che taglia. Infatti, Zeus 
                  &#38;egrave; chiamato a tagliare. E questa &#38;egrave; la facolt&#38;agrave;. 
                  Ognuno &#38;egrave; tagliato per qualcosa, perch&#38;eacute; non si 
                  metta a pensare qualche altra cosa; a congetturare, a progettare, 
                  a programmare qualche altra cosa, infatti, &#38;egrave; tagliato 
                  per quella.&#60;br&#62;
                  In nome dell'origine. Qual &#38;egrave; l'origine? Quella 
                  del taglio. &#38;Egrave; stato tagliato cos&#38;igrave;. L'unit&#38;agrave; 
                  &#38;egrave; ideale: raggiunger&#38;agrave; un'altra unit&#38;agrave;. 
                  Per ora, &#38;egrave; tagliato cos&#38;igrave;. Tagliato. Scelto. Eletto. 
                  Predestinato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L'emulazione con la morte. Leggete 
                  &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=718&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Lacan&#60;/a&#62; 
                  (&#60;em&#62;Seminario XI&#60;/em&#62;): &#38;quot;D&#38;egrave;s qu'il y a quelque 
                  part du sujet suppos&#38;eacute; savoir, il y a du transfert&#38;quot;. 
                  Ma, con il soggetto supposto sapere, nessun transfert s'instaura. 
                  Lo psicanalista fa il morto? Dovrebbe condurre l'analizzante 
                  a &#38;quot;subjectiver sa mort&#38;quot; (&#60;em&#62;&#38;Eacute;crits&#60;/em&#62;, Seuil 
                  1966, p. 348), e a farlo passando attraverso questo soggetto 
                  supposto sapere? Un'esca per mettere in moto un processo? La 
                  logica dell'interrogazione circolare impone un mimetismo: ognuno 
                  ha una sua genealogia, deve mimetizzarsi con le figure della 
                  propria genealogia e andare per quella strada, per quel destino 
                  per cui &#38;egrave; tagliato. Non pu&#38;ograve; andare per una cosa 
                  per cui non &#38;egrave; tagliato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Questa &#38;egrave; l'emulazione con 
                  la morte, l'emulazione con l'inquisitore, con l'interrogante, 
                  l'emulazione come strumento del rapporto sociale, funzionale 
                  al rapporto sociale. La zoologia fantastica &#38;egrave; sistematizzata 
                  dalla gnosi. L'emulazione gnostica considerata in positivo o 
                  in negativo; l'emulazione superna o inferna. Ci&#38;ograve; comporta 
                  un'identificazione negativa o positiva: sta qui il mimetismo. 
                  Se l'oggetto &#38;egrave; ritenuto negativo o positivo, il mimetismo 
                  &#38;egrave; proprio questa identificazione positiva o negativa. 
                  Tutto questo porta all'invidia sociale, all'ideologia dell'invidia, 
                  alla rivalit&#38;agrave;, perch&#38;eacute; solo sul principio di elezione, 
                  principio dell'infanticidio, pu&#38;ograve; stabilirsi la rivalit&#38;agrave;, 
                  pertanto l'invidia sociale. Bench&#38;eacute; l'invidia non sia 
                  sociale, il concetto comune d'invidia &#38;egrave; quello d'invidia 
                  sociale. &#38;Egrave; il Tale a essere invidiato. O la Tale. &#38;Egrave; 
                  chi sta al posto dell'oggetto o chi sta al posto dell'Altro 
                  a essere invidiato. &#38;Egrave; l'invidia sociale. L'ideologia 
                  dell'invidia sociale &#38;egrave; l'ideologia forse pi&#38;ugrave; condivisa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Cicerone incomincia a dire &#60;em&#62;aemulatio&#60;/em&#62;, 
                  &#60;em&#62;aemulator&#60;/em&#62;. &#60;em&#62;Aemulatio&#60;/em&#62; incomincia a distinguersi 
                  da &#60;em&#62;aemulatus&#60;/em&#62;. &#60;em&#62;Aemulatus&#60;/em&#62;, &#60;em&#62;aemulatus&#60;/em&#62;, 
                  maschile, non &#38;egrave; l'emulazione. Si traduce sempre con emulazione, 
                  ma in effetti &#38;egrave; la negazione dell'emulazione. &#38;Egrave; 
                  l'invidia sociale, la rivalit&#38;agrave;, la competizione, la concorrenza. 
                  &#60;em&#62;Aemulatus&#60;/em&#62;, &#60;em&#62;aemulatus&#60;/em&#62; non &#38;egrave; l'emulazione, 
                  solo che il modo gnostico d'intendere l'emulazione &#38;egrave; 
                  di considerarla negata, cio&#38;egrave; come &#60;em&#62;aemulatus&#60;/em&#62;. 
                  &#60;em&#62;Aemulus&#60;/em&#62;, sembra quasi impossibile giungere a un etimo, 
                  come &#60;em&#62;credulus&#60;/em&#62;. Ma questo &#60;em&#62;aem&#60;/em&#62;: che cos'&#38;egrave;, 
                  &#60;em&#62;ae&#60;/em&#62;? Una &#60;em&#62;a&#60;/em&#62;, una &#60;em&#62;e&#60;/em&#62;? &#60;em&#62;Aem&#60;/em&#62;, &#60;em&#62;am&#60;/em&#62;, 
                  &#60;em&#62;ha&#60;/em&#62;. E se fosse &#60;em&#62;ha&#60;/em&#62;? Noi abbiamo &#60;font face=&#34;SymbolPS, Symbol&#34;&#62;amilla&#60;/font&#62;, 
                  in greco. &#60;em&#62;Hamilla&#60;/em&#62;. Che cos'&#38;egrave; &#60;font face=&#34;SymbolPS, Symbol&#34;&#62;amilla&#60;/font&#62;? 
                  Emulazione. Lotta, gara, battaglia. &#60;em&#62;Hamill&#38;aacute;omai&#60;/em&#62;, 
                  &#60;font face=&#34;SymbolPS, Symbol&#34;&#62;amillaomai&#60;/font&#62;, come &#60;em&#62;aemulor&#60;/em&#62;. 
                  Ma l'emulazione vera e propria &#38;egrave; &#60;font face=&#34;SymbolPS, Symbol&#34;&#62;amillaomai&#60;/font&#62;. 
                  &#38;Egrave; l'emulazione in cui ritroviamo, nel tessuto greco, 
                  il paragone e il confronto. L'emulazione che procede dal paragone 
                  e la cui condizione &#38;egrave; nel confronto.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Noi evitiamo il confronto? Noi 
                  evitiamo il paragone? Significa che noi siamo in bal&#38;igrave;a, 
                  non del fantasma di esclusione, ma della sua mitologia pi&#38;ugrave; 
                  bieca! &#38;quot;Io non sono in &#38;eacute;quipe con nessuno!&#38;quot;. 
                  &#38;quot;Io non formo dispositivo con nessuno!&#38;quot;. &#38;quot;Quello 
                  che faccio io, non deve farlo nessuno!&#38;quot;. San Gerolamo non 
                  la pensa cos&#38;igrave;. San Giovanni Crisostomo neppure. Coloro 
                  che andavano nell'eremo in oriente non la pensavano cos&#38;igrave;. 
                  Anche nell'eremo s'instauravano dispositivi. Anzi! Il paragone 
                  &#38;egrave; essenziale. Solo che non &#38;egrave; sociale. Non &#38;egrave; 
                  il paragone fra maestro e allievo, fra medico e paziente, fra 
                  interrogante e interrogato, fra dominante e dominato. Il paragone 
                  senza genealogia, senza sistema, &#38;egrave; il modo dell'apertura. 
                  Paragone, &#38;quot;non c'&#38;egrave; pi&#38;ugrave; parit&#38;agrave; sociale&#38;quot;, 
                  la parit&#38;agrave; non &#38;egrave; sociale. Paragone. Parit&#38;agrave; 
                  e imparit&#38;agrave;, proporzione e improporzione, giuntura e separazione. 
                  Modo dell'apertura.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Dal paragone procede l'emulazione. 
                  E di che cosa ci stiamo occupando, noi, da trent'anni? Qual 
                  &#38;egrave; l'unica questione, che stiamo elaborando? La questione 
                  dell'emulazione. Sottraendola all'ideologia e al discorso occidentale. 
                  E notando che il confronto non &#38;egrave; mai confronto con l'Altro 
                  o con gli altri o con un'autorit&#38;agrave;, presunta rappresentata 
                  o incarnata. Il confronto &#38;egrave; propriet&#38;agrave; del sembiante, 
                  come lo &#38;egrave; l'identificazione, come lo &#38;egrave; la mimesi, 
                  come lo &#38;egrave; l'eccellenza, come lo &#38;egrave; l'eccezione, 
                  come lo &#38;egrave; la solitudine.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;em&#62;Alit aemulatio ingenia&#60;/em&#62; 
                  (Velleio). Di qualcosa si accorge Roma. &#60;em&#62;Aemulus&#60;/em&#62; &#38;egrave; 
                  anche seguace e noi abbiamo detto la formula &#38;quot;seguace del 
                  tempo&#38;quot;. Se noi indaghiamo ulteriormente, intorno a &#60;em&#62;aemulor&#60;/em&#62; 
                  e intorno a &#60;font face=&#34;SymbolPS, Symbol&#34;&#62;amillaomai&#60;/font&#62;, 
                  troviamo che la condizione &#38;egrave; nell'identificazione. Ma 
                  questa identificazione trae a uno sforzo, che non ci sarebbe 
                  senza l'identificazione. E c'&#38;egrave; chi traduce &#60;em&#62;aemulor&#60;/em&#62; 
                  con &#38;quot;mi sforzo d'imitare&#38;quot;, ma non &#38;egrave; proprio 
                  questo che indica &#60;em&#62;aemulor&#60;/em&#62;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L'emulazione &#38;egrave; intellettuale: 
                  senza bisogno del principio di selezione e neppure del principio 
                  di elezione. Questi due principi sono fuorvianti, rispetto all'emulazione, 
                  perch&#38;eacute; la convertono nella sua negazione, nella rivalit&#38;agrave;, 
                  nell'invidia sociale, nella competitivit&#38;agrave;. L'ideologia 
                  continua con la formula della &#38;quot;competitivit&#38;agrave;&#38;quot;. 
                  Di chi? Di che cosa? Nei confronti di chi? Questa competitivit&#38;agrave; 
                  ha una genealogia, ha un principio di parit&#38;agrave; sociale, 
                  un principio di selezione, un principio di elezione. Qui, non 
                  si tratta di trovare i limiti della competizione, come scrive 
                  il Club di Lisbona (&#60;em&#62;CNEL, I limiti della competitivit&#38;agrave;. 
                  Rapporto del Gruppo di Lisbona&#60;/em&#62;, ManifestoLibri 1994), ma 
                  del teorema &#38;quot;Non c'&#38;egrave; pi&#38;ugrave; competizione&#38;quot;. 
                  Non c'&#38;egrave; pi&#38;ugrave; rivalit&#38;agrave;. Perch&#38;eacute; qualcosa 
                  riesce? Perch&#38;eacute; procede dal paragone e ha la sua condizione 
                  nel confronto, nell'identificazione, nell'assoluto.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Come dice il maestro &#60;a href=&#34;http://www.montevago.com&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Montevago&#60;/a&#62;? 
                  &#38;quot;Il Tale ha fatto il suo itinerario. Con la sua arte, con 
                  la sua invenzione &#38;egrave; giunto a un certo risultato. Io l'ammiro. 
                  Se il Tale, con la sua condizione, con il suo confronto &#38;egrave; 
                  arrivato a quel risultato, ci&#38;ograve; non toglie nulla alla 
                  condizione che &#38;egrave; in atto per me, che &#38;egrave; sempre 
                  assoluta&#38;quot;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Certi detrattori sentivano una 
                  concorrenza professionale. Eppure, noi non corriamo insieme 
                  con loro e loro si sentono in concorrenza. Non facciamo la stessa 
                  cosa, non facciamo lo stesso mestiere, non andiamo nella stessa 
                  direzione. Concorrenza, allora, perch&#38;eacute;? Non formiamo 
                  nessun insieme, non sottostiamo al principio di parit&#38;agrave; 
                  sociale. Neppure al principio di uguale sociale, che &#38;egrave; 
                  il principio della gerarchia sociale. C'&#38;egrave; sempre chi 
                  &#38;egrave; pi&#38;ugrave; uguale e meno uguale. Il pi&#38;ugrave; uguale 
                  comanda e forma la classe dirigente dell'Unione Sovietica. E 
                  il meno uguale, no.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Noi ci troviamo all'emulazione 
                  nel viaggio. L'emulazione nel viaggio &#38;egrave; il dispositivo 
                  nel viaggio. L'emulazione in materia di commercio. L'emulazione 
                  in materia di ricerca. L'emulazione in materia d'industria. 
                  Leonardo da Vinci sottolinea l'emulazione in artificio. L'identificazione 
                  &#38;egrave; propriet&#38;agrave; del sembiante e &#38;egrave; condizione 
                  dell'emulazione: un dispositivo si costituisce con l'emulazione. 
                  L'emulazione non &#38;egrave; una propriet&#38;agrave; del soggetto, 
                  ma del dispositivo. Nel giardino dell'automa: l'emulazione &#38;egrave; 
                  in artificio, l'emulazione nel fare, l'emulazione nelle arti 
                  e nelle invenzioni, nella danza, nell'intelligenza, nella politica, 
                  nella musica, nella strategia, ma anche nelle invenzioni attinenti 
                  al fare, alla politica, alla scrittura. L'emulazione &#38;egrave; 
                  dove s'instaurano dispositivi intellettuali, anzich&#38;eacute; 
                  rapporti sociali.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Tutto ci&#38;ograve; che il discorso 
                  occidentale colloca nella genealogia e nella logica dell'interrogazione 
                  chiusa, facendo in modo che il due sia il risultato del taglio, 
                  appartiene, invece, al viaggio e procede dal due. Dal due originario, 
                  non dal due come doppio. Non c'&#38;egrave; pi&#38;ugrave; doppio, questo 
                  tema cos&#38;igrave; romantico! E, poi, decadente! Il doppio. Il 
                  mio doppio. Il tuo doppio. Ma quale doppio? Il duplicato, la 
                  duplicazione, la moltiplicazione, la clonazione. Quanti doppi? 
                  La clonazione attiene a questa fantasmatica.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L'emulazione &#38;egrave; anche in 
                  ciascuna delle virt&#38;ugrave; del tempo e dell'Altro. Emulazione 
                  in generosit&#38;agrave;, in indulgenza, in umilt&#38;agrave;. Ma, anche, 
                  emulazione in verginit&#38;agrave;, in carit&#38;agrave;, in grazia. 
                  Anzich&#38;eacute; nell'economia della negativa del tempo e dell'Altro. 
                  Anzich&#38;eacute; emulazione nell'economia dell'incesto, del peccato 
                  e del male dell'Altro. Non emuliamo chi appaia meno pazzo, meno 
                  malato mentale, pi&#38;ugrave; puro. Nessuna emulazione in purezza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Noi abbiamo seguito questa traiettoria, 
                  dal fantasma di esclusione alla scommessa intellettuale. Che 
                  si avvale dell'emulazione. Se l'emulazione non si stabilisce, 
                  noi continuiamo con questo fantasma di origine e di morte. Non 
                  intendiamo nessuna obiezione, nessuna collaborazione. Perch&#38;eacute; 
                  succede come a chi, in un'&#38;eacute;quipe, ricevendo un'obiezione, 
                  risponde: &#38;quot;Ah s&#38;igrave;? Allora fatevelo voi&#38;quot;. Chi, 
                  voi? Fatevelo voi, chi, che cosa? Perch&#38;eacute;, allora, io 
                  ho una selezione negativa o un'elezione negativa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Chi pensa di non essere stato 
                  scelto o di non essere stato eletto, si pone come l'unico prescelto 
                  e l'unico eletto? Parte da una selezione negativa, da un'elezione 
                  negativa, per costituirsi nel privilegio dell'uno unico? L'uno 
                  unico &#38;egrave; colui che dev'essere identico a se stesso, uguale 
                  a se stesso, simile a se stesso.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La strada dell'emulazione con 
                  la morte e con l'inquisitore &#38;egrave; una strada cannibalica. 
                  Il cannibalismo muove questa animazione fra il dominante e il 
                  dominato, fra l'interrogante e l'interrogato. Qui, l'Uroboro, 
                  il serpente che divora la propria coda, deve fare cerchio, sempre 
                  pi&#38;ugrave; cerchio. E, per fare sempre pi&#38;ugrave; cerchio, deve 
                  divorare, divorare, divorare: perch&#38;eacute; la coda rappresenta 
                  la negativit&#38;agrave;, la barbarie, l'Altro, l'oggetto negativo, 
                  l'Altro negativo, il tempo negativo. Cos&#38;igrave;, divorando, 
                  divorando la coda, dovrebbe sempre pi&#38;ugrave; purificarsi. &#60;em&#62;Ad 
                  infinitum&#60;/em&#62;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;San Tommaso: &#60;em&#62;causa vero materialis 
                  est, principum aemulatio et danielis in lacum missio&#60;/em&#62;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Verifichiamo se san Tommaso si 
                  trovi in questa oscillazione dell'emulazione in positivo e in 
                  negativo, oppure se colga l'emulazione non come &#60;em&#62;aemulatus&#60;/em&#62;, 
                  quindi non come rivalit&#38;agrave;, competizione, concorrenza. 
                  Egli scrive: &#60;em&#62;praecedit ambitio, et hanc sequitur elatio, 
                  et ex hac sequitur aemulatio, et ex hac oritur indagatio seu 
                  exploratio&#60;/em&#62;. Egli va verso l'emulazione in negativo, quando 
                  scrive: &#60;em&#62;contentio&#60;/em&#62; (la rivalit&#38;agrave;) &#60;em&#62;et aemulatio 
                  procedunt a superbia&#60;/em&#62;. Per&#38;ograve;, poi: &#60;em&#62;argumenta literalia 
                  sunt hic quatuor de superna aemulatione&#60;/em&#62;. L'emulazione, 
                  come superna? E, allora, ce n'&#38;egrave; una inferna? Ma alto 
                  e basso, positivo e negativo sono inassegnabili al viaggio. 
                  N&#38;eacute; all'oggetto, che &#38;egrave; condizione del viaggio, 
                  quindi all'identificazione, n&#38;eacute; all'Altro. &#38;Egrave; inassegnabile 
                  al tu, all'io, al lui. E inassegnabile all'Altro. E, poi: &#60;em&#62;ergo, 
                  id est imitare bonos, qui pro Christo patienter sustinent mala&#60;/em&#62; 
                  [&#38;#8230;] &#60;em&#62;vel aemulare, idest aemulationem habe, id est 
                  zelum&#60;/em&#62;.&#60;br&#62;
                  Qui, questa emulazione superna diviene anche zelo. Arriva a 
                  dire: &#60;em&#62;secundo incitat filios ad legis aemulationem&#60;/em&#62;. 
                  Emulazione della legge.&#60;br&#62;
                  &#60;em&#62;Ex talibus falsis aemulationibus&#60;/em&#62;: ci sarebbero false 
                  emulazioni. &#60;em&#62;Usque ad pavimentum laci donec arriperent eos 
                  leones, quia finis aemulationis est laceratio&#60;/em&#62;. Tra i leoni, 
                  che si sbranano. Questa &#38;egrave; la zoologia.&#60;br&#62;
                  Si sbranano: &#60;em&#62;finis aemulationis est laceratio&#60;/em&#62;. Poi: 
                  &#60;em&#62;scilicet severitas et aequitas in dissipatione aemulorum&#60;/em&#62;. 
                  I rivali, coloro che competono, che concorrono tra loro, dissipano. 
                  La dissipazione. Lo spreco.&#60;br&#62;
                  L'equit&#38;agrave; viene sprecata da coloro che stanno a rivaleggiare 
                  tra loro. Egli, per&#38;ograve;, l'associa a &#60;em&#62;severitas&#60;/em&#62;. 
                  &#60;em&#62;Severitas et aequitas&#60;/em&#62;. Un altro significante sta al 
                  posto di &#60;em&#62;severitas&#60;/em&#62;? L'&#60;em&#62;auctoritas&#60;/em&#62;? Ma coglie 
                  questa dissipazione, questo spreco intellettuale nella competizione, 
                  nella rivalit&#38;agrave;. Questo spreco intellettuale. Come anche, 
                  poi, scrive: &#60;em&#62;unde aemulus dicitur invidus&#60;/em&#62;. Invidioso: 
                  ecco l'altra accezione. In breve, san Tommaso si approssima 
                  alla questione dell'emulazione, ma attribuisce l'alto e il basso 
                  al viaggio.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Sempre, a proposito di emulazione, 
                  leggete Ludovico Ariosto:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px-interlinea&#34; style=&#34;margin: 0px 40px&#34;&#62;Forse 
                  emulazione tra lor nascea &#60;br&#62;
                  per quella gente misera, non buona, &#60;br&#62;
                  ne la cui carne e sangue e nervi ed ossa&#60;br&#62;
                  fan prova chi di loro abbia pi&#38;ugrave; possa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;E Torquato Tasso:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px-interlinea&#34; style=&#34;margin: 0px 40px&#34;&#62;Ma nel 
                  numero ognun de' diece eletti&#60;br&#62;
                  con insolita instanza essere richiede:&#60;br&#62;
                  e l'emulazion che &#38;#8216;n lor si desta,&#60;br&#62;
                  pi&#38;ugrave; importuni gli fa ne la richiesta.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Tasso adopera molto questo significante:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px-interlinea&#34; style=&#34;margin: 0px 40px&#34;&#62;D'emula 
                  virt&#38;ugrave; l'animo alt&#38;eacute;ro&#60;br&#62;
                  commosso avampa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Un brano di Tasso &#38;egrave; molto 
                  citato:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px-interlinea&#34; style=&#34;margin: 0px 40px&#34;&#62;I suoi 
                  compagni egregi&#60;br&#62;
                  che d'emulo furor l'esempio accese.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L'emulazione giunge all'&#60;em&#62;unicum&#60;/em&#62; 
                  e all'esempio, al paradigma.&#60;br&#62;
                  L'esempio &#38;egrave; inimitabile. L'esempio non si imita. Nessun 
                  mimetismo dell'esempio, perch&#38;eacute; l'esempio &#38;egrave; senza 
                  principio di selezione, senza principio di elezione, senza mimetismo. 
                  Risulta dal viaggio, che procede dal paragone e che ha la sua 
                  condizione nel confronto, nell'identificazione, nell'eccellenza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La famiglia &#38;egrave; traccia, 
                  modo dell'apertura. La famiglia come il paragone. Le cose procedono 
                  dalla famiglia. Il viaggio procede dalla famiglia. Il dispositivo 
                  procede dalla famiglia. Noi distinguiamo tra dispositivo imprenditore 
                  e dispositivo manager. Sono dispositivi che procedono dalla 
                  famiglia come traccia. Tutt'altra cosa &#38;egrave; dire che il 
                  viaggio debba essere ascritto alla famiglia, perch&#38;eacute; questo 
                  darebbe un'accezione di famiglia come genealogia sociale, come 
                  gerarchia sociale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Sul fondo di queste sale, ci sono 
                  molte scritte, interessanti. Fra l'altro, c'&#38;egrave; anche la 
                  &#60;em&#62;h&#60;/em&#62; di &#60;em&#62;humilitas&#60;/em&#62; che &#38;egrave; come una scala, 
                  cio&#38;egrave; non ha solo una barra tra un'asta e l'altra, ma 
                  ne ha tre. Addirittura, l'asta sembra una corda. E anche le 
                  barre sembrano corda o fune. Non c'&#38;egrave; scala sociale. Ma 
                  questa scala &#38;egrave; del &#60;em&#62;gradus&#60;/em&#62;, che non sta nella 
                  relazione. Il &#60;em&#62;gradus&#60;/em&#62; &#38;egrave; il dispositivo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La megalomania &#38;egrave; una cosa 
                  insufficiente. La rana, che si crede elefante e con ci&#38;ograve; 
                  pensa di avere raggiunto Dio, &#38;egrave; una delle tante credenze, 
                  supposizioni, immaginazioni che non ha nulla a che vedere con 
                  Dio. Non c'&#38;egrave; nessun pensiero, che sia tanto grande da 
                  indicare il pensiero. Il progetto non pu&#38;ograve; essere scambiato 
                  con il pensiero. L'idea. Il progetto. E il programma. L'idea 
                  trae progetto e programma verso la scrittura del viaggio. La 
                  scrittura del labirinto e la scrittura del giardino.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Leggete Gioacchino da Fiore. Per 
                  esempio: &#60;em&#62;De concordia Novi et Veteri Testamenti, Expositio 
                  in Apocalypsim, Psalterium decem cordarum, Tractatus super quattuor 
                  Evangelia&#60;/em&#62;. Leggete &#60;em&#62;Adversus iudaeos&#60;/em&#62;. Molti hanno 
                  scritto non &#60;em&#62;contro&#60;/em&#62; ma &#60;em&#62;nei confronti degli ebrei&#60;/em&#62;. 
                  Gioacchino da Fiore non ha un atteggiamento negativo. Mentre 
                  la dottrina ellenica si contrappone a Gerusalemme, Gioacchino 
                  discute con gli ebrei, legge con loro il Testamento. Con l'ipotesi 
                  che cristiani e ebrei possano ritrovarsi nella stessa filosofia. 
                  La sua &#38;egrave; una filosofia. E sfiora l'alinguistica, quella 
                  per cui l'afasia &#38;egrave; originaria, anzich&#38;eacute; un disturbo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;quot;Dinanzi a Mos&#38;egrave; testimone, 
                  Dio dice: 'Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza'&#38;quot;. 
                  Come mai dice &#38;quot;facciamo&#38;quot; e non &#38;quot;faccio&#38;quot;? 
                  E perch&#38;eacute; dice &#38;quot;a nostra immagine e somiglianza&#38;quot;, 
                  e non gi&#38;agrave; &#38;quot;a mia immagine e somiglianza&#38;quot;? Curiosit&#38;agrave;. 
                  Giusto per discutere con gli ebrei. Rispetto a sant'Agostino, 
                  egli d&#38;agrave; una sua accezione di Trinit&#38;agrave; e fa una 
                  profezia. Gioacchino da Fiore &#38;egrave; profeta. Cita questo 
                  brano del Genesi:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px-interlinea&#34; style=&#34;margin: 0px 40px&#34;&#62;Poi il 
                  Signore apparve ad Abramo alle querce di Mambre, mentre egli 
                  sedeva all'ingresso della tenda nell'ora della canicola del 
                  giorno. Egli alz&#38;ograve; gli occhi, ed ecco: tre uomini stavano 
                  in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro 
                  dall'ingresso della tenda, si prostr&#38;ograve; fino a terra e 
                  disse: &#38;quot;Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, 
                  non passare oltre il tuo servo, ma lasciate che vi si vada a 
                  prendere un po' d'acqua per lavarvi i piedi e riposatevi sotto 
                  l'albero. Permettete che vi prenda un boccone di pane e ristorate 
                  il vostro cuore.&#60;br&#62;
                  Dopo proseguirete, perch&#38;eacute; &#38;egrave; per questo che siete 
                  passati dal tuo servo&#38;quot;.&#60;br&#62;
                  Quelli risposero: &#38;quot;Fa pure come hai detto&#38;quot;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Oscillazione fra il &#38;quot;tu&#38;quot; 
                  e il &#38;quot;voi&#38;quot;. E ancora:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px-interlinea&#34; style=&#34;margin: 0px 40px&#34;&#62;Poi quegli uomini partirono di 
                  l&#38;igrave; e andarono verso Sodoma, ma il Signore stava tuttora 
                  davanti a Abramo. Allora, Abramo gli si avvicin&#38;ograve; e gli 
                  disse: &#38;quot;Davvero stai per sopprimere il giusto con l'empio?&#38;quot;. 
                  [&#38;#8230;] Quei due angeli arrivarono a Sodoma sul far della 
                  sera.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Sta dinanzi a Abramo, il Signore, 
                  e due angeli vanno da Lot.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Questo libro risulta una disquisizione 
                  linguistica con gli ebrei. Adopera tutto l'arsenale della tradizione 
                  della patristica rispetto agli ebrei, ma sente l'urgenza di 
                  discutere con loro e di trovare una direzione, leggendo il Testamento.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nessuna ospitalit&#38;agrave;, a Sodoma 
                  e a Gomorra, sul principio di selezione e sul principio di esclusione, 
                  sul principio di parit&#38;agrave; sociale. Gerusalemme si ripiega 
                  su Atene. Da qui Sodoma e Gomorra. Ricostituire l'unit&#38;agrave;. 
                  Ritornare dalla moltiplicazione all'unit&#38;agrave;. Ricostituire 
                  l'androgino. Sodoma e Gomorra sono le due citt&#38;agrave; dell'androgino. 
                  Sodoma introduce, prepara, d&#38;agrave; un aspetto di questo processo 
                  di metamorfosi nell'androgino. Gomorra si specializza. La gomorrizzazione 
                  vale la femminilizzazione e la virilizzazione, per la metamorfosi 
                  nell'androgino. In questo modo, nessuna ospitalit&#38;agrave;. E 
                  nessun dispositivo che non sia relazionale, quindi conformista. 
                  L'emulazione &#38;egrave; soppiantata dal mimetismo. La femminilizzazione 
                  e la virilizzazione si servono del mimetismo, funzionale al 
                  principio dell'androgino, come principio d'origine. In direzione 
                  dell'origine. L'unit&#38;agrave; ideale, puramente fantasmatica, 
                  &#38;egrave; rappresentata dall'androgino. A che cosa porta oggi 
                  il conformismo? A essere sempre pi&#38;ugrave; conformi all'androgino! 
                  A ci&#38;ograve; che, in qualche modo, possa comporre in una sintesi 
                  ideale superiore il dominante e il dominato, l'uomo e la donna, 
                  il governante e il governato, Prometeo e Epimeteo, chi rappresenta 
                  il chiaro e chi rappresenta l'oscuro. L'epoca tende all'androgino.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Tutta la problematica, sociale 
                  e ideologica, dell'epoca va analizzata anche rispetto alla mitologia 
                  dell'androgino. Se non viene affrontata la questione del padre, 
                  viene messa da parte la questione dell'autorit&#38;agrave; e anche 
                  la questione intellettuale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;A Gomorra regnano l'angelismo 
                  e il purismo nei confronti della differenza.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;&#60;br&#62;
                  Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
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                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
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                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
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              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
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		 <pubDate>Mon, 19 Dec 2005 19:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Sedicesima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20051128180125/</link>
		 <description>
&#60;br&#62;&#60;br&#62;
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          &#60;/tr&#62;
          &#60;tr&#62;
            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A 
                        href=&#34;mailto:&#38;#105;&#38;#110;&#38;#102;&#38;#111;&#38;#64;&#38;#116;&#38;#x68;&#38;#101;&#38;#115;&#38;#x65;&#38;#99;&#38;#x6F;&#38;#x6E;&#38;#100;&#38;#x72;&#38;#x65;&#38;#x6E;&#38;#97;&#38;#105;&#38;#x73;&#38;#115;&#38;#x61;&#38;#x6E;&#38;#x63;&#38;#x65;&#38;#x2E;&#38;#99;&#38;#x6F;&#38;#x6D;&#34; 
                        target=_blank class=corpo11px-interlinea&#62;info@thesecond&#60;br&#62;
              renaissance.com&#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.ilsecondorinascimento.com/uni&#34; 
                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;The second renaissance&#60;/A&#62;&#38;nbsp;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;- 
              &#60;/font&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.spirali.com/&#34; 
                      target=_blank&#62;Spirali&#60;/A&#62;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62; -&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.villasancarloborromeo.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
          &#60;/tr&#62;
        &#60;/table&#62;&#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;
  &#60;TR&#62;
      &#60;TD vAlign=top&#62;&#60;TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=&#34;100%&#34; border=0&#62;
          &#60;TBODY&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD width=&#34;40&#34; height=30&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
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            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Sedicesima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;La valutazione 
                  dell'impresa &#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L'ideologia interviene sull'impresa, 
                  precisandosi anche come competenza professionale, tecnica. Faremo 
                  esempi, ma, forse, il nostro interesse &#38;egrave; davvero relativo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62; L'intero processo intellettuale 
                  che abbiamo compiuto, da trent'anni a questa parte, include 
                  la valutazione dell'impresa. L'ideologia sull'impresa &#38;egrave; 
                  la demonologia. Immanuel Kant dice che l'inquisizione si &#38;egrave; 
                  sbagliata di poco, perch&#38;eacute; ha visto, ha osservato, ha 
                  colto, ha afferrato il problema, il male, l'ha chiamato stregoneria, 
                  mentre era patologia. Kant, cos&#38;igrave;, inaugura quella che 
                  si dir&#38;agrave; psichiatria, con tutto il suo umanesimo e il 
                  suo illuminismo. Sicch&#38;eacute; anche &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=713&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Noam 
                  Chomsky&#60;/a&#62; pu&#38;ograve; dire: &#34;A meno che non sia un pazzo, ognuno 
                  risponder&#38;agrave; correttamente&#34;. Qualche psichiatra cerca il 
                  pazzo, che possa rispondere correttamente, a seconda del grado, 
                  della misura della sua pazzia.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Daniel Paul Schreber scrive: &#34;Contesto 
                  decisamente di essere o di essere mai stato malato di mente&#34;. 
                  &#38;Egrave; un &#60;em&#62;Senatspr&#38;auml;sident&#60;/em&#62; (presidente della 
                  Corte d'Appello) e dice &#34;contesto&#34; nella forma giuridica. Un 
                  altro contestatore &#38;egrave; Lev Tolstoj, che, nella &#60;em&#62;Sonata 
                  a Kreutzer&#60;/em&#62;, scrive: &#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34; style=&#34;margin: 0px 40px; font-size: 11px&#34;&#62;Queste 
                  nuove teorie dell'ipnotismo, delle malattie mentali sono tutte 
                  una sciocchezza, non tanto semplice ma nociva, disgustevole. 
                  Di mia moglie, Charcot avrebbe detto che era isterica e di me 
                  che ero anormale e, magari, si sarebbe messo a curarmi. Invece 
                  qui non c'era nulla da curare.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Quanto scrive Schreber, come quanto 
                  scrive Tolstoj, sono in grado di scriverlo gl'imprenditori rispetto 
                  ai giornalisti economici, rispetto agli analisti finanziari, 
                  rispetto alle banche d'affari o rispetto agli istituti deputati 
                  alla valutazione dell'impresa e sono in grado di dire quali 
                  interventi occorrono perch&#38;eacute; per l'impresa arrivi qualche 
                  sincope? Per fare che cosa, per l'impresa? Per la valorizzazione 
                  dell'impresa? Certi economisti non parlano mai di valorizzazione. 
                  Fanno ricorso alla botanica fantastica o alla zoologia fantastica: 
                  se l'animale, o l'albero, &#38;egrave; malato, se qualche ramo va 
                  tagliato e se qualche altro ramo va favorito, se un frutto &#38;egrave; 
                  marcio. Sono interventi ideologici, quindi demonologici, dunque 
                  morali. Quello che si sentono dire gl'imprenditori &#38;egrave; 
                  riassunto dalla morale. In nome di un dogmatismo di tipo scolastico 
                  o di tipo genealogico, attinente allo &#60;em&#62;studium&#60;/em&#62; di diritto 
                  commerciale, costoro pretendono osservanza, pretendono che l'imprenditore 
                  faccia esattamente come dicono loro, altrimenti lo abbandonano.&#60;br&#62;
                  Se le conseguenze del loro intervento sono rovinose, non assumono 
                  nessuna responsabilit&#38;agrave;. Ma il loro intervento pu&#38;ograve; 
                  non essere rovinoso? Leggete i loro libri. Il loro intervento 
                  &#38;egrave; rovinoso, sopra tutto se viene seguito dall'imprenditore. 
                  L'imprenditore, talora, se ne avvale, soltanto perch&#38;eacute; 
                  le circostanze, il panorama, l'ambiente richiedono alcune formalit&#38;agrave;. 
                  Se davvero osserva e esegue pedissequamente quello che essi 
                  consigliano, la rovina &#38;egrave; assicurata. Sono interventi 
                  improntati all'algebra, a cominciare dalle formule che adoperano, 
                  dai frasari, dallo schemino, che passa per scientifico.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La statistica, tanto conclamata, 
                  evita l'aritmetica. Le previsioni sono algebriche, i consuntivi 
                  sono somme. Senza l'aritmetica. Il viaggio dell'azienda, dell'impresa, 
                  degli imprenditori e dei manager &#38;egrave; tolto. Uno schema 
                  viene applicato: e l'azienda deve adeguarsi a questo schema. 
                  Viene chiamato lo schema valutativo. Assurdo. Sono loro che 
                  intervengono, che analizzano, che ascoltano, che devono compiere 
                  uno sforzo per capire, ragionare e intendere qual &#38;egrave; il 
                  processo di valorizzazione dell'azienda? O dev'essere l'azienda 
                  a adeguarsi allo schema ideale valutativo?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Un conto &#38;egrave; l'analisi dell'azienda, 
                  di coloro che ci lavorano, delle istanze, e un conto &#38;egrave; 
                  la gnosi, la conoscenza dell'azienda come conoscenza del viaggio 
                  distribuito tra positivo e negativo. Se, arrivando nell'azienda, 
                  dobbiamo capire che cosa c'&#38;egrave; di positivo e che cosa c'&#38;egrave; 
                  di negativo, non siamo in grado n&#38;eacute; di capire n&#38;eacute; 
                  di ragionare n&#38;eacute; d'intendere, n&#38;eacute;, tanto meno, d'intervenire, 
                  se non per un intervento, che auspichiamo salvifico.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Intervento salvifico significa 
                  che certi &#34;trombetti&#34; cercano di avere un surrogato di quello 
                  che era il potere dei preti. Il criterio di valutazione &#38;egrave; 
                  stabilito da una piccola comunit&#38;agrave; scolastica, che di 
                  tutto si occupa fuorch&#38;eacute; dell'impresa, di che cosa sia 
                  un processo imprenditoriale. Se il criterio &#38;egrave; quello, 
                  se il riferimento &#38;egrave; quello, l'impresa deve solo augurarsi 
                  di non incappare nelle griglie, nelle maglie e nelle graticole 
                  di questa comunit&#38;agrave; religiosa, molto prezzolata.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Non si tratta di fare la psicologia, 
                  la psichiatria, la sociologia dell'imprenditore, per appurare 
                  dove l'imprenditore sia impazzito, quale sia stato il suo errore 
                  di valutazione finanziaria o di valutazione economica o di valutazione 
                  imprenditoriale. Cosa fa la psichiatria, qui, in veste di dottrina 
                  economica? Valuta i disturbi dell'azienda. E cerca i rimedi.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Qual &#38;egrave; la cura? Una cura 
                  dimagrante? &#38;Egrave; attorno all'immunit&#38;agrave; che tutta questa 
                  indagine verte. L'immunit&#38;agrave; viene tolta a profitto della 
                  gnosi. L'immunit&#38;agrave; viene sostituita con i mali, con il 
                  negativo. Qual &#38;egrave; il risultato? Non gi&#38;agrave; la salute, 
                  ma la salvezza. Il carattere religioso degli istituti di valutazione 
                  dell'impresa &#38;egrave; palese. Per non dire che per tanto tempo 
                  questi istituti hanno fatto riferimento alla genealogia. Quale 
                  certificato? Quale appartenenza? Quali i connotati archeologici? 
                  Da quale archeologia ognuno viene dissepolto, risorge, si reincarna?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La valutazione nella dimensione 
                  di sembianza risponde al giudizio nella dimensione di linguaggio. 
                  Incominciamo con qualcosa che &#38;egrave; proprio della psicanalisi. 
                  Freud ha incominciato con la sopravvalutazione sessuale, anzich&#38;eacute; 
                  erotica. La valutazione &#38;egrave; sessuale. Temporale. Nella 
                  politica del tempo. La valutazione &#38;egrave; nell'impresa, non 
                  sull'impresa. E cos&#38;igrave; il giudizio. Nessuna metavalutazione. 
                  Nessun metagiudizio. Ma sopravvalutazione. Qualcosa che sfugge 
                  a qualsiasi canone. Se avete i canoni o le formule della valutazione 
                  dell'impresa, non farete mai una sopravvalutazione, farete una 
                  valutazione rispondente a queste formule, a questi canoni. Una 
                  valutazione spaziale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La valutazione &#38;egrave; sempre 
                  sopravvalutazione. E tuttavia resta insufficiente. Perch&#38;eacute;? 
                  Qual &#38;egrave; l'oggetto dell'impresa? La valutazione non raggiunger&#38;agrave; 
                  mai l'oggetto, non sar&#38;agrave; mai adeguata all'oggetto. L'oggetto 
                  dell'impresa non &#38;egrave; l'oggetto sociale. &#38;Egrave; la condizione 
                  del viaggio: sia del commercio, sia dell'economia, sia dell'impresa, 
                  sia della finanza. La valutazione &#38;egrave; inadeguata all'oggetto. 
                  Inappropriata all'oggetto. Nessuna sopravvalutazione che sia 
                  sufficiente. Possiamo valutare Dio? Antropomorfismo. Qualunque 
                  cosa diciamo, non parleremo mai di Dio. E siamo all'idea dell'oggetto! 
                  &#60;em&#62;&#38;Agrave; plus forte raison&#60;/em&#62;, con la valutazione dell'oggetto.&#60;br&#62;
                  Possiamo soltanto incorrere in equivoci, nell'alterit&#38;agrave; 
                  dell'immagine e nel malinteso. Quali sono le propriet&#38;agrave; 
                  della parola, le propriet&#38;agrave; del viaggio, le propriet&#38;agrave; 
                  dell'impresa? La propriet&#38;agrave; va distinta dal dispositivo 
                  proprio della societ&#38;agrave;. E occorre pure distinguere tra 
                  la societ&#38;agrave;, come dispositivo dell'impresa, dispositivo 
                  del viaggio, e il management, che comporta altri dispositivi.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il processo di valorizzazione 
                  ha da tenere conto del patrimonio e del matrimonio. Del patrimonio: 
                  ovvero, del dispositivo commerciale, del dispositivo economico. 
                  E del matrimonio: ovvero, del dispositivo politico, del dispositivo 
                  di governo e del dispositivo finanziario. I dispositivi del 
                  labirinto e del giardino divengono dispositivi di qualit&#38;agrave;. 
                  Nel processo di valorizzazione, non possiamo non tenere conto 
                  della latenza e dell'adiacenza dell'impresa e di tutto ci&#38;ograve; 
                  che viene chiamato &#34;immateriale&#34; nei bilanci, perch&#38;eacute; 
                  &#38;egrave; materiale anche se viene chiamato immateriale. La memoria 
                  &#38;egrave; materiale. Qual &#38;egrave; il processo di valorizzazione 
                  della memoria? Qual &#38;egrave; la memoria dell'impresa?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il marchio esige la nominazione, 
                  anzich&#38;eacute; la genealogia. Senza la sopravvalutazione, nessuna 
                  eco, nessuna immagine acustica. E senza il giudizio, nessun 
                  ascolto, nessuna scrittura finanziaria. La sopravvalutazione 
                  &#38;egrave; quella valutazione che, condizione il sembiante, si 
                  rivolge alla cifra come valore assoluto. Considerando il processo 
                  di valorizzazione, troviamo che le cose che si trovano nel viaggio, 
                  le cose nel viaggio, procedono dall'interrogazione aperta. Tutto 
                  ci&#38;ograve; che sta nel processo intellettuale, che &#38;egrave; 
                  il processo di valorizzazione, procede (questa &#38;egrave; la procedura) 
                  dall'interrogazione aperta. Invece, quella di certi economisti 
                  &#38;egrave; un'interrogazione chiusa: l'impresa viene da loro valutata 
                  in base a un'interrogazione chiusa, in base alla gnosi. Adesso, 
                  cercano di oltrepassare i criteri contabili. Per&#38;ograve;, li 
                  riprendono nel probabilismo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La precisione &#38;egrave; pragmatica. 
                  Ma nessuna esattezza, nessun compimento, pu&#38;ograve; raggiungersi 
                  senza la sopravvalutazione. Con la valutazione nella sembianza 
                  e il giudizio nel linguaggio, non abbiamo pi&#38;ugrave; da chiederci 
                  se l'azienda sia solida o da liquidare. Anche queste dei solidi 
                  e dei liquidi sono ideologie. Noi abbiamo indagato intorno alla 
                  teoria dei solidi e alla teoria dei liquidi: certi economisti 
                  trasformano la materia intellettuale in materia erotica.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L'economia e la finanza, quindi 
                  il dispositivo commerciale, il dispositivo economico, il dispositivo 
                  politico, di governo, il dispositivo amministrativo e il dispositivo 
                  finanziario procedono dall'interrogazione. La valutazione e 
                  il giudizio sono valutazione e giudizio intellettuali. Dire 
                  che la valutazione &#38;egrave; una sopravvalutazione vale a indicarla 
                  come intellettuale. Dire valutazione intellettuale &#38;egrave; 
                  un altro modo per dire quella che Freud chiamava la sopravvalutazione 
                  sessuale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Se la valutazione o il giudizio 
                  procedono dall'interrogazione chiusa, questa valutazione e questo 
                  giudizio saranno valutazione soggettiva o collettiva o comunitaria. 
                  &#34;Il nostro studio valuta cos&#38;igrave;&#34;. &#34;La nostra banca valuta 
                  cos&#38;igrave;&#34;. Le banche rischiano in qualche modo, ma ci sono 
                  criteri molto soggettivi.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62; Cos&#38;igrave; l'azienda, che significa 
                  le cose da fare, si trasforma nelle cose da non fare e l'imprenditore 
                  viene terrorizzato per le cose che non deve fare. Anzich&#38;eacute; 
                  attenersi al progetto, che esige il dispositivo commerciale, 
                  il dispositivo economico, il dispositivo di scrittura, e anzich&#38;eacute; 
                  attenersi al programma, deve avere davanti non l'azienda, l'&#60;em&#62;agenda&#60;/em&#62;, 
                  le cose da fare, ma le cose da non fare. Allora, i buoni propositi 
                  dell'imprenditore diventano tutte le cose da non fare, i mali 
                  da evitare, i peccati da non commettere e gl'incesti da non 
                  compiere. E cos&#38;igrave; affronta la giornata. E non c'&#38;egrave; 
                  nemmeno l'ombra della questione della soddisfazione. L'entusiasmo 
                  e il valore dell'impresa sono esclusi da certi manuali. &#34;Bisogna 
                  vedere se l'imprenditore ci crede&#34;. Qui, &#34;ci crede&#34; significa 
                  che ha uno spirito sacrificale. Se si sacrifica, significa che 
                  ci crede. Ma, se &#34;ci crede&#34;, non &#38;egrave; imprenditore, &#38;egrave; 
                  senza la fede nella riuscita. Ma con l'idea dell'alternativa 
                  alla riuscita.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#34;Vediamo quali sono le potenzialit&#38;agrave;&#34;. 
                  Formule come &#34;massimizzare&#34;, &#34;ottimizzare&#34;. Che significano? 
                  Formalizzazione positiva? Mettiamo un &#34;pi&#38;ugrave;&#34;? Diciamo 
                  che, prima c'&#38;egrave; un &#34;meno&#34;, formalizziamo e mettiamo un 
                  &#34;pi&#38;ugrave;&#34; e il nostro contributo &#38;egrave; stato salvifico? 
                  Cos&#38;igrave;, anche &#34;competitivit&#38;agrave;&#34;. Ma, nel suo processo 
                  di valorizzazione, ciascun viaggio &#38;egrave; unico! Senza parit&#38;agrave; 
                  sociale. Il paragone &#38;egrave; assoluto. Ironico. Il modo del 
                  due. Nessun paragone sul principio di parit&#38;agrave; sociale 
                  (&#34;vediamo le aziende simili e cos&#38;igrave; sappiamo qual &#38;egrave; 
                  la valutazione&#34;). Noi possiamo vedere le aziende simili che 
                  vanno benissimo e, da questo, non abbiamo nessuna nozione del 
                  valore di questa azienda. Ciascuna azienda si trova in un processo 
                  unico. La competizione sarebbe &#34;valida&#34;, se le aziende fossero 
                  tutte da considerare come consorelle o confratelli. L'imprenditore 
                  non &#38;egrave; figlio. Se non &#38;egrave; figlio, come fa a paragonarsi 
                  o confrontarsi con altri che sarebbero fratelli?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Altre formule sono ipnotiche: 
                  come quella di &#34;leader mondiale&#34;. Leader mondiale dichiarato 
                  nel business plan. Voi sapete che tutti questi libri sulla valutazione 
                  dell'impresa prospettano la pianificazione. Con la pianificazione, 
                  nessun progetto e nessun programma. Tutto &#38;egrave; messo in 
                  piano, tutto &#38;egrave; messo in linea.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il profitto importa perch&#38;eacute; 
                  si rivolge verso il valore assoluto, ma non &#38;egrave; gi&#38;agrave; 
                  il valore. Chi sono gl'imprenditori? Chi sono i manager? Quali 
                  i dispositivi intellettuali? Quale audacia? Quale scommessa? 
                  Quale rischio? Quali sono il romanzo, la fiaba, la favola, la 
                  saga dell'impresa? Il processo di valorizzazione risalta dall'inscrizione 
                  dell'azienda nella parola. L'azienda sta in un'esperienza originaria, 
                  nell'esperienza della vita originaria. Non &#38;egrave; soggetta 
                  a cicli, a evoluzioni e a involuzioni. Taluni tecnici si muovono 
                  sul principio della soggiacenza, principio demonologico. L'imprenditore 
                  ha da dissipare il loro &#34;errore tecnico&#34;. E, invece, sta l&#38;igrave; 
                  a segnare il passo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La seconda lettera della sigla 
                  ISO significa standard, qualcosa che deve essere uguale per 
                  tutto il pianeta. La nostra vita non pu&#38;ograve; essere standard. 
                  L'impresa non pu&#38;ograve; essere standard.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La valutazione deve essere inserita 
                  in un processo di valorizzazione. L'impresa diviene capitale. 
                  E l'imprenditore diviene dispositivo di valore. Come chi interviene 
                  nell'azienda.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
                  di pubblico dominio, dai quali sono stati acquisiti. I dati 
                  in nostro possesso si limitano ad indirizzi e-mail senza ulteriori 
                  riferimenti personali e sono raccolti, conservati e trattati 
                  nel rispetto della legge; essi non verranno in ogni caso comunicati 
                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
                  a ricevere aggiornamenti sulla nostra attività editoriale attraverso 
                  messaggi spediti in copia nascosta, evitando magari fastidiosi 
                  invii multipli; se così non fosse ce ne scusiamo in anticipo 
                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
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                &#60;a href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1133196000.htm&#34;&#62;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1133196000.htm&#60;/a&#62; 
                &#60;/font&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
          &#60;/TBODY&#62;
        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
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		 <pubDate>Mon, 28 Nov 2005 17:01:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20051128180125/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Quindicesima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20051031171725/</link>
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              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Quindicesima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;La vendita&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Secondo il sistema, proprio al 
                  discorso occidentale, si vende la verit&#38;agrave;. Il discorso 
                  della vendita &#38;egrave; la vendita del discorso. Quale verit&#38;agrave;? 
                  La verit&#38;agrave; come causa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il criterio della vendita &#38;egrave; 
                  il criterio dettato dal finalismo. Si vende ci&#38;ograve; che partecipa 
                  alla causa finale. Ecco il marchio, che si riferisce alla genealogia. 
                  &#38;Egrave; il marchio proprio della genealogia. Tutto ci&#38;ograve; 
                  che possa essere finalizzato alla verit&#38;agrave; come causa. 
                  E nulla vale, se non serve alla verit&#38;agrave; come causa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Qual &#38;egrave; la prima cosa che, 
                  in questo processo di vendita, &#38;egrave; propria del sistema 
                  e &#38;egrave; supporto del sistema? Qual &#38;egrave; la prima merce 
                  che si vende? Qual &#38;egrave; la merce primordiale? &#38;Egrave; la 
                  donna. Merce e supporto della genealogia. Questa tratta delle 
                  donne &#38;egrave; fondamentale per il discorso della vendita. Le 
                  strutture elementari della parentela offrono la genealogia della 
                  vendita. Questo discorso &#38;egrave; comune, &#38;egrave; luogo comune. 
                  Ognuno &#38;egrave; pronto a dare valore a ci&#38;ograve; che s&#38;#8217;inscrive 
                  in una genealogia e &#38;egrave; diretto alla verit&#38;agrave; come 
                  causa finale, &#38;egrave; preso nel finalismo. In questo modo, 
                  nulla si vende se non &#38;egrave; puro.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Come si esercita il purismo? Rispetto 
                  all&#38;#8217;oggetto e rispetto al tempo. Rispetto all&#38;#8217;oggetto, 
                  questo purismo deve instaurare la magia, che si definisca nell&#38;#8217;obiettivit&#38;agrave; 
                  stessa. E deve instaurare il tempo come durata: il purismo, 
                  rispetto all&#38;#8217;avvenimento e all&#38;#8217;evento, pu&#38;ograve; 
                  esercitarsi solo se il tempo finisce, se il tempo &#38;egrave; inteso 
                  come segmento, in qualche modo come durata. Il resto dipende 
                  da questo. L&#38;#8217;anfibologia dell&#38;#8217;oggetto e l&#38;#8217;anfibologia 
                  della madre, tra la procreatrice e la non procreatrice, la prostituta, 
                  &#38;egrave; una conseguenza. Questa &#38;egrave; la vendita eretta 
                  a principio, la vendita come tab&#38;ugrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La vendita &#38;egrave; sacrale. La 
                  sua sacralit&#38;agrave; dipende dalla genealogia.&#60;br&#62;
                  Si esercita con il purismo e punta alla verit&#38;agrave; come causa, 
                  in modo che, in definitiva, il prodotto sia la verit&#38;agrave; 
                  come causa e l&#38;#8217;unico prodotto che si venda sia la verit&#38;agrave;. 
                  Da una parte, abbiamo l&#38;#8217;umanizzazione della vendita, attraverso 
                  l&#38;#8217;erotizzazione dell&#38;#8217;oggetto e attraverso l&#38;#8217;erotizzazione 
                  del tempo. Dall&#38;#8217;altra, non abbiamo solo l&#38;#8217;anfibologia 
                  della madre, abbiamo l&#38;#8217;anfibologia dell&#38;#8217;Altro, l&#38;#8217;anfibologia 
                  della morte. In quest&#38;#8217;ultimo caso, non &#38;egrave; la suggestione, 
                  e nemmeno la persuasione, a definire l&#38;#8217;ipnosi, ma &#38;egrave; 
                  il concetto d&#38;#8217;influenza, dipendente dal concetto di finibile.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Perch&#38;eacute; abbiamo esposto 
                  il luogo comune, il discorso comune, il discorso della vendita? 
                  Perch&#38;eacute; questo discorso comune, questo luogo comune, giunge, 
                  nella vendita, come fantasma materno. Il fantasma materno si 
                  frappone alla vendita! Questo noi scrivevamo e questo ribadiamo. 
                  La vendita non appartiene al suo tab&#38;ugrave;. Non appartiene 
                  al suo principio, ecco perch&#38;eacute; ci troviamo oltre il principio 
                  della vendita. Oltre la gnosi della vendita.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Esa&#38;ugrave; e Giacobbe, il piatto 
                  di lenticchie, la primogenitura. E Giuda.&#60;br&#62;
                  Giuda ama Cristo. Lo ama tanto, che se lo vende. Qui, la vendita 
                  di s&#38;eacute; o dell&#38;#8217;Altro, la cura di s&#38;eacute; o dell&#38;#8217;Altro, 
                  vale la preoccupazione di s&#38;eacute; o dell&#38;#8217;Altro, l&#38;#8217;amore 
                  di s&#38;eacute; o dell&#38;#8217;Altro, la morte di s&#38;eacute; o dell&#38;#8217;Altro. 
                  La quintessenza, per un verso, della magia e, per l&#38;#8217;altro 
                  verso, dell&#38;#8217;ipnosi. I due teoremi principali del narcisismo 
                  sono che non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; magia, non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  pi&#38;ugrave; ipnosi. Il teorema dell&#38;#8217;autismo: &#38;#8220;Non 
                  c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; magia&#38;#8221;. Il teorema dell&#38;#8217;automatismo: 
                  &#38;#8220;Non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; ipnosi&#38;#8221;. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  pi&#38;ugrave;. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; mai stata.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;erotizzazione della vendita 
                  dipende dalla genealogia e richiede la mortificazione di s&#38;eacute; 
                  o dell&#38;#8217;Altro. Per fare un esempio, che ciascuno pu&#38;ograve; 
                  riscontrare o pu&#38;ograve; avere riscontrato nel suo viaggio, 
                  nell&#38;#8217;ultimo scorcio degli anni sessanta, incontro a Milano 
                  un patrizio partenopeo, che vendeva a Milano ci&#38;ograve; che 
                  era impossibile vendere a Napoli. Predicava che il danaro compra 
                  tutto. Il danaro come genealogia, come relazione sociale, come 
                  sistema, come ci&#38;ograve; che sta al posto del due. Ci&#38;ograve; 
                  che sta al posto del due compra tutto. Spiegava: &#38;#8220;Vogliamo 
                  il papa a Hollywood? &#38;Egrave; una faccenda di danaro. Avremo 
                  il papa a Hollywood&#38;#8221;. Tutto ci&#38;ograve; &#38;egrave; perfettamente 
                  inscritto nel luogo comune. L&#38;#8217;impresa si scrive, oltre 
                  il principio della vendita. Senza pi&#38;ugrave; il tab&#38;ugrave; 
                  della vendita.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Noi discutiamo dell&#38;#8217;oggetto 
                  e del tempo, proprio di ci&#38;ograve; contro cui si esercita il 
                  purismo, in nome della genealogia, in nome del nome, in nome 
                  della verit&#38;agrave;. Noi riscontriamo l&#38;#8217;oggetto non pi&#38;ugrave; 
                  umanizzato e cos&#38;igrave; anche il tempo. In altri termini, l&#38;#8217;oggetto 
                  come invendibile e il tempo come invendibile.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Avete sentito qui, in questa Villa, 
                  &#60;a href=&#34;http://www.foet.org/JeremyRifkin.htm&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Jeremy 
                  Rifkin&#60;/a&#62; affermare che il tempo &#38;egrave; merce, che la vita 
                  &#38;egrave; merce. Questa non &#38;egrave; una grande novit&#38;agrave; 
                  dell&#38;#8217;era dell&#38;#8217;accesso. Questo &#38;egrave; il discorso 
                  comune. &#38;Egrave; il purismo contro l&#38;#8217;oggetto e il purismo 
                  contro il tempo. Il purismo contro l&#38;#8217;oggetto predica che 
                  non c&#38;#8217;&#38;egrave; oggetto che non si venda. Il purismo contro 
                  il tempo predica che non c&#38;#8217;&#38;egrave; tempo di nessuno che 
                  non si possa comprare. L&#38;#8217;oggetto come merce e il tempo 
                  come merce. La vita come merce.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;oggetto &#38;egrave; senza 
                  presenza. Non &#38;egrave; mai presente. Come il tempo, mai presente. 
                  Per molto, &#38;egrave; stata ribadita la rappresentazione di s&#38;eacute; 
                  o la rappresentazione dell&#38;#8217;Altro, ma non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  nemmeno la presenza di s&#38;eacute;, nemmeno la presenza dell&#38;#8217;oggetto 
                  o del tempo.&#60;br&#62;
                  &#38;#8220;Bella presenza&#38;#8221; &#38;egrave; un ossimoro. L&#38;#8217;oggetto 
                  non &#38;egrave; mai presente n&#38;eacute; presentificabile n&#38;eacute; 
                  rappresentabile. E neppure il tempo. L&#38;#8217;oggetto dove sta? 
                  Non lo vediamo, non lo tocchiamo. Il simulacro, la simultaneit&#38;agrave;, 
                  la moneta. Nessun equivalente generale raggiunger&#38;agrave; la 
                  moneta. Cos&#38;igrave;, il colore, che non vediamo. Nessuno ha 
                  mai visto il colore. O la carne. Il cristianesimo instaura la 
                  carne. Non c&#38;#8217;era prima, la carne. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  mai stata, la carne. Come il colore e come la moneta, la carne 
                  &#38;egrave; propriet&#38;agrave; del sembiante, di qualcosa di assolutamente 
                  imprendibile, di cui non c&#38;#8217;&#38;egrave; concetto. Se non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  concetto, il purismo &#38;egrave; un concettualismo. L&#38;#8217;arte 
                  concettuale? Significa l&#38;#8217;arte pura: e, di purezza in purezza, 
                  resta il segno della purezza, della purificazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;E il soggetto? Il fuoco &#38;egrave; 
                  ancora l&#38;#8217;oggetto. Come il colore. La condizione del viaggio 
                  &#38;egrave; nel sembiante come venditore. La venalit&#38;agrave; del 
                  sembiante &#38;egrave; inattribuibile al soggetto. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  pi&#38;ugrave; soggetto. L&#38;#8217;epoca si rappresenta, si presenta 
                  con il soggetto, con un&#38;#8217;inondazione di soggetto.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; 
                  soggetto. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; mai stato. Il problema &#38;egrave; 
                  questo: noi non andremo mai oltre il principio della vendita, 
                  oltre il tab&#38;ugrave; della vendita, se siamo ancorati al soggetto. 
                  Il soggetto &#38;egrave; sempre l&#38;igrave;, pronto a vendersi. A 
                  nient&#38;#8217;altro pensa, nient&#38;#8217;altro medita e di nient&#38;#8217;altro 
                  ragiona che di vendere s&#38;eacute; o l&#38;#8217;Altro. Che cosa fa? 
                  Si risparmia, si giudica, si critica, si misura! Si tagliuzza, 
                  si raddrizza, si allinea, per conformarsi al tab&#38;ugrave; della 
                  vendita, al principio della vendita. Al colmo dell&#38;#8217;erotismo! 
                  Noi qui ci troviamo dinanzi a questa venalit&#38;agrave;. Ma qual 
                  &#38;egrave; il frutto, il risultato della venalit&#38;agrave;? &#38;Egrave; 
                  la vanit&#38;agrave;. La vanit&#38;agrave; di chi? Del soggetto? No! 
                  La vanit&#38;agrave; &#38;egrave; dell&#38;#8217;oggetto. E non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  soggetto che non si sciolga, che non divenga vano, aggiungendo 
                  vanit&#38;agrave; alla vanit&#38;agrave; dell&#38;#8217;oggetto, del sembiante, 
                  del simulacro. Erotizzare l&#38;#8217;oggetto? E come! Dove? Dove 
                  sta? Il fuoco! La moneta! Il colore! Dove? Erotizzare il &#38;#8220;dove&#38;#8221;? 
                  Non c&#38;#8217;&#38;egrave; un luogo del &#38;#8220;dove&#38;#8221;, &#38;egrave; 
                  impossibile erotizzare il &#38;#8220;dove&#38;#8221;. Il sembiante &#38;egrave; 
                  il demone della vendita! La vendita, come propriet&#38;agrave; del 
                  sembiante, &#38;egrave; come la profezia, come la provocazione. 
                  &#38;Egrave; la causa. E non finale! Causa materiale. &#38;Egrave; la 
                  giustizia a custodire la vendita, per quanto attiene all&#38;#8217;oggetto.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Lo stato genitale presume di gestire 
                  il tempo e qualsiasi valore istituzionale, imprenditoriale, 
                  professionale o confessionale. Il sembiante &#38;egrave; venditore 
                  di fumo: il fumo nella sembianza indica l&#38;#8217;eco, quindi 
                  l&#38;#8217;altra vendita. Senza il fare, nessuna vendita.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Per suffragare l&#38;#8217;&#38;#8220;erotizzazione 
                  di s&#38;eacute;&#38;#8221; &#38;egrave; stato creato dio. Non dio cui accenniamo 
                  noi, non dio come operatore. &#38;Egrave; stato creato dio a proprio 
                  uso. La negativa dell&#38;#8217;Altro trae con s&#38;eacute; la negativa 
                  del tempo. La vendita attiene al fare: l&#38;#8217;Altro e il tempo 
                  sono innegabili. Se l&#38;#8217;Altro &#38;egrave; negabile, non abbiamo 
                  la generosit&#38;agrave;, l&#38;#8217;umilt&#38;agrave;, l&#38;#8217;indulgenza. 
                  Non ci sono pi&#38;ugrave; le virt&#38;ugrave; dell&#38;#8217;Altro, ma 
                  l&#38;#8217;anfibologia dell&#38;#8217;Altro, la rappresentazione dell&#38;#8217;Altro. 
                  Se l&#38;#8217;Altro &#38;egrave; espunto, la madre &#38;egrave; la morte. 
                  Il diritto dell&#38;#8217;Altro risulta essenziale alla vendita. 
                  Nessuna vendita senza il diritto. Nessuna vendita, se il tempo 
                  finisce. Nessuna vendita, se possiamo attribuire all&#38;#8217;Altro 
                  il male.&#60;br&#62;
                  Solo pensando le cose dalla loro fine, possiamo attribuire all&#38;#8217;Altro 
                  il male, il peccato, l&#38;#8217;incesto. In breve, la base della 
                  vendita &#38;egrave; la sessualit&#38;agrave;. Oltre il principio della 
                  vendita stanno l&#38;#8217;instaurazione del sembiante e l&#38;#8217;instaurazione 
                  della sessualit&#38;agrave;, la politica del tempo, la politica 
                  dell&#38;#8217;altro tempo, la politica dell&#38;#8217;Altro, dell&#38;#8217;ospite.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Impossibile giungere alla vendita 
                  senza la generosit&#38;agrave;, l&#38;#8217;umilt&#38;agrave;, l&#38;#8217;indulgenza. 
                  L&#38;#8217;indulgenza serba l&#38;#8217;immunit&#38;agrave;. Qual &#38;egrave; 
                  il suo assioma? Che il tempo dispensa l&#38;#8217;evento come effetto. 
                  Rispetto al fare, ci troviamo nel dipartimento e nel dispensario. 
                  Senza il dispensario, nessuna vendita. Il soggetto &#38;egrave; 
                  stato creato al posto del sembiante e al posto dell&#38;#8217;effetto 
                  del tempo. Dando un immobilismo dell&#38;#8217;oggetto e un immobilismo 
                  del tempo. Il dispensario: ovvero, nessun soggetto venditore. 
                  Il fare, l&#38;#8217;affare, il business, esclude &#38;#8220;fare il 
                  fare&#38;#8221;, &#38;#8220;fare l&#38;#8217;affare&#38;#8221;. La compravendita, 
                  come fare l&#38;#8217;affare, s&#38;#8217;inscrive nella demonologia 
                  dell&#38;#8217;influenza. Fare l&#38;#8217;affare vale a togliere qualcosa 
                  all&#38;#8217;Altro. In questo modo, non avviene nessuna vendita. 
                  La vendita &#38;egrave; propriet&#38;agrave; del tempo. Il tempo &#38;egrave; 
                  venditore.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Propriet&#38;agrave; dell&#38;#8217;odio 
                  &#38;egrave; la finanza. Nel fare, nella struttura dell&#38;#8217;Altro, 
                  nell&#38;#8217;industria, nessuna preoccupazione dell&#38;#8217;Altro, 
                  nessuna giustificazione dell&#38;#8217;Altro, perch&#38;eacute; non 
                  &#38;egrave; stato tolto, non &#38;egrave; stato espunto. Questa l&#38;#8217;assicurazione: 
                  il rischio assoluto.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nessuno toglie nulla all&#38;#8217;Altro. 
                  Nessuno strappo erotico. Il tab&#38;ugrave; della vendita &#38;egrave; 
                  questo: &#38;egrave; lo strappo erotico. Nell&#38;#8217;anfibologia 
                  della madre, fra la donna e l&#38;#8217;Altra donna, o nell&#38;#8217;anfibologia 
                  dell&#38;#8217;Altro. O nell&#38;#8217;anfibologia della morte, anfibologia 
                  della differenza. Quando la differenza diventa non pi&#38;ugrave; 
                  assoluta, ma significata, questa &#38;egrave; l&#38;#8217;anfibologia 
                  della morte.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La fabbrica, la &#60;em&#62;fabula&#60;/em&#62;, 
                  la &#60;em&#62;fabrica&#60;/em&#62;, &#38;egrave;, anzitutto, la fabbrica degli 
                  eventi. Gli eventi come effetti. Ma la fabbrica &#38;egrave; fabbrica 
                  degli eventi, perch&#38;eacute; &#38;egrave; fabbrica delle indulgenze. 
                  Senza indulgenza, nessun evento, nessun effetto del tempo. Ci 
                  potr&#38;agrave; essere il soggetto diviso, barrato, patologico, 
                  normale, ma non l&#38;#8217;evento. Senza questa virt&#38;ugrave; dell&#38;#8217;Altro, 
                  che &#38;egrave; l&#38;#8217;indulgenza, il tempo non vende, ma, addirittura, 
                  finisce, dura e, allora, &#38;egrave; merce che si pu&#38;ograve; vendere.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il purismo contro il tempo &#38;egrave; 
                  purismo contro la madre, contro l&#38;#8217;Altro e contro la differenza. 
                  Il purismo deve presentificare la madre, l&#38;#8217;Altro e la 
                  differenza. Da qui il peccato, l&#38;#8217;incesto, il male. Dell&#38;#8217;Altro. 
                  Su che cosa pongono l&#38;#8217;accento Lutero, Calvino, Cartesio, 
                  Hegel? Proprio su questo doppio purismo, proprio sul principio 
                  della vendita. &#38;Egrave; per questo principio della vendita che 
                  Lutero e Calvino creano la loro chiesa, che, questo principio, 
                  possa osservare e contemplare. Le indulgenze si vendono? L&#38;#8217;indulgenza 
                  &#38;egrave; una virt&#38;ugrave; dell&#38;#8217;Altro e, anche, dell&#38;#8217;altro 
                  tempo. E il tempo &#38;egrave; venditore proprio in virt&#38;ugrave; 
                  dell&#38;#8217;indulgenza. Il tempo non si vende.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Ma qual &#38;egrave; il risultato 
                  della vendita? Noi abbiamo verificato il risultato della vendita 
                  come propriet&#38;agrave; del sembiante, qual &#38;egrave; il risultato 
                  della vendita come propriet&#38;agrave; del tempo? Il superfluo! 
                  E il superfluo si definisce nel frivolo e nel futile. Il tempo, 
                  nella sua rapina, trae al frivolo, proprio per la vendita, che 
                  &#38;egrave; propriet&#38;agrave; del tempo. Nessuna mediazione: il 
                  tempo non scorre. Il futile insorge per la violenza del tempo. 
                  Ecco perch&#38;eacute; l&#38;#8217;influenza (violenza e rapina del 
                  tempo) &#38;egrave; essenziale alla vendita. La violenza del tempo 
                  non si pu&#38;ograve; rappresentare: di passo in passo, il passo 
                  impassabile. Il tempo non passa. Il futile &#38;egrave; questo, 
                  l&#38;#8217;inconsumabile. L&#38;#8217;inconsumabile: non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  pi&#38;ugrave; consumo. Tutte le dottrine del consumismo sono dottrine 
                  che dicono che, siccome il tempo finisce, tutto &#38;egrave; mediazione 
                  e tutto &#38;egrave; consumo. E il soggetto &#38;egrave; soggetto della 
                  mediazione e del consumo. Il soggetto &#38;#8220;assicura&#38;#8221;, 
                  garantisce, &#38;egrave; supporto della mediazione e del consumo, 
                  di questo purismo rispetto al tempo, all&#38;#8217;altro tempo, 
                  al tempo e alle sue indicazioni e alle sue virt&#38;ugrave;, quindi 
                  anche rispetto alle virt&#38;ugrave; dell&#38;#8217;Altro.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Questa la leggerezza della vendita. 
                  La vendita non &#38;egrave; una cosa pesante. Invece, la vendita 
                  eretta a principio, la vendita come tab&#38;ugrave; &#38;egrave; una 
                  cosa pesantissima. Tutta una soggettivit&#38;agrave;, una comunit&#38;agrave; 
                  di soggetti deve sostenere questa vendita, surrogarla, supportarla, 
                  assicurarla, garantirla. Una fiumana di soggetti! Invece, il 
                  capitolo intorno alla vendita ha questo titolo: &#60;em&#62;La leggerezza 
                  della vendita&#60;/em&#62;. La leggerezza: assenza del finalismo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La vendita non &#38;egrave; mai scontata. 
                  Finanza e vendita: propriet&#38;agrave; del tempo. Finanza, istanza 
                  di scrittura, di conclusione. E la vendita va verso la piega. 
                  Se il tempo fosse senza questa propriet&#38;agrave;, la piega non 
                  giungerebbe. Essenziale, la piega. Le cose prendono una piega. 
                  Perch&#38;eacute; la prendono? Per via della vendita, come propriet&#38;agrave; 
                  del tempo. Cos&#38;igrave;, la vendita si scrive. I greci hanno 
                  chiamato questo pornografia, scrittura della vendita. E la fotografia 
                  &#38;egrave; la scrittura della luce. Nella Pentecoste. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  vendita che non sia televendita, vendita da lontano, per via 
                  di malinteso. Non &#38;egrave; mai per un&#38;#8217;intesa, in virt&#38;ugrave; 
                  di un&#38;#8217;armonia sociale, in virt&#38;ugrave; di una genealogia 
                  delle forme economiche, finanziarie, sociali, che avviene la 
                  vendita, ma per via di malinteso. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; una vendita 
                  propriamente diretta e, cos&#38;igrave;, non c&#38;#8217;&#38;egrave; una 
                  comunicazione diretta. &#38;Egrave; questione di vendita indiretta 
                  e di comunicazione indiretta. In questo senso, televendita e 
                  telecomunicazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nessuna decisione senza il tempo. 
                  La decisione risiede nel fare. La decisione &#38;egrave; in atto. 
                  La decisione trae alla vendita, l&#38;#8217;indecisione la impedisce. 
                  &#38;#8220;Ci penso&#38;#8221;. &#38;#8220;Ci rifietto&#38;#8221;. &#38;#8220;Le 
                  far&#38;ograve; sapere&#38;#8221;. Bisogna dissipare questo purismo. 
                  Altrimenti, come pu&#38;ograve; avvenire la vendita? E poi, perch&#38;eacute; 
                  dovremmo interessarci alla vendita, se la vendita &#38;egrave; presa 
                  in questo purismo? Se vendere significa che dobbiamo trattare 
                  fra soggetti, noi come soggetti di una situazione incestuosa, 
                  peccaminosa e malefica? Dove dobbiamo portare sempre il sospetto 
                  sul male dell&#38;#8217;Altro, sul peccato dell&#38;#8217;Altro e sull&#38;#8217;incesto 
                  dell&#38;#8217;Altro e vedere come possiamo fare l&#38;#8217;economia 
                  di tutte queste cose, purificarle? E noi vendiamo e poi ce ne 
                  fuggiamo. Mordi e fuggi.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La vendita avviene in una scommessa 
                  intellettuale. Avviene in un dispositivo. Al dispositivo pragmatico 
                  segue il dispositivo di vendita, il dispositivo finanziario, 
                  il dispositivo di scrittura, il dispositivo di comunicazione. 
                  Il risultato della vendita: il superfluo. Non vendiamo una presenza 
                  n&#38;eacute; una rappresentazione. Non conduciamo il nostro interlocutore 
                  alla purezza, perch&#38;eacute; l&#38;#8217;atto di vendita &#38;egrave; 
                  un atto sessuale, un atto casto. &#38;Egrave; un atto intellettuale. 
                  La riuscita, l&#38;#8217;edizione segue alla scrittura e, quindi, 
                  segue alla vendita.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La vendita procede dal regalo. 
                  La regal&#38;igrave;a, il regalo, il prestito, &#38;egrave; il modo 
                  dell&#38;#8217;apertura. La vendita non pu&#38;ograve; prendere il posto 
                  del regalo, ma procede dal regalo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Chi &#38;egrave; lo zimbello? Chi 
                  crede di fare l&#38;#8217;affare, di fregare l&#38;#8217;Altro.&#60;br&#62;
                  Che cos&#38;#8217;&#38;egrave; la tristezza? Il segno del necessario, 
                  che abbia preso il posto del superfluo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il sentimento &#38;egrave; un concetto 
                  di s&#38;eacute; o dell&#38;#8217;Altro, che presume di governare, di 
                  gestire anche la sensazione. Tale &#38;egrave; il presupposto di 
                  una erotizzazione di s&#38;eacute; o dell&#38;#8217;Altro. Il sentimento 
                  &#38;egrave; un&#38;#8217;idea di padronanza, che si frappone alla vendita. 
                  Il sentimento sarebbe in linea con quello che, inizialmente, 
                  avevamo detto il principio della vendita. Il sentimento presuppone 
                  il soggetto.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;ascolto indica che le 
                  cose che si dicono si dividono, e che le cose che si dividono 
                  si piegano. L&#38;#8217;ascolto sta tra la divisione e la piega.&#60;br&#62;
                  Base dell&#38;#8217;ascolto sono la vendita e la finanza, propriet&#38;agrave; 
                  del tempo.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
                  di pubblico dominio, dai quali sono stati acquisiti. I dati 
                  in nostro possesso si limitano ad indirizzi e-mail senza ulteriori 
                  riferimenti personali e sono raccolti, conservati e trattati 
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                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
                  a ricevere aggiornamenti sulla nostra attività editoriale attraverso 
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                  invii multipli; se così non fosse ce ne scusiamo in anticipo 
                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
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              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
          &#60;/TBODY&#62;
        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;&#60;/TBODY&#62;&#60;/TABLE&#62;
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		 <pubDate>Mon, 31 Oct 2005 16:17:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20051031171725/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Quattordicesima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20051003182858/</link>
		 <description>
&#60;br&#62;&#60;br&#62;
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                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
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                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
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              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Quattordicesima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;L'adiacenza&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;em&#62;Tertium datur&#60;/em&#62;.Il principio 
                  del due &#38;egrave; il principio del tre. L&#38;#8217;adiacenza &#38;egrave; 
                  propria della struttura secondo la logica della nominazione, 
                  allusa dal paradigmatico di Saussure e evocata dalla sua nebulosa. 
                  Nessuna sostituzione pu&#38;ograve; avvenire senza adiacenza.&#60;br&#62;
                  La condensazione e lo spostamento, la metafora e la metonimia, 
                  l&#38;#8217;ellissi e l&#38;#8217;iperbole avvengono per sostituzione. 
                  L&#38;#8217;intervallo fra queste sostituzioni &#38;egrave; l&#38;#8217;intervallo 
                  fra due serie. &#38;Egrave; l&#38;#8217;intervallo della seriazione. 
                  Notate l&#38;#8217;intervallo tra la riva e il mare: avete, non 
                  gi&#38;agrave; la linea, ma la corda e il filo dell&#38;#8217;adiacenza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Che ne &#38;egrave; di una struttura, 
                  che non faccia ricorso n&#38;eacute; alla trascendenza n&#38;eacute; 
                  all&#38;#8217;immanenza e che non possa avvalersi del dualismo fra 
                  superficiale e profondo? Quella che Freud chiama la latenza 
                  &#38;egrave; stata scambiata, convertita, in un concetto che la 
                  nega, nel concetto di segreto, nel concetto di nascondimento. 
                  Arbitrario &#38;egrave; l&#38;#8217;atto, nella sua latenza. Teorema 
                  della latenza: &#38;#8220;Non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; fenomenologia&#38;#8221;.&#60;br&#62;
                  Arbitrario &#38;egrave; l&#38;#8217;atto nella sua adiacenza. Nulla 
                  resta e nulla si scrive senza l&#38;#8217;adiacenza. Se le cose 
                  procedono dall&#38;#8217;uno, voi avete l&#38;#8217;origine, l&#38;#8217;originale, 
                  la copia, il doppio, la duplicazione, la moltiplicazione. Avete 
                  il postulato: &#60;em&#62;tertium non datur&#60;/em&#62;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La struttura dove la soggiacenza 
                  &#38;egrave; fondamentale &#38;egrave; la struttura secondo la logica 
                  del discorso. La struttura dove l&#38;#8217;adiacenza &#38;egrave; indispensabile 
                  &#38;egrave; la struttura secondo la logica della nominazione. Adiacenza. 
                  Giacenza, senza pi&#38;ugrave; sofferenza. Il simbolo in giacenza, 
                  la lettera in giacenza, la cifra in giacenza sono senza pi&#38;ugrave; 
                  rappresentazione n&#38;eacute; di nome n&#38;eacute; d&#38;#8217;immagine 
                  n&#38;eacute; di cosa. Ad: presso, accanto. Adiacenza: ci&#38;ograve; 
                  che &#38;egrave; pronto a qualcosa, ci&#38;ograve; che &#38;egrave; a disposizione. 
                  Nessun deposito. Nessun tesoro dei significanti gi&#38;agrave; dato. 
                  Nessuna banca dati.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Accanto&#38;#8221;: ovvero, 
                  non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; l&#38;#8217;estetica trascendentale. 
                  &#38;#8220;Accanto&#38;#8221;: senza successione e senza spazialit&#38;agrave;. 
                  Da qui, tutto l&#38;#8217;interesse, da parte del discorso occidentale, 
                  a sostituire l&#38;#8217;adiacenza con la soggiacenza e, quindi, 
                  la memoria con l&#38;#8217;ereditariet&#38;agrave;. Che cosa giace sotto 
                  o sta sotto? La sostanza. L&#38;#8217;ipostasi. La morte. Per ci&#38;ograve;, 
                  l&#38;#8217;immanenza e la trascendenza. L&#38;#8217;incubo e il succubo. 
                  Il concetto di soggiacenza appartiene alla demonologia. Ma quale 
                  psicolinguistica, quale psicopatologia, quale discorso giudiziario 
                  possono fare a meno del concetto di soggiacenza?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Voi avete notato come il discorso 
                  occidentale, nell&#38;#8217;atto di parola, si dilegui, si vanifichi. 
                  E come non costituisca una linea, come non domini nulla. &#38;Egrave; 
                  in questo modo che abbiamo introdotto la cifrematica.&#60;br&#62;
                  Lo avevamo notato, per esempio, nella definizione, che davamo 
                  nel 1975, di grammatica &#38;#8212; &#38;#8220;memoria ideale&#38;#8221; 
                  e &#38;#8220;ideale della memoria&#38;#8221; &#38;#8212;, in un saggio che 
                  avevamo chiamato &#60;em&#62;La scrittura del godimento&#60;/em&#62;. Anche 
                  questa grammatica non tiene, nell&#38;#8217;atto di parola, proprio 
                  per l&#38;#8217;adiacenza e secondo la logica altra, rispetto a 
                  quella che dovrebbe, invece, reggere la grammatica. L&#38;#8217;adiacenza 
                  dimora in ciascuna delle due serie, nella serie dei nomi e nella 
                  serie dei significanti. Dimora nella seriazione, cio&#38;egrave; 
                  anche nell&#38;#8217;intervallo, in modo specifico, delle due serie.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Abbiamo notato come ci siano significanti 
                  costituzionali e istituzionali, significanti fondamentali, che 
                  non reggono, non stanno in piedi, precipitano, cadono e non 
                  possono stare al posto della nominazione e al posto dell&#38;#8217;adiacenza. 
                  In nessun modo, possono essere tenuti dal principio ideale del 
                  formalismo linguistico. Indagando intorno al modo della memoria 
                  e agli scritti, che si sforzano di rendere conto di questi modi 
                  della memoria, quindi indagando intorno alla combinatoria e 
                  alla combinazione, voi avete, da un lato, la struttura secondo 
                  la soggiacenza e, dall&#38;#8217;altro lato, la struttura secondo 
                  l&#38;#8217;adiacenza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Voi potete riscontrare, leggere 
                  tanti trattati dell&#38;#8217;adiacenza. Anche i &#60;em&#62;dialoghi&#60;/em&#62; 
                  di Platone sono trattati dell&#38;#8217;adiacenza, perch&#38;eacute; 
                  egli narra, descrive, inventa cose per definire, rappresentare, 
                  delimitare, circoscrivere l&#38;#8217;adiacenza. Abbiamo citato 
                  altre volte &#38;#8212; e anche adesso &#38;#8212; lo &#60;em&#62;Ione&#60;/em&#62;, 
                  sulla doppia ignoranza. Per un verso l&#38;#8217;ignoranza del poeta, 
                  che si trova, s&#38;#8217;imbatte, nella combinatoria e nella combinazione, 
                  secondo la logica della nominazione, ma non sa, ignora: e questo 
                  &#38;egrave; inaccettabile, &#38;egrave; negativo per Platone, e, quindi, 
                  il poeta dev&#38;#8217;essere posseduto. Per l&#38;#8217;altro verso, 
                  l&#38;#8217;ignoranza del filosofo. Il senso, il sapere e la verit&#38;agrave; 
                  del poeta, della poesia, sono un&#38;#8217;altra cosa e sono ignorati 
                  dal poeta, non dipendono dal volere dire, ma sono effetti che 
                  si constatano nella poesia. Tolti questi effetti, abbiamo l&#38;#8217;ignoranza 
                  del filosofo, che, del suo non sapere, fa l&#38;#8217;interrogazione 
                  fondamentale. L&#38;#8217;interrogazione, provvista di soggiacenza. 
                  L&#38;#8217;interrogazione che sia chiusa, che fondi, determini, 
                  strutturi, formi la risposta.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La combinazione segue il principio 
                  del due. La combinatoria &#38;egrave; essenziale alla seriazione. 
                  Da una parte, ha l&#38;#8217;impossibile rispetto al labirinto, 
                  dall&#38;#8217;altra ha il contingente rispetto al giardino. Da 
                  una parte, ha la prova di realt&#38;agrave;, dall&#38;#8217;altra ha 
                  la prova di verit&#38;agrave; e di riso. La combinazione e la combinatoria 
                  s&#38;#8217;imbastiscono secondo la logica della nominazione. In 
                  breve: l&#38;#8217;arbitrariet&#38;agrave; &#38;egrave; la virt&#38;ugrave; 
                  del principio della parola, il processo della nominazione &#38;egrave; 
                  processo dell&#38;#8217;adiacenza. Per la propriet&#38;agrave; dell&#38;#8217;adiacenza 
                  s&#38;#8217;instaura la tripartizione del segno. Voi trovate l&#38;#8217;adiacenza 
                  sia nella sintassi sia nella frase sia nel pragma. Nell&#38;#8217;intervallo, 
                  l&#38;#8217;adiacenza &#38;egrave; l&#38;#8217;Altro. La corda e il filo 
                  della memoria, del tempo, di Arianna o del crepuscolo, sono 
                  la corda e il filo dell&#38;#8217;adiacenza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Togliete l&#38;#8217;adiacenza e avete 
                  l&#38;#8217;amore puro, quindi l&#38;#8217;amor cortese, che, per&#38;ograve; 
                  scivola, inciampa. Oppure, avete l&#38;#8217;odio puro, senza il 
                  tempo. L&#38;#8217;odio puro sarebbe la sublimazione ideale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Lo storicismo &#38;egrave; assurdo. 
                  Da chi &#38;egrave; praticato, lo storicismo? Da chiunque vi fabbrichi 
                  la vostra storia. Vi dice che qualsiasi smorfia dipende dalla 
                  genetica e quali sono gli ascendenti della vostra famiglia, 
                  qual &#38;egrave; la vostra storia, la storia della vostra parentela, 
                  la storia del vostro paese, del vostro ceto sociale, del vostro 
                  gruppo, e come tutto questo si confronti con la storia di tutte 
                  le storie. E, in questa storia, si presenta il male. Il male 
                  nella ricerca, il male nel fare, nel tempo. Il male dell&#38;#8217;Altro.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il pi&#38;ugrave; severo tomista dell&#38;#8217;epoca 
                  chiamata moderna &#38;egrave; Hegel. La storia &#38;egrave; reale, &#38;egrave; 
                  pragmatica e dipende dalla volont&#38;agrave;. Il pi&#38;ugrave; lontano 
                  dal tomismo &#38;egrave; Giambattista Vico. Il fare &#38;egrave; nella 
                  parola, costituisce gli eventi e ha l&#38;#8217;umanit&#38;agrave; come 
                  sua propriet&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Lo zero funzionale e lo zero adiacente. 
                  L&#38;#8217;uno funzionale e l&#38;#8217;uno adiacente. L&#38;#8217;Altro 
                  funzionale e l&#38;#8217;Altro adiacente. L&#38;#8217;adiacenza come 
                  funzione. L&#38;#8217;adiacenza come variante o variazione costante. 
                  Come possono intendersi il sogno e la dimenticanza senza l&#38;#8217;adiacenza? 
                  Come potete cogliere la portata del racconto, della poesia, 
                  senza l&#38;#8217;adiacenza? Ciascuna rivoluzione avviene secondo 
                  la logica della nominazione e in base all&#38;#8217;adiacenza. Cos&#38;igrave;, 
                  la rivoluzione industriale: la rivoluzione propria alla struttura 
                  dell&#38;#8217;Altro. La rivoluzione industriale &#38;egrave; la rivoluzione 
                  dell&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave;. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; 
                  fondo, ma lo sfondo. Qualora non sia definito solo come negazione 
                  del fondo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;adiacenza: da qui lo sfondo. 
                  L&#38;#8217;adiacenza: da qui l&#38;#8217;orizzonte linguistico. Senza 
                  l&#38;#8217;adiacenza, potete affrontare la questione dell&#38;#8217;afasia? 
                  La lingua della soggiacenza &#38;egrave; la propria lingua. La lingua 
                  dell&#38;#8217;adiacenza &#38;egrave; l&#38;#8217;alingua, per ci&#38;ograve; 
                  la lingua di Babele e la lingua della Pentecoste.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Come &#38;egrave; potuto avvenire 
                  che la psicanalisi sia trapassata, per un verso, in una dottrina 
                  psichiatrica o psicologica e, per l&#38;#8217;altro verso, in una 
                  dottrina linguistica? Non &#38;egrave; leggendo Saussure che intendiamo 
                  la portata della psicanalisi. Non &#38;egrave; seguendo le diatribe, 
                  universitarie o giornalistiche, fino a perdersi intorno alla 
                  linguistica socio, psico, antropo, che noi troviamo qual &#38;egrave; 
                  la logica secondo cui si struttura l&#38;#8217;esperienza originaria. 
                  Potete leggere gli scritti della linguistica o di Hegel o di 
                  Platone o di Marx riscontrando, loro malgrado, la logica della 
                  nominazione. Loro malgrado: nonostante i postulati che tengono 
                  questi scritti entro il discorso come causa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La nominazione esige l&#38;#8217;adiacenza. 
                  E non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; magazzino della parola. Quando 
                  incomincia, come si enuncia, com&#38;#8217;&#38;egrave; che, a un certo 
                  punto, constatiamo che non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; mondo, 
                  n&#38;eacute; la sua visione, che non ci sono pi&#38;ugrave; un&#38;#8217;algebra 
                  o una geometria che possano crearlo, che non ci sono pi&#38;ugrave; 
                  creazione n&#38;eacute; immaginazione? La prima approssimazione 
                  alla questione dell&#38;#8217;adiacenza sta nel quesito su cui Freud 
                  insiste tanto, imbastendo la sua linguistica, una linguistica 
                  incredibile: da dove vengono i bambini? Da dove vengono i nomi?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Da dove vengono e dove vanno le 
                  cose, come avvengono, come si scrivono, dove si scrivono? Sono 
                  questioni mai enunciate nel discorso occidentale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nell&#38;#8217;intervallo della vita, 
                  il dispositivo pragmatico esige il dispositivo dell&#38;#8217;impresa 
                  e dell&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave;. E l&#38;#8217;assemblea dipende 
                  dal diritto dell&#38;#8217;Altro. Quale esempio di assemblea, a 
                  Atene, Washington, Parigi, Roma, Mosca, che dipenda dal diritto 
                  dell&#38;#8217;Altro? Ogni assemblea dipende dal matricidio, e non 
                  gi&#38;agrave; dal diritto dell&#38;#8217;Altro.&#60;br&#62;
                  Quale trattativa ha come condizione la giustizia e, nel suo 
                  aspetto pragmatico e di comunicazione, dipende dal diritto dell&#38;#8217;Altro? 
                  Sarebbe come dire che la trattativa terrebbe conto dell&#38;#8217;adiacenza. 
                  Ma se tutto, nella trattativa, &#38;egrave; basato (qual &#38;egrave; 
                  il fine, il primo fine, il secondo fine, il terzo fine, il quarto 
                  fine) su un sospetto fondamentale! Sospetto semiologico, criminologico, 
                  farmacologico, anzich&#38;eacute; sospetto come questione aperta, 
                  dubbio assoluto, attesa assoluta.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Ecco la conclusione del terzo 
                  libro del &#60;em&#62;De rerum natura&#60;/em&#62;: prima di Georg Cantor, &#38;egrave; 
                  Lucrezio a enunciare il transfinito.&#60;br&#62;
                  &#60;br&#62;
                &#60;div style=&#34;font-size: 11px; width: 400px; padding-left: 30px&#34;&#62; 
                  Praeterea versamur ibidem atque insumus usque&#60;br&#62;
                  nec nova vivendo procuditur ulla voluptas.&#60;br&#62;
                  Sed dum abest quod avemus, id exsuperare videtur&#60;br&#62;
                  cetera; post aliud, cum contigit illud, avemus,&#60;br&#62;
                  et sitis aequa tenet vitai semper hiantis.&#60;br&#62;
                  Posteraque in dubiost fortunam quam vehat aetas,&#60;br&#62;
                  quidve ferat nobis casus, quive exitus instet.&#60;br&#62;
                  Nec prorsum vitam ducendo demimus hilum&#60;br&#62;
                  tempore de mortis nec delibare valemus,&#60;br&#62;
                  quo minus esse diu possimus forte perempti.&#60;br&#62;
                  Proinde licet quot vis vivendo condere saecla;&#60;br&#62;
                  mors aeterna tamen nilo minus illa manebit,&#60;br&#62;
                  nec minus ille diu iam non erit, ex hodierno&#60;br&#62;
                  lumine qui finem vitai fecit, et ille,&#60;br&#62;
                  mensibus atque annis qui multis occidit ante. &#60;/div&#62;
                &#60;/P&#62;
                &#60;br&#62;
                &#60;br&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Senza la logica della nominazione, 
                  e senza l&#38;#8217;adiacenza, voi vi trovate nella demonologia. 
                  Il discorso occidentale ha opposto la demonologia del &#38;#8220;filosofo&#38;#8221; 
                  &#38;#8212; filosofo fra virgolette, poich&#38;eacute; il filosofo era 
                  il sofista, &#38;egrave; stato tolto in effetti &#38;#8212; all&#38;#8217;altra 
                  demonologia, quella del poeta.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;adiacenza segue alla logica 
                  della nominazione. E le virt&#38;ugrave; del principio della parola 
                  &#38;#8212; dall&#38;#8217;arbitrariet&#38;agrave; al disagio &#38;#8212; sono 
                  essenziali. Ma qualcosa di questa demonologia &#38;egrave; rimasta, 
                  nel modo volgare di praticare e di commentare la psicanalisi. 
                  Come pu&#38;ograve; instaurarsi, il transfert, senza l&#38;#8217;adiacenza? 
                  Proprio la struttura dell&#38;#8217;adiacenza, la struttura materiale 
                  della parola, sfugge alla padronanza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il viaggio &#38;egrave; il viaggio 
                  della tripartizione. &#38;Egrave; il viaggio dell&#38;#8217;adiacenza. 
                  La propriet&#38;agrave; del viaggio &#38;egrave; l&#38;#8217;automazione, 
                  segnatamente nel giardino dell&#38;#8217;automa. Il viaggio non 
                  s&#38;#8217;instaura e non procede senza dispositivo. Proprio l&#38;#8217;adiacenza 
                  esige il dispositivo intellettuale, anzich&#38;eacute; il dispositivo 
                  conformista. Il dispositivo conformista &#38;egrave; richiesto dalla 
                  soggiacenza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Quale patrimonio e quale matrimonio 
                  possono instaurarsi, senza l&#38;#8217;adiacenza? Eppure, molti 
                  cerimoniali, poggiano sulla soggiacenza. La grammatica di Port-Royal, 
                  la grammatica di Noam Chomsky, la grammatica di Praga, la grammatica 
                  di Sebastian K. &#38;#352;aumjan, la grammatica di Ginevra si avvalgono 
                  del concetto di soggiacenza. Per un trattamento della memoria. 
                  L&#38;#8217;adiacenza non ha bisogno del soggetto. La soggiacenza 
                  lo crea.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Quando il dispositivo medico &#38;egrave; 
                  un dispositivo intellettuale? Quando si avvale della struttura 
                  dell&#38;#8217;adiacenza. La mitologia medica si avvale della struttura 
                  della soggiacenza e la sua grammatica &#38;egrave; la psicofarmacologia. 
                  La farmacologia &#38;egrave; psicofarmacologia.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Voi siete seduti l&#38;igrave;, sulla 
                  riva e guardate l&#38;#8217;onda, che va e viene.&#60;br&#62;
                  Non &#38;egrave; mai la stessa. Dove sta la linea? In questo intervallo 
                  tra la riva e il mare, la corda e il filo della memoria sono 
                  la corda e il filo dell&#38;#8217;adiacenza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Quali sono le onde della luce? 
                  Tra la riva e il mare, noi siamo intenti, pi&#38;ugrave; che a vedere, 
                  a ascoltare. Qui, nell&#38;#8217;intervallo, l&#38;#8217;adiacenza &#38;egrave; 
                  l&#38;#8217;Altro, l&#38;#8217;ospite.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
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                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
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                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
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                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
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              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
          &#60;/TBODY&#62;
        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;&#60;/TBODY&#62;&#60;/TABLE&#62;
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		 <pubDate>Mon, 03 Oct 2005 16:28:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20051003182858/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Tredicesima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050919163852/</link>
		 <description>
&#60;br&#62;&#60;br&#62;
&#60;TABLE class=bordox4 style=&#34;HEIGHT: 100%&#34; cellSpacing=0 cellPadding=0 width=640 
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            &#60;td class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;siti internet da consultare:&#60;/td&#62;
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                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
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                        target=_blank&#62;The second renaissance&#60;/A&#62;&#38;nbsp;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;- 
              &#60;/font&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.spirali.com/&#34; 
                      target=_blank&#62;Spirali&#60;/A&#62;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62; -&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.villasancarloborromeo.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
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              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Tredicesima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;Il nostro 
                  business &#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La scienza e la parola costituiscono 
                  una ridondanza, perch&#38;eacute; la scienza &#38;egrave; la parola. 
                  Se diciamo &#38;quot;scienza della parola&#38;quot;, la parola non &#38;egrave; 
                  l&#38;#8217;oggetto della scienza. Scienza: il dire, il fare, il 
                  taglio, la saga fino alla cifra del viaggio.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il brano della &#60;em&#62;Repubblica&#60;/em&#62; 
                  di Platone intorno alla giustizia recita la formula: a ognuno 
                  il suo posto, il suo ufficio, il suo compito, quello che gli 
                  &#38;egrave; connaturale, quello per cui &#38;egrave; portato. Qualsiasi 
                  stravaganza &#38;egrave; da trascurare. &#38;Egrave; una distrazione, 
                  &#38;egrave; una sottrazione, &#38;egrave; un&#38;#8217;astrazione rispetto 
                  al suo ufficio. Quindi, la giustizia &#38;egrave; di origine e il 
                  compito o ufficio &#38;egrave; di origine. Che cosa spetta a ognuno 
                  fare? Gli spetta fare quel che ha da fare: il suo compito, il 
                  suo ufficio, il suo mestiere, quel che lo d&#38;agrave; come appartenente 
                  all&#38;#8217;origine, alla casta, all&#38;#8217;insieme. Platone e, 
                  ancora meglio, il suo allievo Aristotele prescrivono il conformismo: 
                  con se stessi, con la propria origine, con la propria casta, 
                  con la propria categoria sociale. E tutto ci&#38;ograve; che non 
                  &#38;egrave; conforme non &#38;egrave; opportuno. L&#38;#8217;opportunismo 
                  serve il conformismo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Aristotele impara questa dottrina, 
                  la sistematizza fino a educare il suo allievo, il principe macedone, 
                  Alessandro.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Dove e quando l&#38;#8217;ebraismo 
                  e il cristianesimo hanno potuto dissipare i postulati del discorso 
                  della morte, del discorso della padronanza? Nella patristica. 
                  In molti scritti dei concili. E, ancora di pi&#38;ugrave;, nella 
                  poesia, nell&#38;#8217;arte e nell&#38;#8217;invenzione del secondo 
                  millennio, in ci&#38;ograve; che &#38;egrave; sorto con il secondo millennio. 
                  Prima, attraverso le repubbliche marinare, i comuni e, poi, 
                  attraverso le banche, le assicurazioni, attraverso san Francesco 
                  o Dante Alighieri e, successivamente, i lettori di Dante, gli 
                  artisti e i poeti del Quattrocento. Attraverso l&#38;#8217;irrisione 
                  verso il discorso occidentale, rappresentato, per Leonardo da 
                  Vinci, dai &#38;quot;trombetti&#38;quot;. Leonardo si fa beffa dei &#38;quot;trombetti&#38;quot;, 
                  di tutti coloro che sono portatori di questo discorso e hanno 
                  una nozione di umanesimo dettata dalla tanatologia. Un altro 
                  umanesimo, quello dell&#38;#8217;&#60;em&#62;humanitas&#60;/em&#62;, quello del 
                  terreno dell&#38;#8217;Altro, &#38;egrave; espunto dal discorso della 
                  morte. Questo umanesimo altro &#38;egrave; l&#38;#8217;umanesimo del 
                  &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/product.php3?prodid=754&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;secondo 
                  rinascimento&#60;/a&#62;, in cui si tratta del rinascimento, dell&#38;#8217;industria 
                  e della scrittura della parola. &#60;em&#62;Secondo&#60;/em&#62; perch&#38;eacute; 
                  procede dal due, anzich&#38;eacute; &#60;em&#62;secondo&#60;/em&#62; in un processo 
                  di ordinalit&#38;agrave; rispetto al primo, dipendente dal primo. 
                  &#60;em&#62;Secondo&#60;/em&#62; perch&#38;eacute; procede dal due e il due &#38;egrave; 
                  originario, &#38;egrave; l&#38;#8217;apertura originaria.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Noi leggiamo queste cose negli 
                  scritti di Leonardo da Vinci, di Niccol&#38;ograve; Machiavelli, 
                  di Ludovico Ariosto, di Benvenuto Cellini, di Galileo Galilei, 
                  di Giuseppe Peano e di altri. Le leggiamo negli scritti di Sigmund 
                  Freud e nel testo ebraico. Noi leggiamo anche negli scritti 
                  di Platone e di Aristotele qualcosa di lontano dal discorso.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il business del discorso occidentale 
                  ha portato all&#38;#8217;ufficio per ognuno, al posto per ognuno. 
                  A ognuno il suo posto, il posto d&#38;#8217;origine. Catena di montaggio. 
                  Prima non c&#38;#8217;erano queste fabbriche? Non importa, &#38;egrave; 
                  il posto di origine. E nessuno si metta a vagare, a pensare, 
                  a ragionare senza una linea, senza posto. Se sta al suo posto, 
                  &#38;egrave; inquadrato. Abbiamo la quadratura e la schedatura. 
                  Platone propone la schedatura dei cittadini. Le professioni 
                  e le confessioni producono un business, nell&#38;#8217;alternanza 
                  fra la minaccia di prigione e la minaccia di morte. Nella promessa 
                  del bene, del benessere.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Considerare il significante &#38;quot;business&#38;quot; 
                  senza questa ideologia, non funzionale al discorso della padronanza, 
                  indica che il business &#38;egrave; altro. Il business non &#38;egrave; 
                  questo. Ma il criterio dell&#38;#8217;accettabilit&#38;agrave; contempla 
                  solo il business che rientri nel discorso della padronanza. 
                  Il business della parola &#38;egrave; inaccettabile da parte del 
                  sostanzialismo e al mentalismo. Il business intellettuale? Formula 
                  inaudita quanto inudibile.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Business. L&#38;#8217;affare, l&#38;#8217;azienda, 
                  la faccenda, l&#38;#8217;agenda. Business: ci&#38;ograve; che si sta 
                  per fare. Ci&#38;ograve; che &#38;egrave; da fare e anche ci&#38;ograve; 
                  che si fa. Anche il fare. L&#38;#8217;affare. O l&#38;#8217;&#60;em&#62;affaire&#60;/em&#62;. 
                  Ci&#38;ograve; che si fa secondo l&#38;#8217;occorrenza si scrive solo 
                  attraverso la variet&#38;agrave; e la differenza. L&#38;#8217;affare 
                  sfocia nella variet&#38;agrave; e nella differenza. Il varco non 
                  &#38;egrave; dal malinteso all&#38;#8217;intesa, ma dal malinteso all&#38;#8217;intendimento. 
                  Il fare, la struttura dell&#38;#8217;Altro. Fare il fare o fare 
                  l&#38;#8217;affare &#38;egrave; impossibile. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; metalinguaggio. 
                  Non c&#38;#8217;&#38;egrave; un metapragma. Il regime del matricidio 
                  presuppone, invece, che, l&#38;#8217;affare, bisogna farlo. Il metapragma 
                  &#38;egrave; definito con questa formula: il fare si pu&#38;ograve; 
                  dominare solo usando la madre o fottendola. Solo con il matricidio. 
                  Solo in un&#38;#8217;anfibologia fra la fata e la matrigna e, pertanto, 
                  nell&#38;#8217;anfibologia anche dell&#38;#8217;Altro, fra amico e nemico. 
                  E nell&#38;#8217;anfibologia della morte, come fine della vita o 
                  come altra vita. Negando il tempo nelle sue virt&#38;ugrave; e nei 
                  suoi indici. E negando l&#38;#8217;Altro.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il business della parola &#38;egrave; 
                  il business libero. L&#38;#8217;affare &#38;egrave; libero. Il fare 
                  &#38;egrave; libero. La struttura dell&#38;#8217;Altro &#38;egrave; libera. 
                  Ecco l&#38;#8217;assemblea, il dispositivo dell&#38;#8217;impresa e 
                  dell&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave;, senza pi&#38;ugrave; matricidio: altrimenti, 
                  avremmo ancora Atena o Medusa. Ecco il congresso, dispositivo 
                  di dibattito, di battaglia e di batteria. Ecco la conferenza. 
                  Stante il sembiante come riferimento, la conferenza indica come 
                  il libro appartenga all&#38;#8217;oralit&#38;agrave;. Il libro, ovvero 
                  ci&#38;ograve; che della memoria si scrive.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Se noi indaghiamo il libro nero 
                  dei nuovi inquisitori, in trent&#38;#8217;anni, dal 1973, e la cifrematica, 
                  ci accorgiamo di un perpetuo malinteso. La &#38;quot;terapia&#38;quot; 
                  come vicenda della gloria viene intesa come &#38;quot;psicoterapia&#38;quot;, 
                  sotto l&#38;#8217;idea della salute mentale, della salvezza, della 
                  circolarit&#38;agrave;. Ancora una volta, all&#38;#8217;interno del 
                  discorso della morte. Noi diciamo &#38;quot;profitto&#38;quot; e viene 
                  inteso come sfruttamento dell&#38;#8217;uomo sull&#38;#8217;uomo. Noi 
                  diciamo &#38;quot;comunicazione&#38;quot; e viene intesa come plagio. 
                  Tutto viene convertito nel discorso comune, nel luogo comune.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il libro, la grafica, la pittura, 
                  la scrittura, la formazione, il brainworking, la direzione intellettuale, 
                  la finanza intellettuale: in breve, non pi&#38;ugrave; il discorso 
                  del business, ma il business della parola. Il business che si 
                  rivolge al profitto, ma senza matricidio, senza che l&#38;#8217;Altro 
                  sia rappresentato. Qual &#38;egrave; la base del business? L&#38;#8217;infinito 
                  attuale. C&#38;#8217;&#38;egrave; competizione, con questa base? Rivalit&#38;agrave;, 
                  concorrenza? Bisogna formare una maggioranza o una minoranza? 
                  Togliamo o aggiungiamo qualcosa all&#38;#8217;infinito? Abbiamo 
                  aggiunto o tolto qualcosa all&#38;#8217;Altro? Nessuna logica del 
                  profitto, ma il profitto secondo la logica della parola. Noi 
                  diciamo &#38;quot;logica del profitto&#38;quot;. Ma quale logica? Sarebbe 
                  la logica del discorso.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Gli assi del business sono i dipartimenti 
                  e i dispensari. Il nostro business &#38;egrave; nella cifrematica. 
                  Il nostro business &#38;egrave; la cifrematica. Nessuna impresa, 
                  che non sia intellettuale. Nessuna impresa, senza statuto intellettuale. 
                  Ecco allora il dispositivo della tripartizione. N&#38;eacute; in 
                  Cina n&#38;eacute; in Giappone n&#38;eacute; in Mongolia n&#38;eacute; in 
                  India n&#38;eacute; a Washington n&#38;eacute; alla Mecca n&#38;eacute; 
                  a Mosca s&#38;#8217;instaura il dispositivo della tripartizione, 
                  come essenziale alla vita, essenziale al business, essenziale 
                  al viaggio.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Se non c&#38;#8217;&#38;egrave; sostanza, 
                  se non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; mentalit&#38;agrave;, che si 
                  fondi sull&#38;#8217;idea della fine del tempo, non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  pi&#38;ugrave; consumo. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; somministrazione 
                  di sostanza e consumo. Il consumismo &#38;egrave; l&#38;#8217;altra 
                  faccia del sostanzialismo e &#38;egrave; il corollario del mentalismo. 
                  Tutto finisce, quindi tutto si consuma. Tutto ci&#38;ograve; che 
                  si assume si consuma. Ma, allora, questa assunzione &#38;egrave; 
                  intesa come sostanziale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Legge, etica, clinica. L&#38;#8217;&#60;em&#62;affaire&#60;/em&#62; 
                  non &#38;egrave; il caso. Aspira a divenire caso, ma non &#38;egrave; 
                  il caso. Quindi, non &#38;egrave; il caso medicolegale. E il caso 
                  &#38;egrave; senza statistica. La costituzione &#38;egrave; il principio 
                  della parola, con le sue virt&#38;ugrave;. E l&#38;#8217;istituzione 
                  &#38;egrave; l&#38;#8217;effetto del business, del fare, dell&#38;#8217;affare, 
                  dell&#38;#8217;azienda, della faccenda, dell&#38;#8217;agenda. Il business 
                  esige la vendita. La vendita precede l&#38;#8217;edizione, la riuscita, 
                  il messaggio. Nessuna missione senza la vendita. Chi dice che 
                  ha la sua missione e &#38;egrave; indifferente alla vendita &#38;egrave; 
                  un visionario.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;I tab&#38;ugrave; dell&#38;#8217;&#60;em&#62;affaire&#60;/em&#62; 
                  sono i tab&#38;ugrave; contro la cifrematica. Si ritrovano dovunque 
                  ognuno si configuri e si rappresenti, dovunque emerga l&#38;#8217;ombra 
                  dinanzi con il suo peso. L&#38;#8217;ombra dinanzi &#38;egrave; il soggetto. 
                  Solo il fantasma materno eretto a sistema rilascia i tab&#38;ugrave;. 
                  Questi tab&#38;ugrave; sono i principi fondamentali del discorso 
                  comune. Non &#38;egrave; difficile avere questi tab&#38;ugrave;: basta 
                  pensarla come tutti, basta il conformismo. Lo dice Platone nella 
                  &#60;em&#62;Repubblica&#60;/em&#62;: i tab&#38;ugrave; sono le virt&#38;ugrave; di ogni 
                  cittadino. Se egli scantona e dissipa i tab&#38;ugrave;, vaga, divaga, 
                  erra, viaggia senza linea.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La questione &#38;egrave; questa: 
                  quello che &#38;egrave; impedimento, partendo dal fantasma dell&#38;#8217;Altro, 
                  situandosi rispetto a tale fantasma, deve invece divenire chance. 
                  L&#38;#8217;&#60;em&#62;affaire&#60;/em&#62; &#38;egrave; la nostra chance, anche quella 
                  che si &#38;egrave; stabilita negli anni 1985-1992. Chi avanza questa 
                  fantasmatica d&#38;agrave; il pretesto per ben altro &#60;em&#62;affaire&#60;/em&#62;, 
                  per l&#38;#8217;&#60;em&#62;affaire&#60;/em&#62; intellettuale, per il business 
                  intellettuale. La vendita dipende dal modo con cui affrontiamo 
                  il fantasma dell&#38;#8217;&#60;em&#62;affaire&#60;/em&#62;, ovvero il fantasma 
                  dell&#38;#8217;Altro. Nessuna vendita nell&#38;#8217;invischiamento, 
                  cio&#38;egrave; nella fantasmatica condivisa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Vi basti notare che &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/product.php3?prodid=47&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Il 
                  libro nero dei nuovi inquisitori&#60;/a&#62; (Spirali 1990) ha una straordinaria 
                  produzione precedente il 1985, dal 1973 al 1985. Si &#38;egrave; 
                  prodotto prima, e anche la nostra analisi e il nostro intervento 
                  sono venuti prima. Prima, consultavamo societ&#38;agrave; che si 
                  occupavano dell&#38;#8217;immagine, di consulenza, di cosiddette 
                  relazioni pubbliche e ci dicevano che la nostra immagine era 
                  negativa. Cos&#38;#8217;&#38;egrave; questa immagine negativa? L&#38;#8217;immagine 
                  non conformista. Perch&#38;eacute; negativa? Perch&#38;eacute; ritenuta 
                  non conformista. Se noi fossimo stati muniti delle tessere del 
                  partito o, comunque, avessimo ammiccato al partito, non ci sarebbero 
                  mai stati problemi. Se noi avessimo &#38;quot;fatto lo psicanalista&#38;quot;, 
                  anche nuovo, innovatore, rivoluzionario, sovversivo, per&#38;ograve; 
                  lo psicanalista che, come dice Platone, fa il suo ufficio, che 
                  sta al suo posto e non si mette a fare altre cose, che problema 
                  ci sarebbe stato? Nessuno. Neanche lo psicanalista che si fa 
                  i suoi affari, perch&#38;eacute; questa &#38;egrave; la promessa di 
                  ogni scuola, di ogni associazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il &#60;em&#62;brand&#60;/em&#62; &#38;egrave; il 
                  secondo rinascimento. Impossibile seguire l&#38;#8217;indirizzo 
                  dettato da Platone, il quale dice che il giusto &#38;egrave; solo 
                  il cittadino che sia conformista.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il business senza pi&#38;ugrave; il 
                  male dell&#38;#8217;Altro, il peccato dell&#38;#8217;Altro, l&#38;#8217;incesto 
                  dell&#38;#8217;Altro, senza pi&#38;ugrave; la rappresentazione dell&#38;#8217;Altro. 
                  Senza pi&#38;ugrave; la ricerca dell&#38;#8217;intesa, del materno, 
                  della padronanza, il business senza pi&#38;ugrave; compromesso, 
                  forse &#38;egrave; il business inaugurato dall&#38;#8217;atto di Cristo, 
                  dall&#38;#8217;atto di parola. Cristo non ha da scontare nessuna 
                  pena. Nessuna colpa. Non ha da subire nessuna vendetta. Non 
                  sta al suo posto. Avrebbe potuto fare il profeta. Il profeta 
                  magari va a trovare il re e si mette d&#38;#8217;accordo, va a trovare 
                  Pilato e si mette d&#38;#8217;accordo e, poi, con il popolo fa il 
                  profeta. Tutto regolare, tutto normale. Invece, Cristo non era 
                  tollerato n&#38;eacute; dai romani n&#38;eacute; dal potere religioso 
                  ebraico. E, poi, aveva un allievo che si era messo a fare il 
                  concorrente: Giuda.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Bisogna ammettere che, nel Vangelo, 
                  le donne emergono. Forse non ci si rende conto. Poi, c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  stato il modo di addomesticare Maria, di fare il suo centro 
                  di culto a Cipro dove era adorata Venere. La Cipride era Venere. 
                  Dopo, invece, Cipro diventa il centro del culto di Maria. San 
                  Giovanni, forse, si &#38;egrave; trasferito l&#38;igrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;A che cosa punta l&#38;#8217;&#60;em&#62;affaire&#60;/em&#62;? 
                  Alla restituzione in cifra, in capitale intellettuale. Per ci&#38;ograve;, 
                  esige il profitto. Tre modi con cui avviene, attraverso la scrittura, 
                  la restituzione in cifra: la traduzione, la trasmissione, la 
                  trasposizione. Questo &#38;egrave; il business senza clonazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Alla clonazione per divisione 
                  algebrica risponde una clonazione per divisione geometrica. 
                  La clonazione per divisione algebrica dice: &#38;quot;Niente pi&#38;ugrave; 
                  generazione&#38;quot;. Orrore! La generazione! Niente generazione. 
                  Palingenesi. E, poi, quanti, quanti, quanti! Sette miliardi, 
                  ormai. Il discorso occidentale pratica la clonazione da ventiquattro 
                  secoli. Ogni impero che si rispetti &#38;egrave; clonante. Questa 
                  &#38;egrave; la clonazione algebrica. Ma il popolo, no. Il popolo 
                  deve seguire questo precetto. Che cosa dice, qui, Platone? Che 
                  il popolo deve seguire la clonazione geometrica. Una volta prodotto, 
                  creato, ognuno stia al suo posto! E non divaghi, non si distragga, 
                  non si sottragga e non si metta a fare qualche astrazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Consideriamo l&#38;#8217;opera di 
                  un artista, del maestro &#60;a href=&#34;http://www.robertopanichi.com&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Roberto 
                  Panichi&#60;/a&#62;. Nessuna composizione. Nessun fiorilegio, dato da 
                  pezzi del ricordo, schegge del memoriale, fissati sulla tela. 
                  No. Il movimento, il ritmo, l&#38;#8217;aritmetica, la citt&#38;agrave;, 
                  strati differenti. Se non sono pi&#38;ugrave; del memoriale, sono 
                  dell&#38;#8217;immemoriale, sono strati della memoria in atto. &#38;Egrave; 
                  l&#38;#8217;opera libro. Le galassie sono il libro. Il libro. L&#38;#8217;opera 
                  libro. L&#38;#8217;opera restituzione. Di questa opera, possiamo 
                  dare la grafica: le incisioni, le serigrafie, le litografie, 
                  i libri, il libro d&#38;#8217;arte. Per&#38;ograve;, la proponiamo ancora 
                  in vari paesi per la lettura e noi stessi non smettiamo di leggerla. 
                  Noi non abbiamo nessuna possessione, nessuna padronanza. Non 
                  &#38;egrave; questo che importa. Ma interessa che sia uno strumento 
                  di battaglia, di business, di profitto, di messaggio. Strumento 
                  di una serie di cose che si vendono di quest&#38;#8217;opera, ma 
                  lo strumento stesso non si vende.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Chi &#38;egrave; intelligente? Chi 
                  fa qualcosa che in nessun modo ritiene di potere fare, di sapere 
                  fare, di volere fare e di dovere fare. La fa perch&#38;eacute; occorre.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
                  di pubblico dominio, dai quali sono stati acquisiti. I dati 
                  in nostro possesso si limitano ad indirizzi e-mail senza ulteriori 
                  riferimenti personali e sono raccolti, conservati e trattati 
                  nel rispetto della legge; essi non verranno in ogni caso comunicati 
                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
                  a ricevere aggiornamenti sulla nostra attività editoriale attraverso 
                  messaggi spediti in copia nascosta, evitando magari fastidiosi 
                  invii multipli; se così non fosse ce ne scusiamo in anticipo 
                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
                &#60;a href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1127140000.htm&#34;&#62;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1127140000.htm&#60;/a&#62; 
                &#60;/font&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
          &#60;/TBODY&#62;
        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;&#60;/TBODY&#62;&#60;/TABLE&#62;
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		 <pubDate>Mon, 19 Sep 2005 14:38:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050919163852/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Dodicesima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050905190538/</link>
		 <description>
&#60;br&#62;&#60;br&#62;
&#60;TABLE class=bordox4 style=&#34;HEIGHT: 100%&#34; cellSpacing=0 cellPadding=0 width=640 
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                        href=&#34;http://www.ilsecondorinascimento.com/uni&#34; 
                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
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                      target=_blank&#62;Spirali&#60;/A&#62;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62; -&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
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                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
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              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Dodicesima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;L'accoglienza&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Come avviene che, proprio quando 
                  le cose incominciano, c&#38;#8217;&#38;egrave; chi si accorge dell&#38;#8217;incominciamento 
                  con un fantasma di esclusione: &#38;quot;Ah, qualcosa incomincia! 
                  Allora io sono escluso&#38;quot;. &#38;Egrave; saltato un varco. Qualcosa 
                  incomincia: ecco l&#38;#8217;&#60;em&#62;auctoritas&#60;/em&#62;. Il fantasma di 
                  autorit&#38;agrave; viene agevolmente convertito in fantasma di 
                  esclusione. Tuttavia, se qualcosa incomincia, dal fantasma di 
                  esclusione pu&#38;ograve; stabilirsi un dispositivo, per giungere, 
                  poi, alla scommessa intellettuale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La domanda &#38;egrave; la pulsione 
                  in atto: e il dispositivo &#38;egrave; gi&#38;agrave; instaurato. Il 
                  dispositivo della parola. Le cose non hanno bisogno di entrare 
                  nella parola, sono nella parola, ma non gi&#38;agrave; date. Il 
                  dare mai si converte nel dato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Le cose sono estreme. Nessuna 
                  &#38;egrave; ultima. Se le cose sono accolte, ammesse, ma in vista, 
                  in funzione dell&#38;#8217;ultima, l&#38;#8217;estremo delle cose &#38;egrave; 
                  inteso come l&#38;#8217;ultimo e la provocazione &#38;egrave; tolta, 
                  perch&#38;eacute; viene gi&#38;agrave; definita come causa finale. E 
                  occorre distinguere fra il mezzo delle cose e lo strumento delle 
                  cose. Il mezzo &#38;egrave; la particolarit&#38;agrave; della parola. 
                  L&#38;#8217;idioma. Nessuna mediazione fra il corpo e la scena, 
                  fra la simmetria e l&#38;#8217;asimmetria. E nessun confine. Questo 
                  indica che la mediazione, come pure l&#38;#8217;intermediazione, 
                  &#38;egrave; circolare. Tutti i mestieri, i funzionariati, le burocrazie 
                  e le professioni, che poggiano sul concetto di mediazione, servono 
                  la circolarit&#38;agrave;, che &#38;egrave; una presunzione, la presunzione 
                  che le cose medie non siano estreme.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;5 febbraio 1973. &#38;Egrave; un atto 
                  di autorit&#38;agrave; convocare una riunione. Qual &#38;egrave; il 
                  tratto di penna, la prova di scrittura, il colpo di pennello 
                  con cui incomincia qualcosa? Nessuno sa del destino di questa 
                  cosa: e il destino non &#38;egrave; l&#38;#8217;ultima cosa. Nessuna 
                  escatologia. Per&#38;ograve;, &#38;egrave; gi&#38;agrave; l&#38;igrave;, nell&#38;#8217;atto 
                  di autorit&#38;agrave;, il dispositivo di accoglienza. E, poi, ciascuna 
                  volta. Ciascun appuntamento riscontra quali sono stati i dispositivi 
                  di accoglienza, ma l&#38;#8217;appuntamento, intanto, &#38;egrave; una 
                  provocazione enorme. Senza riferimenti. N&#38;eacute; addentellati.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La distribuzione dell&#38;#8217;universalismo 
                  &#38;egrave; avvenuta attraverso quello che &#38;egrave; stato chiamato 
                  il pluralismo delle visioni del mondo. Ancora oggi, &#60;a href=&#34;http://www.swif.uniba.it/lei/filosofi/autori/habermas-scheda.htm&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;J&#38;uuml;rgen 
                  Habermas&#60;/a&#62; vacilla fra democrazia e genetica. Pendendo dalla 
                  parte della democrazia. Stabilendo la perpendicolarit&#38;agrave; 
                  dalla parte della democrazia. L&#38;#8217;orizzontalit&#38;agrave; sarebbe 
                  la genetica. Anch&#38;#8217;egli si professa fiero di questo pluralismo 
                  e indugia nella sua problematica. Egli &#38;egrave; l&#38;#8217;ultimo 
                  a portare la fiaccola della Scuola di Francoforte. E scrive: 
                  &#38;quot;La questione di sapere se noi auspichiamo ovunque nel 
                  mondo di proscrivere la clonazione dipende dal modo in cui auspichiamo 
                  di capirci come membri della specie umana&#38;quot;. Quindi, la 
                  formula generale &#38;egrave; &#38;quot;l&#38;#8217;etica della specie umana&#38;quot;. 
                  L&#38;#8217;etica viene posta in funzione del contratto sociale, 
                  come appannaggio del contratto naturale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La presa della parola &#38;egrave; 
                  la scienza della parola. Possiamo disporre, talora, di un testo 
                  straordinario. Per&#38;ograve;, il dato, il gi&#38;agrave; dato di questo 
                  testo, il gi&#38;agrave; detto, il detto di questo testo, lo scritto 
                  di questo testo o il parlato di questo testo costituiscono il 
                  discorso. Possiamo trovarci dinanzi a un discorso, per esempio 
                  paranoico, con il suo sistema, con i suoi obblighi, con le sue 
                  prescrizioni, con le sue proibizioni, con le sue scelte. Tutto 
                  questo &#38;egrave; ci&#38;ograve; che determina il destino tragico 
                  o comico di chi si &#38;egrave; costituito come soggetto di questo 
                  discorso: il destino obbligato &#38;egrave; tragico o comico. Con 
                  l&#38;#8217;anfibologia fra padrone e schiavo. Anfibologia circolare. 
                  La logica dell&#38;#8217;interrogazione e della risposta &#38;egrave; 
                  la logica circolare.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;accoglimento. L&#38;#8217;accoglienza. 
                  Il coglimento. Il dispositivo scientifico, dispositivo della 
                  parola. Dispositivo attinente alla scienza della parola. Dispositivo 
                  per cui la logica non va a coprire, a formare il viaggio con 
                  l&#38;#8217;esperienza. Questa sarebbe la logica del discorso o 
                  il discorso come tale. Accoglienza per cui, invece, la logica 
                  &#38;egrave; la particolarit&#38;agrave; secondo cui avviene il viaggio 
                  o la navigazione. Quando qualcosa incomincia, quando debutta, 
                  quali sono i fantasmi e come s&#38;#8217;instaurano dispositivi 
                  nuovi? I dispositivi nuovi s&#38;#8217;instaurano, nonostante i 
                  fantasmi. Se questi dispositivi non s&#38;#8217;instaurano, i fantasmi 
                  predominano. Se predominano, si mettono a circolare. Entrano 
                  al servizio della normalit&#38;agrave;. Senza pi&#38;ugrave; nessun 
                  bisogno dell&#38;#8217;intellettualit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nessuno &#38;egrave; pronto all&#38;#8217;accoglienza. 
                  Ognuno &#38;egrave; abituato alla rappresentazione delle cose, alla 
                  mediazione, al compromesso, a erotizzare le cose, in modo che 
                  non siano estreme, ma tutte in attesa dell&#38;#8217;ultima cosa, 
                  tutte in funzione dell&#38;#8217;ultima cosa. Ognuno &#38;egrave; abituato 
                  a questo discorso, che ha esercitato il suo potere nel Mediterraneo, 
                  come dire sul pianeta, a partire da Atene. Questo discorso non 
                  indica che le cose medie sono estreme, ma pone che le cose siano 
                  prese in una vendetta d&#38;#8217;origine, in una colpa d&#38;#8217;origine 
                  e in una pena d&#38;#8217;origine. Non vendetta originaria, ma vendetta 
                  d&#38;#8217;origine. Anche le istituzioni, anche le famiglie, anche 
                  le aziende devono sottostare a questo sistema d&#38;#8217;origine. 
                  Non &#38;egrave; originario, ma d&#38;#8217;origine! Se la vendetta 
                  &#38;egrave; d&#38;#8217;origine, se la colpa &#38;egrave; d&#38;#8217;origine 
                  e se la pena &#38;egrave; d&#38;#8217;origine, la vita &#38;egrave; obbligata 
                  a significare, a circolare, abituata alle erotizzazioni.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Che cosa significa vendetta d&#38;#8217;origine? 
                  Significa prigione d&#38;#8217;origine, per cui tutto &#38;egrave; in 
                  espiazione, tutto &#38;egrave; in attesa di liberazione, tutto &#38;egrave; 
                  difettoso, in funzione dell&#38;#8217;unit&#38;agrave;, in funzione 
                  dell&#38;#8217;idealit&#38;agrave;. In questo modo, nessuna accoglienza. 
                  Tutto &#38;egrave; gi&#38;agrave; colto, preso, incapsulato fra la necessit&#38;agrave; 
                  ontologica e tutte le sue prerogative, come la possibilit&#38;agrave;, 
                  come la probabilit&#38;agrave;. Fino all&#38;#8217;ultimo. La necessit&#38;agrave; 
                  &#38;egrave; ontologica, perch&#38;eacute; richiede l&#38;#8217;ultimo. 
                  L&#38;#8217;ontologia &#38;egrave; escatologia.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Avevamo esplorato la tolleranza, 
                  nell&#38;#8217;accezione che questo significante ha come &#60;em&#62;assunzione&#60;/em&#62;, 
                  quindi rilievo e rigetto, relazione e rimozione, ancora una 
                  volta fra la speranza e l&#38;#8217;atto di autorit&#38;agrave;. E, 
                  inoltre, in un&#38;#8217;altra accezione: la tolleranza dell&#38;#8217;Altro. 
                  Nessuna accoglienza pu&#38;ograve; stabilirsi sulla base dei postulati 
                  di non contraddizione, del terzo escluso e d&#38;#8217;identit&#38;agrave;. 
                  Io ti accolgo purch&#38;eacute; tu non sia contraddittorio, sia 
                  identico e sottostia al postulato del terzo escluso. Che accoglienza 
                  &#38;egrave; questa? L&#38;#8217;educazione, le aziende e le istituzioni 
                  sono improntate a questi tre postulati. La vita, per&#38;ograve;, 
                  &#38;egrave; contraddittoria, ambigua, equivoca, menzognera, si 
                  espone a malintesi, per cui sfugge a questi postulati. Ha le 
                  sue ragioni, la sua logica, che esulano da questi postulati. 
                  Per&#38;ograve;, i postulati ci sono. Formano l&#38;#8217;abitudine, 
                  l&#38;#8217;abitudine degli umani. Anche i centri sociali, ideali 
                  centri di accoglienza, sono improntati a questi postulati. Aboliscono 
                  la provocazione, la causa, il sembiante. Il centro che sia sociale 
                  non &#38;egrave; pi&#38;ugrave; centro. E il sociale che sia attribuito 
                  al centro non &#38;egrave; dispositivo di accoglienza, non &#38;egrave; 
                  l&#38;#8217;alingua.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La terra di accoglienza &#38;egrave; 
                  la superficie come apertura e la superficie come tempo. Non 
                  pu&#38;ograve; essere promessa. La promessa &#38;egrave; assoluta, senza 
                  che qualcosa di positivo o di negativo possa essere promesso. 
                  Un modo dell&#38;#8217;apertura. La terra &#38;egrave; terra di accoglienza? 
                  Il pianeta &#38;egrave; terra di accoglienza? Terra della parola. 
                  E la superficie &#38;egrave; la superficie della parola. La superficie 
                  come apertura: la superficie come corpo e scena.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Da quanti secoli siamo stati educati 
                  a badare alla profondit&#38;agrave;, a non essere superficiali, 
                  a trascurare la superficie, ci&#38;ograve; che attiene alla superficie? 
                  Che la superficie sia superficie della parola prescinde dal 
                  discorso occidentale. Da qui, l&#38;#8217;accusa di superficialit&#38;agrave; 
                  dovunque ci sia la parola. Per cui tutti i sistemi di educazione 
                  e di funzionamento, anche delle aziende e nella burocrazia, 
                  sono improntati a stabilire la profondit&#38;agrave;, quindi l&#38;#8217;immanenza 
                  o la trascendenza, e a togliere la parola.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;accoglienza indica che 
                  la parola &#38;egrave; originaria. Se la parola &#38;egrave; d&#38;#8217;origine, 
                  non c&#38;#8217;&#38;egrave; accoglienza. Il discorso dell&#38;#8217;accoglienza 
                  diventa il discorso della tolleranza, il discorso del pluralismo, 
                  il discorso della diversificazione, della diversione e dell&#38;#8217;universione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il dispositivo di accoglienza 
                  non &#38;egrave; un dispositivo altruista. Il dispositivo altruista 
                  &#38;egrave; senza &#60;em&#62;humanitas&#60;/em&#62;. &#38;Egrave; umano, ma senza 
                  &#60;em&#62;humanitas&#60;/em&#62;. Il conformismo &#38;egrave; senza &#60;em&#62;humanitas&#60;/em&#62;. 
                  Cos&#38;igrave; la normalizzazione. Cos&#38;igrave; la spazializzazione 
                  della parola. La profondit&#38;agrave;, tanto decantata dal discorso 
                  occidentale, sta in questa spazializzazione della parola, a 
                  partire da un&#38;#8217;idealit&#38;agrave; pura e dall&#38;#8217;utopia 
                  come spazialit&#38;agrave; pura. Pura, da che cosa? Pura dalla superficie. 
                  Epurata dalla superficie. Epurata dall&#38;#8217;apertura. Quale 
                  accoglienza, senza l&#38;#8217;apertura originaria? Dall&#38;#8217;apertura 
                  originaria procede il dispositivo di accoglienza. Senza l&#38;#8217;apertura 
                  originaria, la genealogia fonda il dispositivo di affiliazione, 
                  di aggregazione, di unificazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave; &#38;egrave; 
                  lo specifico dell&#38;#8217;impresa. Anzitutto, il dispositivo di 
                  accoglienza. Quindi, il dispositivo di ospitalit&#38;agrave;, che 
                  &#38;egrave; dell&#38;#8217;impresa. Ciascuno di questi dispositivi 
                  &#38;egrave; nella parola, un dispositivo di parola. Non gi&#38;agrave; 
                  per aggirare la parola, non gi&#38;agrave; per evitarla, non gi&#38;agrave; 
                  per sostituirla con qualche mediazione, con qualche terzo rappresentato 
                  intermediario, magari sostanziale. Il terzo, come padrone assoluto, 
                  &#38;egrave; la morte.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Leggete il discorso di Napoleone 
                  Bonaparte alle sue truppe, prima di varcare i confini dell&#38;#8217;Italia 
                  (1796). Qual &#38;egrave; la promessa? Qual &#38;egrave; la premessa? 
                  Chi siete, come siete vestiti, in che stato si trovano le vostre 
                  famiglie, in che condizione si trova il vostro paese? Dove andate? 
                  Colline, citt&#38;agrave; prosperose e voi tutti potete arricchirvi, 
                  tutte queste cose sono a vostra disposizione. Andiamo e prendiamole! 
                  Napoleone &#38;egrave; efficiente e efficace nella sua pervicacia. 
                  La pervicacia &#38;egrave; la prerogativa di quel discorso, che 
                  trae le cose verso la causa finale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;accoglienza della domanda 
                  instaura l&#38;#8217;ascolto. L&#38;#8217;accoglienza &#38;egrave; gi&#38;agrave; 
                  una propriet&#38;agrave; della domanda. Non &#38;egrave; solo la propriet&#38;agrave; 
                  della domanda, ma &#38;egrave; gi&#38;agrave; la propriet&#38;agrave; della 
                  domanda. Dove si enuncia la domanda la societ&#38;agrave; s&#38;#8217;instaura 
                  come dispositivo di accoglienza. L&#38;#8217;accoglienza non &#38;egrave; 
                  un atto sull&#38;#8217;atto. Non &#38;egrave; la risposta alla domanda.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La domanda non proviene da un 
                  soggetto. E l&#38;#8217;accoglienza non &#38;egrave; la risposta che 
                  d&#38;agrave; un altro soggetto. Nessun rapporto intersoggettivo, 
                  nessun dare intersoggettivo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;E, poi, il dispositivo di ospitalit&#38;agrave;. 
                  Forse, la stessa assemblea potrebbe definirsi dispositivo di 
                  ospitalit&#38;agrave;. Qual &#38;egrave; il corollario dell&#38;#8217;assemblea? 
                  A ciascuno la sua impresa. A ciascuno, che sta nell&#38;#8217;assemblea, 
                  la sua impresa. La stessa assemblea, come dispositivo di ospitalit&#38;agrave;, 
                  &#38;egrave; anche dispositivo dell&#38;#8217;impresa. Ciascuno diviene 
                  statuto intellettuale dell&#38;#8217;impresa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=282&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Philippe 
                  Rappard&#60;/a&#62; diceva: &#38;quot;Io, prima andavo alla messa protestante, 
                  la domenica, adesso vado al seminario di &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=718&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Lacan&#60;/a&#62;&#38;quot;. 
                  Lacan non ha istituito l&#38;#8217;impresa, n&#38;eacute; l&#38;#8217;assemblea. 
                  Il seminario non &#38;egrave; l&#38;#8217;assemblea. L&#38;#8217;invenzione 
                  fondamentale di Lacan &#38;egrave; il seminario. Tutto ruota attorno 
                  al seminario. Non aveva torto &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=1771&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Jean-Paul 
                  Valabrega&#60;/a&#62;. Tutto ruotava nel bene e nel male attorno al 
                  seminario, che era adatto per tutte le credenze e per tutte 
                  le assenze di credenze. Per&#38;ograve;, in effetti, la produzione 
                  di Lacan appartiene all&#38;#8217;oralit&#38;agrave;. I suoi scritti 
                  risentono dell&#38;#8217;oralit&#38;agrave;. Il contributo di Lacan 
                  non si presta a essere sistematizzato. La sistematizzazione 
                  varrebbe a cogliere il discorso di Lacan. Anzich&#38;eacute; il 
                  testo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nessuno sembra oggi interessarsi 
                  alla messa, a meno che non sia collegata con un funerale, oppure 
                  con altre sue varianti, come un matrimonio o un battesimo o 
                  una cresima. In effetti, la messa non &#38;egrave; una commemorazione. 
                  Non vengono commemorate la transustanziazione, l&#38;#8217;eucarestia 
                  e la comunione. La messa avviene in maniera originaria. Non 
                  &#38;egrave; la ripetizione di qualcosa di gi&#38;agrave; avvenuto. 
                  Non &#38;egrave; un secondo atto, fondato da un primo atto. L&#38;#8217;atto 
                  di Cristo non &#38;egrave; un atto che fondi, poi, i vari atti secondari, 
                  chiamati la messa. La transustanziazione &#38;egrave; originaria: 
                  non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; sostanza, non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  mai stata. L&#38;#8217;apertura &#38;egrave; originaria. Da questa apertura 
                  procedono le particolarit&#38;agrave;, le storie, le imprese, il 
                  viaggio. Procedono sia la provocazione sia l&#38;#8217;accoglienza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;em&#62;Communio&#60;/em&#62;: la comunicazione. 
                  Qual &#38;egrave; il nutrimento, che sia contrassegnato dall&#38;#8217;immunit&#38;agrave;, 
                  tanto da trarre alla scrittura delle cose che si fanno, quindi 
                  alla riuscita e alla comunicazione?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;assemblea &#38;egrave; il 
                  dispositivo dell&#38;#8217;impresa. Questo dispositivo si attiene 
                  alle virt&#38;ugrave; dell&#38;#8217;Altro e alle virt&#38;ugrave; del tempo. 
                  Nessuna assemblea, nessun dispositivo dell&#38;#8217;impresa e dell&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave;, 
                  pu&#38;ograve; stabilirsi sulla base di una rappresentazione dell&#38;#8217;Altro 
                  anfibologica, quindi negativa o positiva o di una negativa o 
                  di una positiva del tempo. Il tempo non pu&#38;ograve; essere posto 
                  e non pu&#38;ograve; essere negato. N&#38;eacute; affermato n&#38;eacute; 
                  negato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Dalla valutazione dell&#38;#8217;impresa 
                  non pu&#38;ograve; prescindere quello che viene chiamato business 
                  plan. Il business non si pu&#38;ograve; mettere in piano, non &#38;egrave; 
                  un piano, la superficie non &#38;egrave; piana, ma il business attiene 
                  all&#38;#8217;affare, al tempo che interviene nel fare. E il tempo 
                  non pu&#38;ograve; mettersi in piano. Non ha fine. Tre anni or sono, 
                  sembrava che fosse il caso, non soltanto di mettere in discussione 
                  i business plan tradizionali, improntati a un&#38;#8217;ideologia 
                  che era valsa, nei vari istituti di economia e commercio in 
                  Europa, per diversi decenni, ma, addirittura, qualsiasi business 
                  plan, cio&#38;egrave; che occorresse il disegno industriale e il 
                  programma e che la valutazione dipendesse dai dispositivi in 
                  atto e, anche, dalle ipotesi intorno all&#38;#8217;avvenire. La 
                  valutazione era per forza una sopravvalutazione. &#38;quot;Sopra&#38;quot; 
                  non significa che debba essere di pi&#38;ugrave;, mentre sottovalutazione 
                  di meno. La valutazione non &#38;egrave; basata su criteri algebrici 
                  o geometrici.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il criterio di redditivit&#38;agrave; 
                  non &#38;egrave; pi&#38;ugrave; il criterio di valutazione dell&#38;#8217;impresa. 
                  Il criterio di valutazione dell&#38;#8217;impresa &#38;egrave; il criterio 
                  dei flussi di cassa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Quali sono i flussi di cassa? 
                  Come si stabiliscono? Non sono pi&#38;ugrave; i bilanci dei tre 
                  anni precedenti, ma sono gli assi, usando questa formula, del 
                  business. Per ciascun asse, qual &#38;egrave; il business? Deve 
                  trovarsi nell&#38;#8217;esperienza. Una cosa che non ci sia per 
                  nulla nell&#38;#8217;esperienza, di cui non ci sia da nessuna parte 
                  esperienza non pu&#38;ograve; entrare in un business plan, non pu&#38;ograve; 
                  entrare neppure nella valutazione dell&#38;#8217;impresa. Se &#38;egrave; 
                  una pura ipotesi, se &#38;egrave; soltanto un&#38;#8217;idea. Per&#38;ograve;, 
                  resta la questione come l&#38;#8217;idea possa giungere al progetto 
                  e al programma, come possa giungere anche a un&#38;#8217;impresa 
                  e alla valutazione dell&#38;#8217;impresa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Perch&#38;eacute; discutiamo di questo? 
                  La societ&#38;agrave; &#38;egrave; istituita, dacch&#38;eacute; s&#38;#8217;instaura 
                  la domanda. La societ&#38;agrave;: quindi, i vari dispositivi di 
                  accoglienza. La solidariet&#38;agrave; &#38;egrave; questa societ&#38;agrave;, 
                  con il dispositivo di accoglienza. La solidariet&#38;agrave;, il 
                  dispositivo di accoglienza, non &#38;egrave; soltanto nel giardino 
                  del tempo ma anche nel labirinto. E questo dispositivo di accoglienza 
                  &#38;egrave; dispositivo commerciale, dispositivo di ricerca e, 
                  poi, dispositivo pragmatico: i dispositivi di accoglienza. A 
                  un certo punto, abbiamo anche il dispositivo dell&#38;#8217;impresa, 
                  dispositivo dell&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave;. Ma, ancora prima di 
                  stringere il patto, quindi il dispositivo della riuscita, dobbiamo 
                  formulare il programma. Il programma indica che, il business, 
                  possiamo constatarlo. La valutazione dell&#38;#8217;impresa deve 
                  potere tenere conto di questa constatazione del business.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La formalizzazione &#38;egrave; la 
                  redazione di ci&#38;ograve; che risulta, &#38;egrave; la scrittura dell&#38;#8217;esperienza. 
                  Nella sembianza, si chiama formalizzazione.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
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                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
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            &#60;TR&#62; 
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              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
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            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
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                &#60;/font&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
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        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;&#60;/TBODY&#62;&#60;/TABLE&#62;
&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;	
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&lt;/fieldset&gt;
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		 <pubDate>Mon, 05 Sep 2005 17:05:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050905190538/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Dodicesima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050905190334/</link>
		 <description>
&#60;br&#62;&#60;br&#62;
&#60;TABLE class=bordox4 style=&#34;HEIGHT: 100%&#34; cellSpacing=0 cellPadding=0 width=640 
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  &#60;TBODY&#62;
  &#60;TR&#62;
      &#60;TD align=&#34;center&#34; vAlign=top id=sfondorosso&#62;&#60;img src=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/img/gif/loghi/tsr_comp.gif&#34; width=&#34;272&#34; height=&#34;136&#34;&#62; 
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  &#60;TR&#62;
      &#60;TD height=30 align=&#34;center&#34; class=&#34;bordo-tb&#34; id=sfondogrigio&#62;
&#60;table width=&#34;99%&#34; border=&#34;0&#34; cellspacing=&#34;0&#34; cellpadding=&#34;0&#34;&#62;
          &#60;tr&#62;
            &#60;td width=&#34;160&#34; class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;e-mail:&#60;/td&#62;
            &#60;td class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;siti internet da consultare:&#60;/td&#62;
          &#60;/tr&#62;
          &#60;tr&#62;
            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A 
                        href=&#34;mailto:&#38;#105;&#38;#x6E;&#38;#102;&#38;#x6F;&#38;#64;&#38;#116;&#38;#104;&#38;#101;&#38;#115;&#38;#x65;&#38;#99;&#38;#111;&#38;#x6E;&#38;#x64;&#38;#x72;&#38;#x65;&#38;#x6E;&#38;#97;&#38;#105;&#38;#115;&#38;#x73;&#38;#x61;&#38;#x6E;&#38;#x63;&#38;#x65;&#38;#x2E;&#38;#99;&#38;#111;&#38;#109;&#34; 
                        target=_blank class=corpo11px-interlinea&#62;info@thesecond&#60;br&#62;
              renaissance.com&#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.ilsecondorinascimento.com/uni&#34; 
                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;The second renaissance&#60;/A&#62;&#38;nbsp;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;- 
              &#60;/font&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.spirali.com/&#34; 
                      target=_blank&#62;Spirali&#60;/A&#62;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62; -&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.villasancarloborromeo.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
          &#60;/tr&#62;
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    &#60;/TR&#62;
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              &#60;TD&#62;&#38;nbsp; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Dodicesima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;L'accoglienza&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Come avviene che, proprio quando 
                  le cose incominciano, c&#38;#8217;&#38;egrave; chi si accorge dell&#38;#8217;incominciamento 
                  con un fantasma di esclusione: &#38;quot;Ah, qualcosa incomincia! 
                  Allora io sono escluso&#38;quot;. &#38;Egrave; saltato un varco. Qualcosa 
                  incomincia: ecco l&#38;#8217;&#60;em&#62;auctoritas&#60;/em&#62;. Il fantasma di 
                  autorit&#38;agrave; viene agevolmente convertito in fantasma di 
                  esclusione. Tuttavia, se qualcosa incomincia, dal fantasma di 
                  esclusione pu&#38;ograve; stabilirsi un dispositivo, per giungere, 
                  poi, alla scommessa intellettuale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La domanda &#38;egrave; la pulsione 
                  in atto: e il dispositivo &#38;egrave; gi&#38;agrave; instaurato. Il 
                  dispositivo della parola. Le cose non hanno bisogno di entrare 
                  nella parola, sono nella parola, ma non gi&#38;agrave; date. Il 
                  dare mai si converte nel dato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Le cose sono estreme. Nessuna 
                  &#38;egrave; ultima. Se le cose sono accolte, ammesse, ma in vista, 
                  in funzione dell&#38;#8217;ultima, l&#38;#8217;estremo delle cose &#38;egrave; 
                  inteso come l&#38;#8217;ultimo e la provocazione &#38;egrave; tolta, 
                  perch&#38;eacute; viene gi&#38;agrave; definita come causa finale. E 
                  occorre distinguere fra il mezzo delle cose e lo strumento delle 
                  cose. Il mezzo &#38;egrave; la particolarit&#38;agrave; della parola. 
                  L&#38;#8217;idioma. Nessuna mediazione fra il corpo e la scena, 
                  fra la simmetria e l&#38;#8217;asimmetria. E nessun confine. Questo 
                  indica che la mediazione, come pure l&#38;#8217;intermediazione, 
                  &#38;egrave; circolare. Tutti i mestieri, i funzionariati, le burocrazie 
                  e le professioni, che poggiano sul concetto di mediazione, servono 
                  la circolarit&#38;agrave;, che &#38;egrave; una presunzione, la presunzione 
                  che le cose medie non siano estreme.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;5 febbraio 1973. &#38;Egrave; un atto 
                  di autorit&#38;agrave; convocare una riunione. Qual &#38;egrave; il 
                  tratto di penna, la prova di scrittura, il colpo di pennello 
                  con cui incomincia qualcosa? Nessuno sa del destino di questa 
                  cosa: e il destino non &#38;egrave; l&#38;#8217;ultima cosa. Nessuna 
                  escatologia. Per&#38;ograve;, &#38;egrave; gi&#38;agrave; l&#38;igrave;, nell&#38;#8217;atto 
                  di autorit&#38;agrave;, il dispositivo di accoglienza. E, poi, ciascuna 
                  volta. Ciascun appuntamento riscontra quali sono stati i dispositivi 
                  di accoglienza, ma l&#38;#8217;appuntamento, intanto, &#38;egrave; una 
                  provocazione enorme. Senza riferimenti. N&#38;eacute; addentellati.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La distribuzione dell&#38;#8217;universalismo 
                  &#38;egrave; avvenuta attraverso quello che &#38;egrave; stato chiamato 
                  il pluralismo delle visioni del mondo. Ancora oggi, &#60;a href=&#34;http://www.swif.uniba.it/lei/filosofi/autori/habermas-scheda.htm&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;J&#38;uuml;rgen 
                  Habermas&#60;/a&#62; vacilla fra democrazia e genetica. Pendendo dalla 
                  parte della democrazia. Stabilendo la perpendicolarit&#38;agrave; 
                  dalla parte della democrazia. L&#38;#8217;orizzontalit&#38;agrave; sarebbe 
                  la genetica. Anch&#38;#8217;egli si professa fiero di questo pluralismo 
                  e indugia nella sua problematica. Egli &#38;egrave; l&#38;#8217;ultimo 
                  a portare la fiaccola della Scuola di Francoforte. E scrive: 
                  &#38;quot;La questione di sapere se noi auspichiamo ovunque nel 
                  mondo di proscrivere la clonazione dipende dal modo in cui auspichiamo 
                  di capirci come membri della specie umana&#38;quot;. Quindi, la 
                  formula generale &#38;egrave; &#38;quot;l&#38;#8217;etica della specie umana&#38;quot;. 
                  L&#38;#8217;etica viene posta in funzione del contratto sociale, 
                  come appannaggio del contratto naturale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La presa della parola &#38;egrave; 
                  la scienza della parola. Possiamo disporre, talora, di un testo 
                  straordinario. Per&#38;ograve;, il dato, il gi&#38;agrave; dato di questo 
                  testo, il gi&#38;agrave; detto, il detto di questo testo, lo scritto 
                  di questo testo o il parlato di questo testo costituiscono il 
                  discorso. Possiamo trovarci dinanzi a un discorso, per esempio 
                  paranoico, con il suo sistema, con i suoi obblighi, con le sue 
                  prescrizioni, con le sue proibizioni, con le sue scelte. Tutto 
                  questo &#38;egrave; ci&#38;ograve; che determina il destino tragico 
                  o comico di chi si &#38;egrave; costituito come soggetto di questo 
                  discorso: il destino obbligato &#38;egrave; tragico o comico. Con 
                  l&#38;#8217;anfibologia fra padrone e schiavo. Anfibologia circolare. 
                  La logica dell&#38;#8217;interrogazione e della risposta &#38;egrave; 
                  la logica circolare.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;accoglimento. L&#38;#8217;accoglienza. 
                  Il coglimento. Il dispositivo scientifico, dispositivo della 
                  parola. Dispositivo attinente alla scienza della parola. Dispositivo 
                  per cui la logica non va a coprire, a formare il viaggio con 
                  l&#38;#8217;esperienza. Questa sarebbe la logica del discorso o 
                  il discorso come tale. Accoglienza per cui, invece, la logica 
                  &#38;egrave; la particolarit&#38;agrave; secondo cui avviene il viaggio 
                  o la navigazione. Quando qualcosa incomincia, quando debutta, 
                  quali sono i fantasmi e come s&#38;#8217;instaurano dispositivi 
                  nuovi? I dispositivi nuovi s&#38;#8217;instaurano, nonostante i 
                  fantasmi. Se questi dispositivi non s&#38;#8217;instaurano, i fantasmi 
                  predominano. Se predominano, si mettono a circolare. Entrano 
                  al servizio della normalit&#38;agrave;. Senza pi&#38;ugrave; nessun 
                  bisogno dell&#38;#8217;intellettualit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nessuno &#38;egrave; pronto all&#38;#8217;accoglienza. 
                  Ognuno &#38;egrave; abituato alla rappresentazione delle cose, alla 
                  mediazione, al compromesso, a erotizzare le cose, in modo che 
                  non siano estreme, ma tutte in attesa dell&#38;#8217;ultima cosa, 
                  tutte in funzione dell&#38;#8217;ultima cosa. Ognuno &#38;egrave; abituato 
                  a questo discorso, che ha esercitato il suo potere nel Mediterraneo, 
                  come dire sul pianeta, a partire da Atene. Questo discorso non 
                  indica che le cose medie sono estreme, ma pone che le cose siano 
                  prese in una vendetta d&#38;#8217;origine, in una colpa d&#38;#8217;origine 
                  e in una pena d&#38;#8217;origine. Non vendetta originaria, ma vendetta 
                  d&#38;#8217;origine. Anche le istituzioni, anche le famiglie, anche 
                  le aziende devono sottostare a questo sistema d&#38;#8217;origine. 
                  Non &#38;egrave; originario, ma d&#38;#8217;origine! Se la vendetta 
                  &#38;egrave; d&#38;#8217;origine, se la colpa &#38;egrave; d&#38;#8217;origine 
                  e se la pena &#38;egrave; d&#38;#8217;origine, la vita &#38;egrave; obbligata 
                  a significare, a circolare, abituata alle erotizzazioni.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Che cosa significa vendetta d&#38;#8217;origine? 
                  Significa prigione d&#38;#8217;origine, per cui tutto &#38;egrave; in 
                  espiazione, tutto &#38;egrave; in attesa di liberazione, tutto &#38;egrave; 
                  difettoso, in funzione dell&#38;#8217;unit&#38;agrave;, in funzione 
                  dell&#38;#8217;idealit&#38;agrave;. In questo modo, nessuna accoglienza. 
                  Tutto &#38;egrave; gi&#38;agrave; colto, preso, incapsulato fra la necessit&#38;agrave; 
                  ontologica e tutte le sue prerogative, come la possibilit&#38;agrave;, 
                  come la probabilit&#38;agrave;. Fino all&#38;#8217;ultimo. La necessit&#38;agrave; 
                  &#38;egrave; ontologica, perch&#38;eacute; richiede l&#38;#8217;ultimo. 
                  L&#38;#8217;ontologia &#38;egrave; escatologia.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Avevamo esplorato la tolleranza, 
                  nell&#38;#8217;accezione che questo significante ha come &#60;em&#62;assunzione&#60;/em&#62;, 
                  quindi rilievo e rigetto, relazione e rimozione, ancora una 
                  volta fra la speranza e l&#38;#8217;atto di autorit&#38;agrave;. E, 
                  inoltre, in un&#38;#8217;altra accezione: la tolleranza dell&#38;#8217;Altro. 
                  Nessuna accoglienza pu&#38;ograve; stabilirsi sulla base dei postulati 
                  di non contraddizione, del terzo escluso e d&#38;#8217;identit&#38;agrave;. 
                  Io ti accolgo purch&#38;eacute; tu non sia contraddittorio, sia 
                  identico e sottostia al postulato del terzo escluso. Che accoglienza 
                  &#38;egrave; questa? L&#38;#8217;educazione, le aziende e le istituzioni 
                  sono improntate a questi tre postulati. La vita, per&#38;ograve;, 
                  &#38;egrave; contraddittoria, ambigua, equivoca, menzognera, si 
                  espone a malintesi, per cui sfugge a questi postulati. Ha le 
                  sue ragioni, la sua logica, che esulano da questi postulati. 
                  Per&#38;ograve;, i postulati ci sono. Formano l&#38;#8217;abitudine, 
                  l&#38;#8217;abitudine degli umani. Anche i centri sociali, ideali 
                  centri di accoglienza, sono improntati a questi postulati. Aboliscono 
                  la provocazione, la causa, il sembiante. Il centro che sia sociale 
                  non &#38;egrave; pi&#38;ugrave; centro. E il sociale che sia attribuito 
                  al centro non &#38;egrave; dispositivo di accoglienza, non &#38;egrave; 
                  l&#38;#8217;alingua.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La terra di accoglienza &#38;egrave; 
                  la superficie come apertura e la superficie come tempo. Non 
                  pu&#38;ograve; essere promessa. La promessa &#38;egrave; assoluta, senza 
                  che qualcosa di positivo o di negativo possa essere promesso. 
                  Un modo dell&#38;#8217;apertura. La terra &#38;egrave; terra di accoglienza? 
                  Il pianeta &#38;egrave; terra di accoglienza? Terra della parola. 
                  E la superficie &#38;egrave; la superficie della parola. La superficie 
                  come apertura: la superficie come corpo e scena.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Da quanti secoli siamo stati educati 
                  a badare alla profondit&#38;agrave;, a non essere superficiali, 
                  a trascurare la superficie, ci&#38;ograve; che attiene alla superficie? 
                  Che la superficie sia superficie della parola prescinde dal 
                  discorso occidentale. Da qui, l&#38;#8217;accusa di superficialit&#38;agrave; 
                  dovunque ci sia la parola. Per cui tutti i sistemi di educazione 
                  e di funzionamento, anche delle aziende e nella burocrazia, 
                  sono improntati a stabilire la profondit&#38;agrave;, quindi l&#38;#8217;immanenza 
                  o la trascendenza, e a togliere la parola.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;accoglienza indica che 
                  la parola &#38;egrave; originaria. Se la parola &#38;egrave; d&#38;#8217;origine, 
                  non c&#38;#8217;&#38;egrave; accoglienza. Il discorso dell&#38;#8217;accoglienza 
                  diventa il discorso della tolleranza, il discorso del pluralismo, 
                  il discorso della diversificazione, della diversione e dell&#38;#8217;universione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il dispositivo di accoglienza 
                  non &#38;egrave; un dispositivo altruista. Il dispositivo altruista 
                  &#38;egrave; senza &#60;em&#62;humanitas&#60;/em&#62;. &#38;Egrave; umano, ma senza 
                  &#60;em&#62;humanitas&#60;/em&#62;. Il conformismo &#38;egrave; senza &#60;em&#62;humanitas&#60;/em&#62;. 
                  Cos&#38;igrave; la normalizzazione. Cos&#38;igrave; la spazializzazione 
                  della parola. La profondit&#38;agrave;, tanto decantata dal discorso 
                  occidentale, sta in questa spazializzazione della parola, a 
                  partire da un&#38;#8217;idealit&#38;agrave; pura e dall&#38;#8217;utopia 
                  come spazialit&#38;agrave; pura. Pura, da che cosa? Pura dalla superficie. 
                  Epurata dalla superficie. Epurata dall&#38;#8217;apertura. Quale 
                  accoglienza, senza l&#38;#8217;apertura originaria? Dall&#38;#8217;apertura 
                  originaria procede il dispositivo di accoglienza. Senza l&#38;#8217;apertura 
                  originaria, la genealogia fonda il dispositivo di affiliazione, 
                  di aggregazione, di unificazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave; &#38;egrave; 
                  lo specifico dell&#38;#8217;impresa. Anzitutto, il dispositivo di 
                  accoglienza. Quindi, il dispositivo di ospitalit&#38;agrave;, che 
                  &#38;egrave; dell&#38;#8217;impresa. Ciascuno di questi dispositivi 
                  &#38;egrave; nella parola, un dispositivo di parola. Non gi&#38;agrave; 
                  per aggirare la parola, non gi&#38;agrave; per evitarla, non gi&#38;agrave; 
                  per sostituirla con qualche mediazione, con qualche terzo rappresentato 
                  intermediario, magari sostanziale. Il terzo, come padrone assoluto, 
                  &#38;egrave; la morte.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Leggete il discorso di Napoleone 
                  Bonaparte alle sue truppe, prima di varcare i confini dell&#38;#8217;Italia 
                  (1796). Qual &#38;egrave; la promessa? Qual &#38;egrave; la premessa? 
                  Chi siete, come siete vestiti, in che stato si trovano le vostre 
                  famiglie, in che condizione si trova il vostro paese? Dove andate? 
                  Colline, citt&#38;agrave; prosperose e voi tutti potete arricchirvi, 
                  tutte queste cose sono a vostra disposizione. Andiamo e prendiamole! 
                  Napoleone &#38;egrave; efficiente e efficace nella sua pervicacia. 
                  La pervicacia &#38;egrave; la prerogativa di quel discorso, che 
                  trae le cose verso la causa finale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;accoglienza della domanda 
                  instaura l&#38;#8217;ascolto. L&#38;#8217;accoglienza &#38;egrave; gi&#38;agrave; 
                  una propriet&#38;agrave; della domanda. Non &#38;egrave; solo la propriet&#38;agrave; 
                  della domanda, ma &#38;egrave; gi&#38;agrave; la propriet&#38;agrave; della 
                  domanda. Dove si enuncia la domanda la societ&#38;agrave; s&#38;#8217;instaura 
                  come dispositivo di accoglienza. L&#38;#8217;accoglienza non &#38;egrave; 
                  un atto sull&#38;#8217;atto. Non &#38;egrave; la risposta alla domanda.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La domanda non proviene da un 
                  soggetto. E l&#38;#8217;accoglienza non &#38;egrave; la risposta che 
                  d&#38;agrave; un altro soggetto. Nessun rapporto intersoggettivo, 
                  nessun dare intersoggettivo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;E, poi, il dispositivo di ospitalit&#38;agrave;. 
                  Forse, la stessa assemblea potrebbe definirsi dispositivo di 
                  ospitalit&#38;agrave;. Qual &#38;egrave; il corollario dell&#38;#8217;assemblea? 
                  A ciascuno la sua impresa. A ciascuno, che sta nell&#38;#8217;assemblea, 
                  la sua impresa. La stessa assemblea, come dispositivo di ospitalit&#38;agrave;, 
                  &#38;egrave; anche dispositivo dell&#38;#8217;impresa. Ciascuno diviene 
                  statuto intellettuale dell&#38;#8217;impresa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=282&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Philippe 
                  Rappard&#60;/a&#62; diceva: &#38;quot;Io, prima andavo alla messa protestante, 
                  la domenica, adesso vado al seminario di &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=718&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Lacan&#60;/a&#62;&#38;quot;. 
                  Lacan non ha istituito l&#38;#8217;impresa, n&#38;eacute; l&#38;#8217;assemblea. 
                  Il seminario non &#38;egrave; l&#38;#8217;assemblea. L&#38;#8217;invenzione 
                  fondamentale di Lacan &#38;egrave; il seminario. Tutto ruota attorno 
                  al seminario. Non aveva torto &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=1771&#34; target=&#34;_blank&#34; class=&#34;menu2&#34;&#62;Jean-Paul 
                  Valabrega&#60;/a&#62;. Tutto ruotava nel bene e nel male attorno al 
                  seminario, che era adatto per tutte le credenze e per tutte 
                  le assenze di credenze. Per&#38;ograve;, in effetti, la produzione 
                  di Lacan appartiene all&#38;#8217;oralit&#38;agrave;. I suoi scritti 
                  risentono dell&#38;#8217;oralit&#38;agrave;. Il contributo di Lacan 
                  non si presta a essere sistematizzato. La sistematizzazione 
                  varrebbe a cogliere il discorso di Lacan. Anzich&#38;eacute; il 
                  testo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nessuno sembra oggi interessarsi 
                  alla messa, a meno che non sia collegata con un funerale, oppure 
                  con altre sue varianti, come un matrimonio o un battesimo o 
                  una cresima. In effetti, la messa non &#38;egrave; una commemorazione. 
                  Non vengono commemorate la transustanziazione, l&#38;#8217;eucarestia 
                  e la comunione. La messa avviene in maniera originaria. Non 
                  &#38;egrave; la ripetizione di qualcosa di gi&#38;agrave; avvenuto. 
                  Non &#38;egrave; un secondo atto, fondato da un primo atto. L&#38;#8217;atto 
                  di Cristo non &#38;egrave; un atto che fondi, poi, i vari atti secondari, 
                  chiamati la messa. La transustanziazione &#38;egrave; originaria: 
                  non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; sostanza, non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  mai stata. L&#38;#8217;apertura &#38;egrave; originaria. Da questa apertura 
                  procedono le particolarit&#38;agrave;, le storie, le imprese, il 
                  viaggio. Procedono sia la provocazione sia l&#38;#8217;accoglienza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;em&#62;Communio&#60;/em&#62;: la comunicazione. 
                  Qual &#38;egrave; il nutrimento, che sia contrassegnato dall&#38;#8217;immunit&#38;agrave;, 
                  tanto da trarre alla scrittura delle cose che si fanno, quindi 
                  alla riuscita e alla comunicazione?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;assemblea &#38;egrave; il 
                  dispositivo dell&#38;#8217;impresa. Questo dispositivo si attiene 
                  alle virt&#38;ugrave; dell&#38;#8217;Altro e alle virt&#38;ugrave; del tempo. 
                  Nessuna assemblea, nessun dispositivo dell&#38;#8217;impresa e dell&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave;, 
                  pu&#38;ograve; stabilirsi sulla base di una rappresentazione dell&#38;#8217;Altro 
                  anfibologica, quindi negativa o positiva o di una negativa o 
                  di una positiva del tempo. Il tempo non pu&#38;ograve; essere posto 
                  e non pu&#38;ograve; essere negato. N&#38;eacute; affermato n&#38;eacute; 
                  negato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Dalla valutazione dell&#38;#8217;impresa 
                  non pu&#38;ograve; prescindere quello che viene chiamato business 
                  plan. Il business non si pu&#38;ograve; mettere in piano, non &#38;egrave; 
                  un piano, la superficie non &#38;egrave; piana, ma il business attiene 
                  all&#38;#8217;affare, al tempo che interviene nel fare. E il tempo 
                  non pu&#38;ograve; mettersi in piano. Non ha fine. Tre anni or sono, 
                  sembrava che fosse il caso, non soltanto di mettere in discussione 
                  i business plan tradizionali, improntati a un&#38;#8217;ideologia 
                  che era valsa, nei vari istituti di economia e commercio in 
                  Europa, per diversi decenni, ma, addirittura, qualsiasi business 
                  plan, cio&#38;egrave; che occorresse il disegno industriale e il 
                  programma e che la valutazione dipendesse dai dispositivi in 
                  atto e, anche, dalle ipotesi intorno all&#38;#8217;avvenire. La 
                  valutazione era per forza una sopravvalutazione. &#38;quot;Sopra&#38;quot; 
                  non significa che debba essere di pi&#38;ugrave;, mentre sottovalutazione 
                  di meno. La valutazione non &#38;egrave; basata su criteri algebrici 
                  o geometrici.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il criterio di redditivit&#38;agrave; 
                  non &#38;egrave; pi&#38;ugrave; il criterio di valutazione dell&#38;#8217;impresa. 
                  Il criterio di valutazione dell&#38;#8217;impresa &#38;egrave; il criterio 
                  dei flussi di cassa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Quali sono i flussi di cassa? 
                  Come si stabiliscono? Non sono pi&#38;ugrave; i bilanci dei tre 
                  anni precedenti, ma sono gli assi, usando questa formula, del 
                  business. Per ciascun asse, qual &#38;egrave; il business? Deve 
                  trovarsi nell&#38;#8217;esperienza. Una cosa che non ci sia per 
                  nulla nell&#38;#8217;esperienza, di cui non ci sia da nessuna parte 
                  esperienza non pu&#38;ograve; entrare in un business plan, non pu&#38;ograve; 
                  entrare neppure nella valutazione dell&#38;#8217;impresa. Se &#38;egrave; 
                  una pura ipotesi, se &#38;egrave; soltanto un&#38;#8217;idea. Per&#38;ograve;, 
                  resta la questione come l&#38;#8217;idea possa giungere al progetto 
                  e al programma, come possa giungere anche a un&#38;#8217;impresa 
                  e alla valutazione dell&#38;#8217;impresa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Perch&#38;eacute; discutiamo di questo? 
                  La societ&#38;agrave; &#38;egrave; istituita, dacch&#38;eacute; s&#38;#8217;instaura 
                  la domanda. La societ&#38;agrave;: quindi, i vari dispositivi di 
                  accoglienza. La solidariet&#38;agrave; &#38;egrave; questa societ&#38;agrave;, 
                  con il dispositivo di accoglienza. La solidariet&#38;agrave;, il 
                  dispositivo di accoglienza, non &#38;egrave; soltanto nel giardino 
                  del tempo ma anche nel labirinto. E questo dispositivo di accoglienza 
                  &#38;egrave; dispositivo commerciale, dispositivo di ricerca e, 
                  poi, dispositivo pragmatico: i dispositivi di accoglienza. A 
                  un certo punto, abbiamo anche il dispositivo dell&#38;#8217;impresa, 
                  dispositivo dell&#38;#8217;ospitalit&#38;agrave;. Ma, ancora prima di 
                  stringere il patto, quindi il dispositivo della riuscita, dobbiamo 
                  formulare il programma. Il programma indica che, il business, 
                  possiamo constatarlo. La valutazione dell&#38;#8217;impresa deve 
                  potere tenere conto di questa constatazione del business.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La formalizzazione &#38;egrave; la 
                  redazione di ci&#38;ograve; che risulta, &#38;egrave; la scrittura dell&#38;#8217;esperienza. 
                  Nella sembianza, si chiama formalizzazione.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
                  di pubblico dominio, dai quali sono stati acquisiti. I dati 
                  in nostro possesso si limitano ad indirizzi e-mail senza ulteriori 
                  riferimenti personali e sono raccolti, conservati e trattati 
                  nel rispetto della legge; essi non verranno in ogni caso comunicati 
                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
                  a ricevere aggiornamenti sulla nostra attività editoriale attraverso 
                  messaggi spediti in copia nascosta, evitando magari fastidiosi 
                  invii multipli; se così non fosse ce ne scusiamo in anticipo 
                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
                &#60;a href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1125930000.htm&#34;&#62;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1125930000.htm&#60;/a&#62; 
                &#60;/font&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
          &#60;/TBODY&#62;
        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;&#60;/TBODY&#62;&#60;/TABLE&#62;
&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;	
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    &lt;p style=&quot;font-size:10px;font-family:Verdana,Arial,sans-serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://dadamailproject.com&quot; target=&quot;_blank&quot; style=&quot;font-size:10px;font-family:Verdana,Arial,sans-serif;&quot;&gt;Powered by Dada Mail 3.0.3 Stable Mailing List Manager&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

 




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		 <pubDate>Mon, 05 Sep 2005 17:03:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050905190334/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di cifrematica - Undicesima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050822154930/</link>
		 <description>
&#60;br&#62;&#60;br&#62;
&#60;TABLE class=bordox4 style=&#34;HEIGHT: 100%&#34; cellSpacing=0 cellPadding=0 width=640 
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  &#60;TBODY&#62;
  &#60;TR&#62;
      &#60;TD align=&#34;center&#34; vAlign=top id=sfondorosso&#62;&#60;img src=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/img/gif/loghi/tsr_comp.gif&#34; width=&#34;272&#34; height=&#34;136&#34;&#62; 
      &#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;
  &#60;TR&#62;
      &#60;TD height=30 align=&#34;center&#34; class=&#34;bordo-tb&#34; id=sfondogrigio&#62;
&#60;table width=&#34;99%&#34; border=&#34;0&#34; cellspacing=&#34;0&#34; cellpadding=&#34;0&#34;&#62;
          &#60;tr&#62;
            &#60;td width=&#34;160&#34; class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;e-mail:&#60;/td&#62;
            &#60;td class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;siti internet da consultare:&#60;/td&#62;
          &#60;/tr&#62;
          &#60;tr&#62;
            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A 
                        href=&#34;mailto:&#38;#105;&#38;#x6E;&#38;#102;&#38;#111;&#38;#64;&#38;#116;&#38;#x68;&#38;#x65;&#38;#115;&#38;#x65;&#38;#x63;&#38;#111;&#38;#110;&#38;#100;&#38;#x72;&#38;#101;&#38;#110;&#38;#x61;&#38;#105;&#38;#115;&#38;#x73;&#38;#97;&#38;#x6E;&#38;#x63;&#38;#101;&#38;#x2E;&#38;#99;&#38;#x6F;&#38;#x6D;&#34; 
                        target=_blank class=corpo11px-interlinea&#62;info@thesecond&#60;br&#62;
              renaissance.com&#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.ilsecondorinascimento.com/uni&#34; 
                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;The second renaissance&#60;/A&#62;&#38;nbsp;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;- 
              &#60;/font&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.spirali.com/&#34; 
                      target=_blank&#62;Spirali&#60;/A&#62;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62; -&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.villasancarloborromeo.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
          &#60;/tr&#62;
        &#60;/table&#62;&#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;
  &#60;TR&#62;
      &#60;TD vAlign=top&#62;&#60;TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=&#34;100%&#34; border=0&#62;
          &#60;TBODY&#62;
            &#60;TR&#62; 
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              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
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            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Undicesima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;La lealt&#38;agrave;&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il cifrema &#38;egrave; la propriet&#38;agrave; 
                  della parola originaria. Se ci fosse una propriet&#38;agrave; che 
                  compendiasse ciascuna delle altre propriet&#38;agrave; della parola, 
                  questa sarebbe la lealt&#38;agrave;. La parola &#38;egrave; sacra. La 
                  parola &#38;egrave; il sacro: la parola, per la sua propriet&#38;agrave;, 
                  diviene qualit&#38;agrave;. La parola si qualifica, si cifra. Tutto 
                  ci&#38;ograve; non rientra affatto nella sacralit&#38;agrave;. La sacralit&#38;agrave; 
                  &#38;egrave; la negazione del sacro. Sacrale &#38;egrave; tutto ci&#38;ograve; 
                  che significa. Sacrale &#38;egrave; il ventesimo secolo, per le 
                  sue guerre mondiali, per le sue stragi, per l&#38;#8217;Olocausto, 
                  per i morti ammazzati dal bolscevismo. Sacrali sono tutte le 
                  discipline, che presumono di portare la vita a significazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Se noi indaghiamo, nella letteratura, 
                  il significante &#38;#8220;lealt&#38;agrave;&#38;#8221;, ci accorgiamo che 
                  ognuno ci mette del suo. Ognuno segue la via sacrale, la via 
                  della negazione della lealt&#38;agrave;. La lealt&#38;agrave; non &#38;egrave; 
                  una propriet&#38;agrave; personale n&#38;eacute; soggettiva n&#38;eacute; 
                  intersoggettiva n&#38;eacute; sociale n&#38;eacute; collettiva n&#38;eacute; 
                  nazionale. In particolare nella letteratura, lealt&#38;agrave; &#38;egrave; 
                  accostata a fedelt&#38;agrave;, o a patto di fedelt&#38;agrave;, oppure 
                  al contratto sociale. Abbiamo stipulato un contratto o un patto 
                  di fedelt&#38;agrave;. Fedelt&#38;agrave; situata rispetto all&#38;#8217;appartenenza 
                  all&#38;#8217;origine, alla casta, alla classe, al gruppo, alla 
                  genealogia, in breve, al contratto presunto sociale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Dove sta la lealt&#38;agrave;? In 
                  ciascuna propriet&#38;agrave; della parola e, segnatamente, nella 
                  procedura. Lealt&#38;agrave; alla traccia, lealt&#38;agrave; al sembiante, 
                  lealt&#38;agrave; all&#38;#8217;assoluto, lealt&#38;agrave; alla tripartizione 
                  del segno, alla trifunzionalit&#38;agrave;, alla tridimensionalit&#38;agrave;. 
                  Mentre il sacro &#38;egrave; l&#38;#8217;assioma della lealt&#38;agrave;, 
                  l&#38;#8217;insignificabile &#38;egrave; il suo teorema. Le cose, per 
                  significare, devono finire: e la pensabilit&#38;agrave; stessa delle 
                  cose &#38;egrave; la loro significabilit&#38;agrave;. In questo si compendia 
                  il discorso della morte. Per&#38;ograve;, anche i presupposti che, 
                  di questo discorso, rimangono nel discorso scientifico a giustificare, 
                  a legittimare, a legalizzare, a moralizzare, a significare la 
                  scienza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Le cose si dicono, e non gi&#38;agrave;: 
                  io dico le cose. Le cose si dicono: non sta a me la possibilit&#38;agrave; 
                  di dirle o di non dirle. Non &#38;egrave; nella mia facolt&#38;agrave; 
                  dirle o non dirle. La formula di Sigmund Freud si colloca intorno 
                  proprio all&#38;#8217;assenza di segreto. L&#38;#8217;assenza del segreto 
                  &#38;egrave; l&#38;#8217;assenza del sacrale. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; 
                  segreto, non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; il sacrale. Ovvero, 
                  le cose che si dicono non si convertiranno mai nel detto. E 
                  le cose che si fanno non si convertiranno mai nel fatto. E cos&#38;igrave;, 
                  le cose che si scrivono non si risolveranno mai nello scritto. 
                  Non c&#38;#8217;&#38;egrave; soluzione del dire nel detto, del fare 
                  nel fatto, dello scrivere nello scritto. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  pi&#38;ugrave; soluzione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il principio di sincerit&#38;agrave; 
                  &#38;egrave; il principio del sacrale, &#38;egrave; il principio stesso 
                  del segreto, principio della riserva mentale, principio dell&#38;#8217;omert&#38;agrave;. 
                  &#38;#8220;Io dico la verit&#38;agrave;&#38;#8221;: ecco il modo con cui 
                  si presenta, si rappresenta il baro. Se esistesse. &#38;#8220;Ognuno 
                  deve dire la verit&#38;agrave;&#38;#8221;. Tutta? A met&#38;agrave;? N&#38;eacute; 
                  tutta n&#38;eacute; a met&#38;agrave; n&#38;eacute; un pezzo di verit&#38;agrave;. 
                  Non &#38;egrave; questione di volont&#38;agrave;, di volere dire. Il 
                  dire non sottost&#38;agrave; al volere dire o al potere dire. Non 
                  soltanto il fare non sottost&#38;agrave; alle modalit&#38;agrave;, ma 
                  neppure il dire! Il volere dire, il sapere dire, il potere dire, 
                  il dovere dire. Io devo dire. Io posso dire. Io voglio dire. 
                  Io so dire. Sono altrettante assurdit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Le cose si dicono. Soltanto se 
                  questo dire fosse senza la materia del dire, allora potrebbe 
                  risolversi nel detto, perch&#38;eacute; sarebbe un segmento, inteso 
                  in modo algebrico o geometrico. E, quindi, come una linea, come 
                  se, dal punto al punto, ci fosse la linea. Dal punto al contrappunto, 
                  invece, nessuna linea, ma la combinazione. Da dove vengono le 
                  cose? E dove vanno? Nel primo &#38;#8220;dove&#38;#8221;, il punto, 
                  nel secondo &#38;#8220;dove&#38;#8221; il contrappunto. Da dove vengono? 
                  Questo &#38;egrave; il punto. Dove vanno? Allora, corpo e scena, 
                  il due. Nessuna linea in questo va e vieni, in questo itinerario, 
                  in questo viaggio. E nessun cerchio.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Chi ha immaginato che il narcisismo 
                  fosse parlarsi addosso ha immaginato che ognuno fosse animale 
                  preso in un cerchio. Ma il narcisismo non &#38;egrave; circolare. 
                  Il narcisismo &#38;egrave; della parola. &#38;Egrave; qualcosa che la 
                  lealt&#38;agrave; non contraddice. Non nega.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Qual &#38;egrave; la procedura? Le 
                  cose procedono dal numero duale e secondo il numero singolare 
                  triale. In questo &#38;#8220;da&#38;#8221; e in questo &#38;#8220;secondo&#38;#8221; 
                  risiede la procedura. E procedono per integrazione. Sicch&#38;eacute; 
                  l&#38;#8217;itinerario risulta specifico.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Io sono sincero, vi dico 
                  esattamente quello che ricordo&#38;#8221;: questo &#38;egrave; il modo 
                  di negare la lealt&#38;agrave;. &#38;#8220;Voglio essere franco con 
                  voi&#38;#8221;: e segue una negativit&#38;agrave; prospettata dinanzi. 
                  Pu&#38;ograve; essere il manager, il presidente di banca, il diplomatico 
                  sovietico. &#38;#8220;Voglio essere franco&#38;#8221;. &#38;#8220;L&#38;#8217;incontro 
                  tra Chru&#38;#353;&#38;#269;&#38;euml;v e l&#38;#8217;assemblea delle Nazioni 
                  Unite &#38;egrave; stato franco&#38;#8221;. La franchezza &#38;egrave; il 
                  modo in cui la distanza diventa posizione. Ma la distanza &#38;egrave; 
                  una propriet&#38;agrave; del sembiante, non &#38;egrave; posizione. 
                  &#38;#8220;Il nostro &#38;egrave; un rapporto franco&#38;#8221;, come dire 
                  conflittuale. &#38;#8220;Con franchezza, dobbiamo dirci che [&#38;#8230;]&#38;#8221;: 
                  e seguono fiumi di negativit&#38;agrave;, d&#38;#8217;insulti. Ma gl&#38;#8217;insulti 
                  sarebbero un&#38;#8217;altra cosa, perch&#38;eacute; andrebbero tra 
                  le varianti dell&#38;#8217;ironia: l&#38;#8217;invettiva, l&#38;#8217;insulto, 
                  la beffa. Il discorso franco &#38;egrave; il discorso stesso della 
                  morte: &#38;#8220;Siamo franchi, dobbiamo morire&#38;#8221;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Lealt&#38;agrave; all&#38;#8217;assoluto. 
                  Lealt&#38;agrave; a Dio. Lealt&#38;agrave; di Dio? &#38;Egrave; la questione 
                  che si enuncia, tra le righe, nei libri di chi insiste sulla 
                  questione del processo a Dio. Allah &#38;egrave; stato forse leale, 
                  perch&#38;eacute; le torri sono state abbattute e un aereo &#38;egrave; 
                  andato sul Pentagono?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Dio non agisce. Per&#38;ograve;, ognuno 
                  crede e immagina che Dio agisca. Ognuno: sia quando &#38;egrave; 
                  euforico sia quando si abbatte. &#38;#8220;Ognuno&#38;#8221; non &#38;egrave; 
                  &#38;#8220;ciascuno&#38;#8221;. La buona fede o la cattiva fede sono 
                  modi di ritenere Dio agente e agibile.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Come cogliere la lealt&#38;agrave;, 
                  la parola come sacra, senza la tripartizione dell&#38;#8217;esperienza? 
                  Tale questione, seria, &#38;egrave; mai enunciata a Atene o a Roma? 
                  O a Sparta?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La correttezza sarebbe l&#38;#8217;assenza 
                  di lealt&#38;agrave; rispetto alla traccia della vita. Cos&#38;igrave; 
                  anche moralmente corretto, politicamente corretto, legalmente 
                  corretto, socialmente corretto. I vari modi della correttezza 
                  stanno in questa assenza di lealt&#38;agrave; alla traccia. La correttezza, 
                  Platone la chiama &#38;#8220;nobile menzogna&#38;#8221;. Ognuno sa che 
                  appartiene all&#38;#8217;origine e che il due, il sembiante, Dio, 
                  il tempo, l&#38;#8217;itinerario, tutto sia da riferire all&#38;#8217;origine, 
                  alla ricerca dell&#38;#8217;origine. Abbiamo sentito una scrittrice 
                  egiziana (i suoi libri sono tradotti in quasi tutto il pianeta) 
                  dire: &#38;#8220;Tutto viene dall&#38;#8217;Egitto&#38;#8221;. L&#38;#8217;origine 
                  sta in Egitto, l&#38;#8217;origine dell&#38;#8217;ebraismo, l&#38;#8217;origine 
                  del cristianesimo, l&#38;#8217;origine, per via diretta, dell&#38;#8217;islamismo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Se noi diciamo che tutti i discorsi 
                  sono uguali, intanto abbiamo abolito la parola. Abbiamo abolito 
                  il dire nella sua materia, il fare nella sua materia, la scrittura 
                  nella sua materia. Abbiamo abolito la materia del dire, la materia 
                  del fare, la materia della scrittura. Siamo in grado di spazializzare 
                  la parola. Che la parola diventi discorso &#38;egrave; questo. Abbiamo 
                  spazializzato la parola. L&#38;#8217;abbiamo linearizzata, l&#38;#8217;abbiamo 
                  corretta, l&#38;#8217;abbiamo assoggettata al principio di correttezza. 
                  Quali sono i principi di correttezza? Il principio del terzo 
                  escluso, il principio d&#38;#8217;identit&#38;agrave;, il principio 
                  di non contraddizione, il principio della risposta obbligata, 
                  il principio dell&#38;#8217;alternativa fra positivo e negativo 
                  e della loro conciliazione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Attenersi alla lealt&#38;agrave; &#38;egrave; 
                  attenersi all&#38;#8217;essenziale. Il sacro &#38;egrave; questo: le 
                  cose si dicono, si fanno e si cifrano.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il dubbio di s&#38;eacute; si radicalizza 
                  nel principio del terrorismo. Chi si costituisce come soggetto, 
                  chi si lascia prendere dal dubbio di s&#38;eacute; in maniera radicale, 
                  &#38;egrave; terrorizzato e deve terrorizzare, non capisce chi non 
                  partecipi a questo terrorismo. La cura di s&#38;eacute;, la preoccupazione 
                  per s&#38;eacute; diventa direttamente proporzionale al dubbio di 
                  s&#38;eacute;. Questo terrorismo deve sopprimere l&#38;#8217;Altro, 
                  rappresentarlo, curarsi dell&#38;#8217;Altro. E come si cura dell&#38;#8217;Altro? 
                  Con l&#38;#8217;algebra del tempo, con l&#38;#8217;algebra delle cose 
                  che si fanno: se sono fattibili o non sono fattibili. Il principio 
                  del terrorismo diventa il principio della fattibilit&#38;agrave;. 
                  Anche un business plan pu&#38;ograve; essere preparato sul principio 
                  del terrorismo, dosato sul principio del dubbio di s&#38;eacute;, 
                  sul principio di una slealt&#38;agrave; fondamentale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La questione bizantina viene gi&#38;agrave; 
                  indagata da sant&#38;#8217;Agostino e prosegue dopo, fino allo scisma 
                  del cristianesimo d&#38;#8217;Oriente, fino alla religione chiamata 
                  ortodossa. Qual &#38;egrave; la questione? Dio &#38;egrave; uno? Dio 
                  &#38;egrave; l&#38;#8217;essere? L&#38;#8217;uno &#38;egrave; l&#38;#8217;essere. 
                  Il principio della religione ortodossa &#38;egrave; il principio 
                  di un compromesso, rispetto a quella che &#38;egrave; diventata 
                  la retorica fissa, anche se non posta come tale, posta come 
                  i principi del discorso occidentale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Per la religione ortodossa, lo 
                  spirito non procede dal figlio, procede dal padre. E il padre 
                  &#38;egrave; uno, Dio &#38;egrave; uno. E il figlio &#38;egrave; figlio 
                  come noi tutti. Tutti figli. Una dottrina politica. Arcaica. 
                  Alessandrina. L&#38;#8217;impero d&#38;#8217;Oriente. Costantinopoli, 
                  Bisanzio. Poi, la questione bizantina viaggia verso Mosca, citt&#38;agrave; 
                  europea e baluardo rispetto al pericolo asiatico.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Con la questione bizantina si 
                  discute della tripartizione del segno. Noi possiamo indagare 
                  l&#38;#8217;intera linguistica, l&#38;#8217;intera semiologia del ventesimo 
                  secolo, il formalismo russo e noi ritroviamo questa dottrina, 
                  che non accetta la tripartizione del segno. Noi abbiamo esposto, 
                  studiato, discusso, negli anni settanta, abbiamo lanciato una 
                  provocazione enorme su scala planetaria. Anche negli anni sessanta, 
                  abbiamo studiato gli scritti prodotti in Unione Sovietica e, 
                  prima ancora, il formalismo russo, fino ai semiologi, fra le 
                  due guerre mondiali e dopo la seconda guerra mondiale, fino 
                  ai pi&#38;ugrave; recenti. Leggere gli scritti di teologia e, poi, 
                  gli scritti di linguistica, di semiotica, di semiologia, di 
                  antropologia, di psicologia: la negazione di Dio, che passa 
                  sotto il nome di ateismo, fino alla dedica di un tempio, di 
                  un museo, il museo dell&#38;#8217;ateismo a Leningrado, costituisce 
                  una versione radicale dello stesso scisma.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Lenin leggeva Hegel e Marx, in 
                  vista dell&#38;#8217;azione. &#38;#8220;Dunque, agiamo&#38;#8221;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;Egrave; nella procedura la questione 
                  della lealt&#38;agrave; come questione intellettuale. Se il padre 
                  &#38;egrave; uno, il figlio &#38;egrave; negato. Questa l&#38;#8217;indifferenza 
                  rispetto alla vita degli umani. Hitler aveva la religione della 
                  purezza, che nega il tempo, l&#38;#8217;Altro a profitto dell&#38;#8217;idea 
                  della macchia, del peccato, del male, dell&#38;#8217;incesto, della 
                  negativa del tempo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Immacolata &#38;egrave; l&#38;#8217;inconcezione. 
                  La generazione non &#38;egrave; un concetto. La sessualit&#38;agrave; 
                  non &#38;egrave; un concetto. L&#38;#8217;annunciazione come parricidio 
                  o l&#38;#8217;annunciazione come sessualit&#38;agrave; non sono concetti. 
                  L&#38;#8217;indicazione temporale &#38;#8212; la madre, l&#38;#8217;Altro 
                  e la morte &#38;#8212; si radicalizza con il protestantesimo, e 
                  con la cosiddetta filosofia romantica.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Noi facciamo: invenzione e arte. 
                  Invenzione propria al fare e arte del fare. L&#38;#8217;intelligenza 
                  &#38;egrave; pragmatica. Nessuna razionalit&#38;agrave; senza racconto. 
                  Nessuna comunicazione senza razionalit&#38;agrave;. Ma noi ci siamo 
                  imbattuti in una razionalit&#38;agrave; estranea al discorso della 
                  ragione, in una razionalit&#38;agrave; altra, in una razionalit&#38;agrave; 
                  nuova.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;I dispositivi s&#38;#8217;instaurano 
                  attenendosi alla procedura, alla lealt&#38;agrave;, al sacro. L&#38;#8217;interlocutore 
                  non &#38;egrave; mai l&#38;#8217;Altro. Ciascuno s&#38;#8217;instaura come 
                  interlocutore, come dispositivo, come statuto intellettuale. 
                  L&#38;#8217;interlocutore non si rappresenta, n&#38;eacute; rappresenta 
                  l&#38;#8217;Altro!&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La lealt&#38;agrave; all&#38;#8217;assoluto 
                  nulla ha da spartire con il patto di fedelt&#38;agrave;, con una 
                  fedelt&#38;agrave; che dipenda dalla genealogia, dal rapporto sociale. 
                  Noi, voi e loro non stiamo nella relazione, non ci situiamo 
                  nella relazione: altrimenti, l&#38;#8217;animalit&#38;agrave; circolare 
                  sarebbe gi&#38;agrave; costituita.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Eccoci tra noi due&#38;#8221;: 
                  questa l&#38;#8217;ironia. &#38;#8220;Noi due&#38;#8221;: gi&#38;agrave; introduciamo 
                  il finito, ci assegniamo i limiti e incominciamo a dire chi 
                  rappresenta il pi&#38;ugrave; e chi rappresenta il meno, chi rappresenta 
                  il positivo e chi rappresenta il negativo, chi il nord e chi 
                  il sud.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Lealt&#38;agrave;: anche alla logica 
                  funzionale. Lo zero funziona, l&#38;#8217;uno funziona, l&#38;#8217;Altro 
                  funziona. L&#38;#8217;Altro non truffa, non ruba, indica, ride. 
                  L&#38;#8217;Altro truffa? Questa l&#38;#8217;algebra dell&#38;#8217;Altro. 
                  L&#38;#8217;Altro ruba? Questa la geometria dell&#38;#8217;Altro. L&#38;#8217;algebra 
                  del tempo, dell&#38;#8217;altro tempo. E la geometria del tempo, 
                  dell&#38;#8217;altro tempo. Lealt&#38;agrave; alla rimozione. Lealt&#38;agrave; 
                  alla resistenza. Lealt&#38;agrave; alla funzione di Altro.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Assioma della lealt&#38;agrave;: la 
                  parola originaria &#38;egrave; il sacro. Come si enuncia il sacro? 
                  Le cose si dicono, si fanno, si narrano, si scrivono, si qualificano. 
                  Teorema della lealt&#38;agrave;: le cose non significano, perch&#38;eacute; 
                  non finiscono.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;E ancora: lealt&#38;agrave; alla questione 
                  donna. Lealt&#38;agrave; al nome che funziona, anonimo e innominabile. 
                  E lealt&#38;agrave; alla differenza assoluta, all&#38;#8217;enigma della 
                  differenza assoluta e della variet&#38;agrave; assoluta. Sicch&#38;eacute;, 
                  non c&#38;#8217;&#38;egrave; pi&#38;ugrave; sfinge.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;inghippo fondamentale 
                  degli umani, inghippo psicotico, sta nel matricidio. Persino 
                  l&#38;#8217;idea della morte del padre o della morte del figlio 
                  diventano un corollario dell&#38;#8217;idea del matricidio. Qual 
                  &#38;egrave; l&#38;#8217;idea del matricidio? &#38;Egrave; l&#38;#8217;idea 
                  di uccidere la madre? &#38;Egrave; l&#38;#8217;idea che la madre uccide 
                  i figli? &#38;Egrave; l&#38;#8217;idea che la madre uccide. &#38;Egrave; 
                  l&#38;#8217;idea della funzione di madre. Abolendo la materia della 
                  parola, la materia del dire, la materia del fare, la materia 
                  della scrittura.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il mito del padre e il mito della 
                  madre procedono dalla famiglia come traccia dell&#38;#8217;interdizione 
                  linguistica. Le cose si dicono, si fanno, si cifrano.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Senza la Pentecoste nessuna finanza, 
                  nessuna diplomazia, nessuna musica, nessuna strategia, nessun 
                  programma. Ditemi: come pu&#38;ograve; enunciarsi un programma, 
                  senza la lucidit&#38;agrave;? Lo affidiamo ai tecnici? Ciascuna 
                  nozione fa parte del materiale che deve essere trasposto. Deve 
                  raggiungere la Pentecoste, quindi il programma.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nella trib&#38;ugrave;, dove sia sorta 
                  l&#38;#8217;idea di possesso, di messa a morte del nome, tutti si 
                  divorano tra loro. Ognuno divora ognuno. Coalizioni che variano, 
                  ma sempre per divorarsi, in nome dell&#38;#8217;abolizione del nome. 
                  Nessun ritmo pu&#38;ograve; instaurarsi, nessun appuntamento. E 
                  guai, in questo caso, a quel presidente che dia un indizio, 
                  in un solo istante, di essere contento per qualche quisquilia, 
                  perch&#38;eacute; deve soffrire.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
                  di pubblico dominio, dai quali sono stati acquisiti. I dati 
                  in nostro possesso si limitano ad indirizzi e-mail senza ulteriori 
                  riferimenti personali e sono raccolti, conservati e trattati 
                  nel rispetto della legge; essi non verranno in ogni caso comunicati 
                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
                  a ricevere aggiornamenti sulla nostra attività editoriale attraverso 
                  messaggi spediti in copia nascosta, evitando magari fastidiosi 
                  invii multipli; se così non fosse ce ne scusiamo in anticipo 
                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
                &#60;a href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1124720000.htm&#34;&#62;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1124720000.htm&#60;/a&#62; 
                &#60;/font&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
          &#60;/TBODY&#62;
        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;&#60;/TBODY&#62;&#60;/TABLE&#62;
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		 <pubDate>Mon, 22 Aug 2005 13:49:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050822154930/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Decima lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050808171648/</link>
		 <description>
&#60;br&#62;&#60;br&#62;
&#60;TABLE class=bordox4 style=&#34;HEIGHT: 100%&#34; cellSpacing=0 cellPadding=0 width=640 
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  &#60;TBODY&#62;
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  &#60;TR&#62;
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          &#60;tr&#62;
            &#60;td width=&#34;160&#34; class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;e-mail:&#60;/td&#62;
            &#60;td class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;siti internet da consultare:&#60;/td&#62;
          &#60;/tr&#62;
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            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A 
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                        href=&#34;http://www.ilsecondorinascimento.com/uni&#34; 
                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;The second renaissance&#60;/A&#62;&#38;nbsp;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;- 
              &#60;/font&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.spirali.com/&#34; 
                      target=_blank&#62;Spirali&#60;/A&#62;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62; -&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.villasancarloborromeo.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
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              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Decima 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;Dispositivi 
                  di qualit&#38;agrave;&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Se fosse possibile parlare di 
                  Dio, non ci sarebbe bisogno di dispositivi di qualit&#38;agrave;. 
                  Il testo di sant&#38;#8217;Agostino, in ciascuna pagina, ribadisce 
                  che &#38;egrave; impossibile parlare di Dio, che &#38;egrave; impropria 
                  qualunque cosa venga detta di Dio. Parlare della parola &#38;egrave; 
                  impossibile. Parlare del sembiante &#38;egrave; impossibile. Parlare 
                  della relazione &#38;egrave; impossibile. Cos&#38;igrave;, della dimensione. 
                  Cos&#38;igrave;, della funzione. Parlare della struttura &#38;egrave; 
                  impossibile. Parlare della scrittura &#38;egrave; impossibile. Noi 
                  constatiamo che il discorso come causa, il discorso di Dio, 
                  il discorso dell&#38;#8217;oggetto, il discorso della relazione, 
                  il discorso della funzione, il discorso della dimensione, il 
                  discorso della struttura, o il discorso della scrittura sono 
                  impropri. Nessuna propriet&#38;agrave; del discorso come causa. 
                  Nessuna propriet&#38;agrave; del discorso della morte, del discorso 
                  della libert&#38;agrave;, del discorso della giustizia, del discorso 
                  del diritto. Nessun cifrema in tale discorso.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La propriet&#38;agrave; &#38;egrave; della 
                  parola, che diviene qualit&#38;agrave;. Il cifrema, la propriet&#38;agrave;, 
                  si rivolge alla qualit&#38;agrave;, alla cifra. Le cose sono tante, 
                  quante e quali. Come tante, entrano nella stessa cosa. Come 
                  quante, nella cosa stessa, nella cosa differente. E, come quali, 
                  costituiscono la cosa intellettuale. La propriet&#38;agrave; &#38;egrave; 
                  intellettuale. Di essa non c&#38;#8217;&#38;egrave; copyright. Neppure 
                  per la qualit&#38;agrave;. Quali sono le implicazioni della quantit&#38;agrave; 
                  intellettuale? Se la quantit&#38;agrave; non &#38;egrave; intellettuale, 
                  il quantificatore si agita attorno a cose finite, finibili, 
                  a cose che finiscono. Tutto questo mette in discussione il discorso 
                  psicotico. Il discorso psicotico: come se avesse preso sul serio 
                  il testo non soltanto di sant&#38;#8217;Agostino, ma della patristica, 
                  il testo cristiano e dicesse che &#38;egrave; impropria qualunque 
                  cosa venga detta di Dio, della libert&#38;agrave;, della relazione, 
                  della funzione, della dimensione, dell&#38;#8217;oggetto, della 
                  struttura, della scrittura, dell&#38;#8217;itinerario, della strada 
                  da intraprendere; che &#38;egrave; impropria qualunque cosa venga 
                  detta sul dire, sul fare, sullo scrivere.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;emulo del discorso occidentale 
                  &#38;egrave; il &#38;#8220;discorso psicotico&#38;#8221;, perch&#38;eacute;, 
                  nel fantasma che &#38;egrave; proprio al &#38;#8220;discorso psicotico&#38;#8221;, 
                  emerge la non accettazione della morte. Emulo, in quale accezione? 
                  Il &#38;#8220;discorso psicotico&#38;#8221; non accetta il discorso 
                  della morte. Il discorso occidentale poggia sull&#38;#8217;accettazione 
                  della morte. Parafrasando e parodiando Freud, potremmo dire 
                  che il &#38;#8220;discorso psicotico&#38;#8221; prende le mosse, prende 
                  avvio, incomincia dove il discorso occidentale fallisce. Emulo, 
                  in questa speciale accezione. Anche le discipline che l&#38;#8217;apparato, 
                  istituito sulla scia del discorso occidentale, ha messo in azione, 
                  non riescono a gestire il &#38;#8220;discorso psicotico&#38;#8221;. 
                  L&#38;#8217;ospedale, la psicofarmacologia, la camicia di forza, 
                  l&#38;#8217;elettroshock, il letto di contenzione: tutto ci&#38;ograve; 
                  palesa che queste discipline non riescono a gestire il &#38;#8220;discorso 
                  psicotico&#38;#8221;. Se dicessimo quali sono i dispositivi di qualit&#38;agrave;, 
                  nelle istituzioni allestite da queste discipline e dall&#38;#8217;apparato 
                  medico-legale, dovremmo subito constatare che non ci sono, che 
                  non esistono, che non s&#38;#8217;instaurano, che, anzi, queste 
                  discipline e quest&#38;#8217;apparato sono fatti apposta per non 
                  instaurarli.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il primo quesito, che viene rivolto 
                  alla nostra istituzione di Losanna dall&#38;#8217;O.F.A.S. (Ufficio 
                  Federale di Assistenza Sociale), &#38;egrave; su quale filosofia 
                  (idea direttiva, fondamento, modello, punto di vista, norme) 
                  il S.M.Q. (Sistema di Management della Qualit&#38;agrave;) &#38;egrave; 
                  basato. S.M.Q. &#38;egrave; una formula arcaica, inefficace, propagandistica. 
                  Giova forse all&#38;#8217;impresa, alla sua caratteristica, alla 
                  sua forza, ai suoi dispositivi? &#38;#8220;Il vostro sistema di 
                  management della qualit&#38;agrave;&#38;#8221;: il sistema non &#38;egrave; 
                  il dispositivo. Noi possiamo dire management. Che cos&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  management? &#38;Egrave; dispositivo. Oggi, diciamo: qual &#38;egrave; 
                  l&#38;#8217;&#60;em&#62;asset&#60;/em&#62; dell&#38;#8217;istituzione? Quali sono gli 
                  &#60;em&#62;asset&#60;/em&#62; dell&#38;#8217;istituzione? &#60;em&#62;Asset&#60;/em&#62;. Cespite. 
                  Patrimonio. Quali sono gli aspetti principali del patrimonio?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Consideriamo l&#38;#8217;&#38;eacute;quipe 
                  svizzera. Ha ventisei anni di storia, di ricerca, di pratica, 
                  di prassi anche. Ha un patrimonio, questa istituzione di Losanna. 
                  Losanna, poi Ginevra, e altrove: dovunque si siano tenuti convegni, 
                  conferenze, master, conversazioni. Ha scritti, ha persone che 
                  sono passate da l&#38;igrave; come docenti, come &#60;em&#62;intervenants&#60;/em&#62;, 
                  o come &#38;#8220;persone accolte&#38;#8221;. E, poi, anche coloro che 
                  hanno partecipato a una conferenza o a un congresso o a un avvenimento 
                  dell&#38;#8217;istituzione. Tutto questo importa per considerare 
                  il patrimonio: questa istituzione ha un avviamento di ventisei 
                  anni. I dispositivi sono &#60;em&#62;asset&#60;/em&#62;. L&#38;#8217;&#60;em&#62;asset&#60;/em&#62; 
                  degli altri &#60;em&#62;asset&#60;/em&#62; &#38;egrave; il dispositivo di qualit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La formula degli anni venti, ricorrente 
                  fino agli anni cinquanta e oltre, &#38;egrave; la seguente: &#38;#8220;Qual 
                  &#38;egrave; la filosofia aziendale?&#38;#8221;, &#38;#8220;Qual &#38;egrave; 
                  la filosofia dell&#38;#8217;impresa?&#38;#8221;. Filosofia? &#38;#8220;Idea 
                  direttiva&#38;#8221;. Bisogna distinguere fra l&#38;#8217;idea e la 
                  direzione. L&#38;#8217;idea direttiva &#38;egrave; una variante dell&#38;#8217;ideologia, 
                  perch&#38;eacute; solo l&#38;#8217;ideologia &#38;egrave; idea direttiva. 
                  L&#38;#8217;idea si distingue dalla direzione.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;idea &#38;egrave; operatore, 
                  affinch&#38;eacute; la ricerca e il fare si scrivano. Ma non &#38;egrave; 
                  idea direttiva. &#38;Egrave; senza causa finale. Senza finalismo. 
                  Noi possiamo sovrapporre, possiamo schiacciare l&#38;#8217;esperienza, 
                  gi&#38;agrave; con un&#38;#8217;ideologia, che tratta la psicosi, ma, 
                  di fatto, utilizza qualsiasi oppressione. Se diciamo: &#38;#8220;Questa 
                  &#38;egrave; la mia idea&#38;#8221;, &#38;#8220;Questa &#38;egrave; la nostra 
                  idea&#38;#8221;, &#38;egrave; il fantasma materno. Se noi diciamo &#38;#8220;Questa 
                  &#38;egrave; l&#38;#8217;idea direttiva dell&#38;#8217;azienda&#38;#8221;, &#38;egrave; 
                  ideologia. Questa &#38;egrave; l&#38;#8217;ideologia dell&#38;#8217;azienda. 
                  Abbiamo idee che sono per l&#38;#8217;azione; idee che devono agire, 
                  anzich&#38;eacute; operare. Subito, devono agire.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La parola agisce, non gi&#38;agrave; 
                  le idee. Se esistesse l&#38;#8217;idea direttiva, sarebbe possibile 
                  parlare di Dio. Sarebbe Dio, l&#38;#8217;idea direttiva. Dire idea 
                  direttiva, a proposito di Dio, &#38;egrave; improprio. &#38;Egrave; 
                  improprio parlare di Dio. &#38;Egrave; improprio dire qualunque 
                  cosa di Dio.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;E nessun fondamento. Fondazione 
                  &#38;egrave; l&#38;#8217;idioma, ci&#38;ograve; secondo cui le cose procedono. 
                  Il &#38;#8220;discorso psicotico&#38;#8221; se ne frega completamente 
                  del fondamento, perch&#38;eacute; significherebbe parlare di Dio, 
                  mentre la propriet&#38;agrave; &#38;egrave; nella parola, &#38;egrave; nelle 
                  cose che sono proprie alla ricerca, all&#38;#8217;itinerario.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;L&#38;#8217;esperienza non &#38;egrave; 
                  originaria, se si fonda sul modello, sulla idea direttrice. 
                  Poi, ecco l&#38;#8217;interrogazione: &#38;#8220;Su quale punto di vista, 
                  il vostro sistema di management della qualit&#38;agrave; &#38;egrave; 
                  basato?&#38;#8221;. Se l&#38;#8217;esperienza fosse basata sul punto 
                  di vista, sarebbe un&#38;#8217;esperienza cieca e sorda. Il punto 
                  non &#38;egrave; di vista. Lo sguardo non &#38;egrave; punto di vista. 
                  Lo sguardo &#38;egrave; quel punto che non &#38;egrave; di vista. Quel 
                  punto o quel contrappunto, che non &#38;egrave; di vista. Non accade 
                  mai che questo punto sia cieco. Cosa che, invece, avverrebbe 
                  se lo sguardo si riducesse all&#38;#8217;occhio. Come accade ogni 
                  volta che deve essere concentrata tutta l&#38;#8217;attenzione sull&#38;#8217;occhio, 
                  in un&#38;#8217;impossibile coincidenza fra l&#38;#8217;io e l&#38;#8217;uno. 
                  L&#38;#8217;occhio, cos&#38;igrave; gravato, &#38;egrave; pieno di paure. 
                  Deve stare attento a questo, concentrarsi su questo, non vedere 
                  quello e non vedere quell&#38;#8217;altro. Diventa orbo. Incomincia 
                  a amare la penombra, il buio, la tenebra, a chiudere le finestre, 
                  a spegnere la luce, a vedere solo il computer. Il punto non 
                  &#38;egrave; di vista. Non pu&#38;ograve; avere nessuna pretesa, n&#38;eacute; 
                  sulla visione n&#38;eacute; sull&#38;#8217;esperienza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Segue la questione delle norme. 
                  Ma le &#38;#8220;norme&#38;#8221; non fanno parte della &#38;#8220;filosofia&#38;#8221;. 
                  Norme, regole e motivi sono un&#38;#8217;altra cosa. &#38;#8220;Quali 
                  sono le norme, quali sono i motivi e quali sono le regole?&#38;#8221;: 
                  questo &#38;egrave; un risvolto di questa domanda. La norma non 
                  &#38;egrave; la legge, la regola non &#38;egrave; l&#38;#8217;etica e il 
                  motivo non &#38;egrave; il fine. Caso mai, &#38;egrave; il fine a divenire 
                  motivo. Le norme, le regole e i motivi sono vari, intervengono 
                  di volta in volta rispetto all&#38;#8217;itinerario dell&#38;#8217;esperienza 
                  e, poi, rispetto alla cura e rispetto alla clinica. Questo itinerario 
                  deve trovare compimento nella legge, nell&#38;#8217;etica e nella 
                  clinica. Non sono parametri, nemmeno paraocchi, nemmeno ombrelli 
                  e, tanto meno, coperte, coperture. Noi capiamo qual &#38;egrave; 
                  l&#38;#8217;interesse del quesito: su quale filosofia poggia il 
                  dispositivo di qualit&#38;agrave;? Non &#38;egrave; una filosofia nel 
                  senso di una visione del mondo. Ma, se con &#38;#8220;filosofia&#38;#8221; 
                  intendiamo logica, allora la logica della vita &#38;egrave; la particolarit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Vogliate esplicitare il 
                  vostro concetto di qualit&#38;agrave; e descrivere i principali 
                  elementi del vostro sistema&#38;#8221;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il cifrema &#38;egrave; la propriet&#38;agrave;. 
                  E la cifra &#38;egrave; la qualit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;In quale misura le esigenze 
                  richieste da questo ente (l&#38;#8217;O.F.A.S.), in materia di sistema 
                  di management della qualit&#38;agrave;, sono soddisfatte?&#38;#8221;. 
                  Quali sono queste esigenze! &#38;#8220;Vogliate pronunciarvi brevemente 
                  su ciascun punto, rinviando a pezze giustificative, che figurano 
                  nel vostro dossier&#38;#8221;. Queste &#38;#8220;pezze giustificative&#38;#8221; 
                  sono, invece, le tavole dell&#38;#8217;esperienza, palinsesti, narrazioni, 
                  testimonianze, informazioni, comunicazioni, scritture.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Il sistema di management 
                  della qualit&#38;agrave; pu&#38;ograve; essere integrato nel sistema 
                  di gestione e di organizzazione e garantisce il rispetto delle 
                  condizioni di qualit&#38;agrave; richieste dall&#38;#8217;ufficio federale 
                  di assistenza sociale&#38;#8221;. I dispositivi di gestione e di 
                  organizzazione sono i dispositivi di qualit&#38;agrave;. Non possono 
                  essere soltanto dispositivi di organizzazione o dispositivi 
                  di gestione o dispositivi commerciali o dispositivi di comunicazione. 
                  Bisogna che risultino dispositivi di qualit&#38;agrave;. Il dispositivo 
                  non investe soltanto la propriet&#38;agrave; della parola, &#38;egrave; 
                  anche dispositivo di qualit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Esigenza numero due: &#38;#8220;Il 
                  sistema di management di qualit&#38;agrave; &#38;egrave; centrato sul 
                  processo e favorisce uno svolgimento continuo dell&#38;#8217;istituzione 
                  e un miglioramento della sua qualit&#38;agrave;&#38;#8221;. Non si tratta 
                  di passare da un &#38;#8220;meno&#38;#8221; a un &#38;#8220;pi&#38;ugrave;&#38;#8221;. 
                  E la qualit&#38;agrave; non pu&#38;ograve; essere buona o cattiva, quindi 
                  migliore o peggiore. La qualit&#38;agrave; &#38;egrave; intellettuale. 
                  &#38;Egrave; qualit&#38;agrave; assoluta rispetto a qualsiasi determinazione. 
                  Non pu&#38;ograve; esserci un discorso della qualit&#38;agrave;, per 
                  cui questa possa essere migliore o peggiore. Il dispositivo 
                  di qualit&#38;agrave; &#38;egrave; dispositivo lungo il processo dell&#38;#8217;esperienza, 
                  lungo il viaggio. S&#38;igrave;, allo sviluppo, ma non da intendere 
                  come economia della morte, come passaggio da una variabile all&#38;#8217;altra.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Qual &#38;egrave; l&#38;#8217;esigenza 
                  numero due? Che il dispositivo di qualit&#38;agrave; investa l&#38;#8217;intero 
                  processo dell&#38;#8217;esperienza in ciascuna sua fase, in ciascun 
                  settore, in ciascun dettaglio e seguendo il ritmo. Il dispositivo 
                  investe il progetto, investe il programma. Poi, il testo dell&#38;#8217;O.F.A.S. 
                  parla di sviluppi. &#38;Egrave; interessante che si chieda quali 
                  sono gli sviluppi, che cosa seguir&#38;agrave;, che cosa avverr&#38;agrave;, 
                  proprio per questi dispositivi. In che modo sono dispositivi 
                  di forza, in che modo sono dispositivi di qualit&#38;agrave; e, 
                  pertanto, che cosa avverr&#38;agrave;? Avviene che l&#38;#8217;esperienza 
                  si scrive, che la cura si scrive, e che il risultato si raggiunga. 
                  Il risultato, qual &#38;egrave;? Che le &#38;#8220;persone accolte&#38;#8221; 
                  nell&#38;#8217;istituzione di Losanna non stiano, poi, sempre l&#38;igrave;. 
                  Ma che, divenendo a loro volta dispositivi, possano trovare 
                  modo, nella citt&#38;agrave;, di dare il loro contributo.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Chiedevo a una ragazza svizzera 
                  se avesse un hobby. &#38;#8220;No, no&#38;#8221;. Allora, qualche aspirazione? 
                  &#38;#8220;No, veramente avrei un sogno. Il sogno di uscire da questa 
                  situazione, in cui ho bisogno degli psichiatri, degli psicofarmacologi&#38;#8221;. 
                  Oppure, respingo gli psicofarmaci. E questa istituzione deve 
                  dare questa chance. Il dispositivo &#38;egrave; tale, che questo 
                  sogno possa avere un seguito. Come? Perch&#38;eacute;, proprio per 
                  questa istituzione, le persone accolte non si trovano pi&#38;ugrave;, 
                  sempre e comunque, nell&#38;#8217;apparato medico-legale. Sempre 
                  e comunque nell&#38;#8217;alternativa, tra l&#38;#8217;ospedale e la 
                  prigione. E, sempre e comunque, a parlare con lo psichiatra 
                  o con il procuratore legale, incaricato, appunto, dallo stato. 
                  Una specie di curatore giudiziario. L&#38;#8217;istituzione d&#38;agrave; 
                  questa chance: questo bisogna scriverlo. E instaura i dispositivi, 
                  perch&#38;eacute; questa chance sia esplorata e possa giungere a 
                  conclusione felice e al risultato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La domanda intellettuale, in che 
                  si distingue da una semplice domanda di psicoterapia? Noi non 
                  siamo interessati, in nessun modo, a provocare una domanda di 
                  psicoterapia. La domanda di psicoterapia non &#38;egrave; intellettuale. 
                  &#38;Egrave; una domanda semiologica. &#38;Egrave; una domanda di partecipare 
                  al discorso intorno a Dio: &#38;#8220;Voglio anch&#38;#8217;io parlare 
                  di Dio. Accoglietemi. Voglio anch&#38;#8217;io. Voglio anch&#38;#8217;io 
                  ricevere questo miglioramento, di essere fra coloro che parlano 
                  di Dio e di essere normale&#38;#8221;. La domanda di psicoterapia 
                  &#38;egrave; una domanda di normativit&#38;agrave;, di normalit&#38;agrave;, 
                  di grammaticalit&#38;agrave;, di semiologia. &#38;Egrave; una domanda 
                  propria del soggetto. Il soggetto &#38;egrave; soggetto al discorso 
                  come causa.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La domanda intellettuale &#38;egrave; 
                  la domanda di cifra. &#38;Egrave; la domanda di qualit&#38;agrave;. 
                  Anche quando l&#38;#8217;ambiente, la famiglia o l&#38;#8217;istituzione 
                  facessero una domanda di custodia del soggetto e di normalizzazione 
                  del soggetto, voi trovate il modo di riscontrare, nella parola 
                  in cui si trova la &#38;#8220;persona accolta&#38;#8221;, la domanda 
                  intellettuale. Per&#38;ograve;, per questo non ci vuole il &#38;#8220;sistema 
                  di management della qualit&#38;agrave;&#38;#8221;, occorre il dispositivo 
                  di qualit&#38;agrave;. Queste cose, chiare, razionali, semplici, 
                  si scrivono.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Quarta esigenza: &#38;#8220;I clienti 
                  dell&#38;#8217;istituzione sono associati alla valutazione delle 
                  prestazioni&#38;#8221;. Questo, nella nostra esperienza, in un modo 
                  del tutto speciale. Basterebbe considerare un incontro organizzato 
                  dall&#38;#8217;istituzione a Belmont. Gli &#38;#8220;accolti&#38;#8221; 
                  erano associati al dibattito. Erano nel dispositivo di dibattito. 
                  I maestri e gli allievi non come rapporto sociale, ma come dispositivi. 
                  Ciascuno di loro acquisisce uno statuto intellettuale. In estrema 
                  istanza, acquisisce uno statuto nel dispositivo intellettuale 
                  e diviene, a sua volta, dispositivo di qualit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Spiegazione: i clienti 
                  possono essere ripartiti secondo i gruppi bersaglio: handicappati 
                  mentali, psichici, fisici, sensoriali, psicorganici e dipendenti&#38;#8221;. 
                  Questa classificazione &#38;egrave; assurda. La questione &#38;egrave; 
                  radicale: perch&#38;eacute; coloro che non accettano di spazializzare 
                  l&#38;#8217;intervallo sarebbero handicappati mentali? &#38;#8220;Nel 
                  caso contrario, la valutazione deve tenere conto della famiglia 
                  e di altri eventuali sostegni&#38;#8221;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Esigenza numero cinque: &#38;#8220;Il 
                  sistema pu&#38;ograve; essere verificato in maniera appropriata&#38;#8221;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Qual &#38;egrave; la scala 
                  di misura concreta utilizzata per valutare la qualit&#38;agrave; 
                  nel campo degli handicap?&#38;#8221;. &#38;#8220;La scala&#38;#8221;, che 
                  significa? Quali sono i gradi? Tutto ci&#38;ograve; che attiene 
                  al grado &#38;egrave; dispositivo. Non &#38;egrave; una gerarchia sociale. 
                  Non &#38;egrave; in base a una gerarchia sociale o a una genealogia 
                  sociale che viene valutata la qualit&#38;agrave;, ma in base al 
                  fatto che ciascuno sia giunto a acquisire un suo statuto intellettuale 
                  e quindi a divenire, a sua volta, dispositivo di qualit&#38;agrave;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Adattamenti eventuali: 
                  nel caso in cui voi non doveste soddisfare a tutte le esigenze, 
                  quali adeguamenti andrete a intraprendere?&#38;#8221;. Noi soddisfiamo 
                  a ciascuna delle esigenze e, poi, ciascun giorno, quando ci 
                  alziamo e, in ciascuna riunione, ci chiediamo: &#38;#8220;Quali 
                  sono i progetti? Quali sono le intraprese? Quali sono le vie 
                  nuove? Quali sono i programmi? Quali sono le iniziative? Che 
                  cosa ciascuno propone?&#38;#8221;. Questo, ciascun giorno. Non c&#38;#8217;&#38;egrave; 
                  pi&#38;ugrave; sistema chiuso. I dispositivi procedono dall&#38;#8217;apertura. 
                  Il dispositivo &#38;egrave; anche dispositivo di dibattito, senza 
                  nessun litigio, senza nessuna polemica, senza nessuna drammaturgia. 
                  Ciascun giorno ci chiediamo quali siano le iniziative, le proposte. 
                  In ciascun istante, ci chiediamo questo. In ciascuna fase della 
                  giornata. Dovunque ci troviamo. Mai andiamo a cercare nel passato 
                  che noi siamo quello che siamo. Il significante &#38;#8220;adattamento&#38;#8221; 
                  &#38;egrave; proprio questo. L&#38;#8217;adattamento &#38;egrave; il modo 
                  dell&#38;#8217;apertura, da cui procedono le cose. Questo adattamento 
                  non &#38;egrave; adattamento sociale. Queste sono esigenze intellettuali.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Noi avviamo differenti dispositivi 
                  pragmatici, dove ci siano formazione e arte. Con il materiale 
                  che l&#38;#8217;&#38;eacute;quipe svizzera trae dalle varie &#38;eacute;quipe 
                  e dalle conferenze, con le tavole dell&#38;#8217;esperienza che 
                  allega, l&#38;#8217;&#38;eacute;quipe fornisce loro uno strumento formidabile, 
                  che nessuno, in risposta a questi quesiti, pu&#38;ograve; dare in 
                  Svizzera. Nessuno pu&#38;ograve; dare le risposte che d&#38;agrave; 
                  l&#38;#8217;&#38;eacute;quipe svizzera. Semplicemente, con umilt&#38;agrave;, 
                  senza nessuna arroganza, senza nessuna approssimazione, senza 
                  pensare che loro sappiano gi&#38;agrave;. &#38;Egrave; uno sforzo parlare 
                  nell&#38;#8217;altra lingua. La cifrematica non &#38;egrave; un sapere, 
                  per cui noi sappiamo gi&#38;agrave; e ci confrontiamo, perch&#38;eacute; 
                  sappiamo gi&#38;agrave;. La cifrematica &#38;egrave; un processo logico, 
                  strutturale e scritturale, che si fa man mano. E &#38;egrave; sempre 
                  da dire, sempre da fare, da inventare e giocare e da scrivere. 
                  Non &#38;egrave; mai fatto, detto, scritto. &#38;#8220;Sappiamo gi&#38;agrave;&#38;#8221;. 
                  Sappiamo, che cosa? Nessuna saccenza. Nessuna sufficienza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;#8220;Il vostro S.M.Q. conviene 
                  a queste case di accoglienza con o senza occupazione integrata? 
                  Conviene agli atelier, conviene ai centri di occupazione o ai 
                  centri diurni per handicappati?&#38;#8221;. Questa domanda d&#38;agrave; 
                  all&#38;#8217;&#38;eacute;quipe l&#38;#8217;opportunit&#38;agrave; di distinguere 
                  fra i vari settori dell&#38;#8217;esperienza. Il dispositivo di 
                  accoglienza. La solidariet&#38;agrave;. &#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
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                  in nostro possesso si limitano ad indirizzi e-mail senza ulteriori 
                  riferimenti personali e sono raccolti, conservati e trattati 
                  nel rispetto della legge; essi non verranno in ogni caso comunicati 
                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
                  a ricevere aggiornamenti sulla nostra attività editoriale attraverso 
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                  invii multipli; se così non fosse ce ne scusiamo in anticipo 
                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
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              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
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    &#60;/TR&#62;&#60;/TBODY&#62;&#60;/TABLE&#62;
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		 <pubDate>Mon, 08 Aug 2005 15:16:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050808171648/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Nona lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050718182826/</link>
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&#60;br&#62;&#60;br&#62;
&#60;TABLE class=bordox4 style=&#34;HEIGHT: 100%&#34; cellSpacing=0 cellPadding=0 width=640 
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&#60;table width=&#34;99%&#34; border=&#34;0&#34; cellspacing=&#34;0&#34; cellpadding=&#34;0&#34;&#62;
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            &#60;td class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;siti internet da consultare:&#60;/td&#62;
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              renaissance.com&#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
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                        href=&#34;http://www.ilsecondorinascimento.com/uni&#34; 
                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
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                        target=_blank&#62;The second renaissance&#60;/A&#62;&#38;nbsp;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;- 
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                      target=_blank&#62;Spirali&#60;/A&#62;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62; -&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
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                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
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              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Nona 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;La medicina, 
                  la chirurgia, l'avvenire&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La medicina esula dalla competenza 
                  medica e dalla facolt&#38;agrave; di taglio. Mezzi, modi e strumenti: 
                  questa &#38;egrave; la medicina, non soggetta al discorso come tale. 
                  Medicina propria della parola. Se interrogate i medici, che 
                  si sentono spesso nella corporazione, sull&#38;#8217;abolizione 
                  degli ordini professionali, avete l&#38;#8217;impressione che sia 
                  pressoch&#38;eacute; impossibile, in Europa, abolire l&#38;#8217;ordine 
                  dei medici. Il discorso del governo, il discorso della guerra, 
                  il discorso della pace, il discorso dell&#38;#8217;amministrazione 
                  pubblica hanno il monopolio della salute, intesa come salute 
                  dello stato, salute mentale. Tutto ci&#38;ograve; che serve a mantenere 
                  lo stato, quindi, fa la salvezza dello stato. La salute pubblica, 
                  come salvezza dello stato. Oppure, serve a mantenere il potere 
                  di coloro che governano, amministrano, gestiscono la cosa chiamata 
                  pubblica, la &#60;em&#62;res publica&#60;/em&#62;. Anche quando lo stato non 
                  &#38;egrave; soggetto, come nella &#38;quot;mentalit&#38;agrave;&#38;quot; angloamericana, 
                  la salute pubblica &#38;egrave;, comunque, compito dei grandi gruppi 
                  e dei governanti.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Lo stesso obbligo della cura investe 
                  la salute pubblica, che &#38;egrave; proporzionale alla ragion di 
                  stato. La medicina e la chirurgia dimorano nella parola. Anche 
                  l&#38;#8217;&#38;quot;altrove&#38;quot; sta nella parola, non &#38;egrave; l&#38;#8217;altrove 
                  dalla parola. La medicina e la chirurgia nella parola sono essenziali 
                  perch&#38;eacute; la cosa divenga intellettuale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Dove stanno i dispositivi intellettuali? 
                  Negli ospedali? Negli ambulatori? Negli studi medici? O negli 
                  stabilimenti, chiamati cliniche? L&#38;#8217;ordinamento di queste 
                  cose &#38;egrave; fatto, spesso, senza il dispositivo intellettuale, 
                  perch&#38;eacute; &#38;egrave; fatto senza la parola. &#38;Egrave; un ordinamento 
                  che risponde al discorso e, quindi, estraneo alla parola. Le 
                  cose procedono per integrazione dal due, secondo la loro logica 
                  e si rivolgono alla qualit&#38;agrave;: questo esige la medicina 
                  intellettuale, la chirurgia intellettuale e strumenti intellettuali. 
                  Le cose dimorano nella parola e la cosa &#38;egrave; l&#38;#8217;altra 
                  cosa, la parola. E l&#38;#8217;altra cosa diviene la cosa intellettuale, 
                  la qualit&#38;agrave;. La salute senza la qualit&#38;agrave;, che salute 
                  pubblica &#38;egrave;? &#38;Egrave; la salute dove il pubblico &#38;egrave; 
                  il luogo del finito e del finibile, &#38;egrave; il tempio delle 
                  cose che devono perire e rinascere. Circolarmente.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Medici, chirurghi e, sopra tutto, 
                  scienziati, coloro che qualche questione enunciano, che, in 
                  qualche modo, s&#38;#8217;interrogano e interrogano, vanno interpellati. 
                  La questione intellettuale va formulata anche nei loro confronti. 
                  Di solito, questi medici sono molto impegnati nella salute pubblica, 
                  intesa come salute dello stato, sono aggrappati alla politica. 
                  Taluni scienziati medici, ogni volta che hanno un&#38;#8217;ipotesi, 
                  rincorrono qualche istanza statale, che possa stabilire che 
                  la loro ipotesi assicurer&#38;agrave; la salvezza dello stato e 
                  che loro sono dei.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Ecco un libro di Stuart Levy: 
                  &#60;em&#62;&#60;a href=&#34;http://content.nejm.org/cgi/content/short/328/24/1792&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;The 
                  antibiotic paradox&#60;/a&#62;&#60;/em&#62; (1992), che forse andrebbe anche 
                  tradotto in italiano. Gli antibiotici selezionano i batteri 
                  resistenti, rendendoli cronici. Ecco un altro libro: &#60;em&#62;Siamo 
                  tutti cavie&#60;/em&#62; (&#60;em&#62;&#60;a href=&#34;http://www.eklectic-librairie.com/ListeRechercheAvance.asp?Recherche1=BROUWER%20Louis%20de%20Dr&#38;TypeRecherche=Auteur&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Nous 
                  sommes tous des cobayes&#60;/a&#62;&#60;/em&#62;, 1997). &#38;Egrave; scritto da 
                  Louis De Brouwer: se la chimica proseguir&#38;agrave; con questo 
                  trionfo, gli umani, sul pianeta, spariranno presto; il dispositivo 
                  immunitario sar&#38;agrave; cancellato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;a href=&#34;http://rostand.chez.tiscali.fr/&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Jean 
                  Rostand&#60;/a&#62;, biologo, scrive: &#38;quot;La teoria dell&#38;#8217;evoluzione 
                  &#38;egrave; una fiaba, un &#60;em&#62;conte de f&#38;eacute;es&#60;/em&#62;, per gli 
                  adulti&#38;quot;. Cos&#38;igrave;, anche fiaba, destinata all&#38;#8217;infantilismo 
                  degli adulti, &#38;egrave; quella del big-bang. L&#38;#8217;ideologia 
                  estrapolata da Calvino e da Lutero ha attraversato i vari settori 
                  e, sopra tutto, quelli della biologia, della medicina, della 
                  chimica, dell&#38;#8217;agrindustria. Ma, anche, quelli dell&#38;#8217;arte, 
                  della cultura, della letteratura. Questo &#38;egrave; un capitolo 
                  che nel ventunesimo secolo bisogna incominciare a scrivere. 
                  I fasti dell&#38;#8217;arte e della letteratura del ventesimo secolo 
                  sono da mettere in discussione. Un accenno di questa messa in 
                  discussione &#38;egrave; compiuto dal libro di &#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=85&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Jacques 
                  Henric&#60;/a&#62;, un primo accenno, compatibilmente con l&#38;#8217;ambiente 
                  parigino e con le circostanze: &#60;em&#62;&#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/product.php3?prodid=346&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;La 
                  pittura e il male&#60;/a&#62;&#60;/em&#62; (Spirali 1995). Che l&#38;#8217;artista 
                  abbia dinanzi il male e che con il male debba confrontarsi, 
                  paragonarsi, combattere, che debba scrivere intorno al male 
                  e aprire una guerra contro il male, oppure riprodurlo e, quindi, 
                  destare sgomento, scandalizzare, e, alla fine, che l&#38;#8217;arte 
                  sia, come veniva detto, soltanto happening sociale, tutto questo 
                  &#38;egrave; da mettere in discussione. Picasso dice qualcosa a 
                  un amico, che riferisce di questo colloquio, in una lettera, 
                  a Giovanni Papini:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px&#34; style=&#34;margin-left:40px; margin-right:40px; text-align:justify&#34;&#62;Dato che, da quando l&#38;#8217;arte non &#38;egrave; 
                  pi&#38;ugrave; l&#38;#8217;essenziale di cui si nutrono i migliori, 
                  l&#38;#8217;artista pu&#38;ograve; abbandonarsi a suo piacimento a prove 
                  svariate di nuove formule, a tutti i capricci della sua fantasia, 
                  a tutti gli espedienti del ciarlatanismo intellettuale, il popolo 
                  non cerca pi&#38;ugrave; nell&#38;#8217;arte n&#38;eacute; sollievo n&#38;eacute; 
                  esaltazione. Ma i raffinati, i ricchi, coloro che amano divertirsi, 
                  coloro che vogliono sempre estrarre la quintessenza delle cose, 
                  costoro, i critici, cercano il nuovo, lo strano, l&#38;#8217;originale, 
                  lo scandaloso. Quanto a me, fin dall&#38;#8217;inizio, ho soddisfatto 
                  proprio questi signori e i critici, con tutte le bizzarrie svariate 
                  che mi sono venute in mente. Meno mi comprendevano, pi&#38;ugrave; 
                  mi ammiravano. A forza di divertirmi in tutti questi giochi, 
                  in tutte queste danze sulla corda, in tutti questi grattacapi, 
                  in questi rebus, in questi arabeschi, sono diventato presto 
                  celebre. Giotto e Tiziano, Rembrandt e Goya sono veri pittori. 
                  Io non sono che un intrattenitore pubblico (&#60;em&#62;amuseur publique&#60;/em&#62;) 
                  che ha compreso il suo tempo e che ha sfruttato al meglio l&#38;#8217;imbecillit&#38;agrave;, 
                  la vanit&#38;agrave; e l&#38;#8217;avidit&#38;agrave; dei suoi contemporanei. 
                  La confessione che io Le faccio &#38;egrave; amara. Pi&#38;ugrave; dolorosa 
                  di quanto non possiate credere, ma ha il merito di essere sincera. 
                  E dopo questo andiamo a bere.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Pablo Picasso. Il profeta Daniele 
                  dichiara (&#60;em&#62;Daniele&#60;/em&#62; 2, 44):&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px&#34; style=&#34;margin-left:40px; margin-right:40px; text-align:justify&#34;&#62;Nei tempi di questi re, il Dio 
                  del cielo dester&#38;agrave; un regno che non sar&#38;agrave; mai distrutto 
                  e il cui dominio non passer&#38;agrave; affatto a un altro popolo. 
                  E spezzer&#38;agrave; e annienter&#38;agrave; tutti questi regni e si 
                  sostituir&#38;agrave; per sempre a essi.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/author.php3?autid=270&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;William 
                  Styron&#60;/a&#62;, scrittore americano, che noi avevamo intervistato 
                  per la rivista &#38;quot;Spirali&#38;quot; prima del congresso di New 
                  York, &#60;em&#62;&#60;a href=&#34;http://www.spirali.com/product.php3?prodid=287&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Sesso 
                  e linguaggio&#60;/a&#62;&#60;/em&#62; (1981), a un certo punto tiene una conferenza 
                  pubblica intorno al Prozac, a Washington. Che cosa gli pu&#38;ograve; 
                  accadere? I laboratori del Prozac gli fanno interrompere la 
                  conferenza. Arrivano le guardie, per interrompere la conferenza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Nel 1976, a un nostro congresso, 
                  &#60;em&#62;&#60;a href=&#34;http://www.fondazioneverdiglione.org/1973.html&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;La 
                  follia&#60;/a&#62;&#60;/em&#62;, 1-4 dicembre 1976, era venuto uno scienziato. 
                  Si chiamava &#60;a href=&#34;http://www.breggin.com/&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Peter 
                  Breggin&#60;/a&#62; e aveva dato un suo contributo intorno alla lobotomia 
                  (&#60;em&#62;La seconda ondata. La lobotomia&#60;/em&#62;). Aveva scritto un 
                  libro contro la lobotomia. Ha proseguito nei ventiquattro anni 
                  successivi. Fra l&#38;#8217;altro, ha scritto anche un libro intorno 
                  al Prozac (&#60;em&#62;&#60;a href=&#34;http://www.breggin.com/prozacbook.html&#34; target=&#34;_blank&#34;&#62;Talking 
                  Back to Prozac&#60;/a&#62;&#60;/em&#62;, 1995). Tre milioni di bambini americani 
                  sono trattati ogni giorno con il Ritalin, un derivato delle 
                  anfetamine.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Louis de Brouwer conclude questo 
                  capitolo:&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo11px&#34; style=&#34;margin-left:40px; margin-right:40px; text-align:justify&#34;&#62;Se l&#38;#8217;inquinamento alimentare 
                  e da medicinali prosegue con il ritmo attuale, fra venti o trent&#38;#8217;anni 
                  la popolazione occidentale sar&#38;agrave; costituita solo da malati, 
                  cancerosi, tarati, handicappati fisici e mentali.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il ventesimo secolo, forse, &#38;egrave; 
                  stato pi&#38;ugrave; di ogni altro truculento, nella sua ideologia 
                  e nelle sue stragi, perch&#38;eacute; ha avuto dinanzi l&#38;#8217;Altro 
                  rappresentato dall&#38;#8217;anfibologia animale. E questo anche 
                  nelle avanguardie, nell&#38;#8217;arte, nella cultura, nella filosofia, 
                  nella letteratura, nella teoria scientifica, anche nel discorso 
                  scientifico. Sembra che il ventesimo secolo abbia creduto, in 
                  tutto e per tutto, a quello che &#38;egrave; stato prodotto nel 
                  diciannovesimo secolo: Karl Marx, Charles Darwin, Auguste Comte 
                  e altre dottrine erotiche, e che si sia dimenato, dinoccolato, 
                  agitato per applicarle, contraffarle, rivederle.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il mezzo &#38;egrave; logica, particolarit&#38;agrave;, 
                  dissidenza, numero. Il modo &#38;egrave; il modo stesso del numero 
                  e dell&#38;#8217;itinerario. E lo strumento attiene alla struttura 
                  dell&#38;#8217;Altro. La &#60;em&#62;mens&#60;/em&#62; &#38;egrave; l&#38;#8217;odio. Nell&#38;#8217;impresa, 
                  che &#38;egrave; insostanziale come immentale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Freud aveva capito che presto 
                  i medici si sarebbero precipitati sulla psicanalisi e che la 
                  chance sarebbe stata che la psicanalisi fosse sfuggita del tutto 
                  al discorso medico, alla psicoterapia, alla psicofarmacologia.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La colpa e la pena sono la doppia 
                  faccia della morte: la morte come colpa, la morte come pena. 
                  Pena di morte. Anche quella di un solo giorno, di un solo istante. 
                  La morte come psicofarmaco. La morte bianca. L&#38;#8217;inaccettazione 
                  intellettuale del ruolo di vittima, della morte bianca, della 
                  colpa, della pena &#38;egrave; una virt&#38;ugrave; del principio della 
                  parola originaria.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il discorso medico predispone, 
                  nel campo della &#38;quot;salute&#38;quot;, gl&#38;#8217;istituti della 
                  vendetta, che sono istituti della colpa e istituti della pena. 
                  L&#38;#8217;ospedale &#38;egrave; un istituto penitenziale. Idealmente, 
                  la medicina &#38;egrave; penitenziaria! E il corso naturale &#38;egrave; 
                  il corso della morte. Il decorso. Naturale lo spiritualismo. 
                  Naturale la morale sociale e politica. Naturale il farmaco come 
                  animale anfibologico nella sua dicotomia tra rimedio e veleno. 
                  Naturale la medicina penitenziaria. Tanto sacramentale quanto 
                  profana.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il significante &#38;quot;psichiatria&#38;quot; 
                  s&#38;#8217;inscrive nella demonologia. Quando medici e pazienti 
                  gridano contro il male, contro questo cane, contro questa belva, 
                  siamo nella demonologia. Qualsiasi malattia &#38;egrave; creduta 
                  mentale dall&#38;#8217;&#60;em&#62;homo mortalis&#60;/em&#62;.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Le dottrine dove le cose procedono 
                  dall&#38;#8217;uno pongono il bene e il male, il nemico e l&#38;#8217;amico, 
                  la vita e la morte dinanzi. Da qui, le metafore animali, botaniche. 
                  Tutte naturalmente spirituali.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR style=&#34; margin-top:40px; margin-bottom:40px&#34;&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
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                  riferimenti personali e sono raccolti, conservati e trattati 
                  nel rispetto della legge; essi non verranno in ogni caso comunicati 
                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
                  a ricevere aggiornamenti sulla nostra attività editoriale attraverso 
                  messaggi spediti in copia nascosta, evitando magari fastidiosi 
                  invii multipli; se così non fosse ce ne scusiamo in anticipo 
                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
                &#60;a href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1121702000.htm&#34;&#62;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1121702000.htm&#60;/a&#62; 
                &#60;/font&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
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        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
    &#60;/TR&#62;&#60;/TBODY&#62;&#60;/TABLE&#62;
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		 <pubDate>Mon, 18 Jul 2005 16:28:00 GMT</pubDate>
		 <guid>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050718182826/</guid>
		</item>

	
	 
		<item>
		 <title>Lezioni di Cifrematica - Ottava lezione</title>
		 <link>http://www.thesecondrenaissance.com/cgi-bin/newsletter/mail.cgi/archive/Cifrematica/20050704174820/</link>
		 <description>
&#60;br&#62;&#60;br&#62;
&#60;TABLE class=bordox4 style=&#34;HEIGHT: 100%&#34; cellSpacing=0 cellPadding=0 width=640 
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          &#60;tr&#62;
            &#60;td width=&#34;160&#34; class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;e-mail:&#60;/td&#62;
            &#60;td class=&#34;corpo11px&#34; id=&#34;fontbianco&#34;&#62;siti internet da consultare:&#60;/td&#62;
          &#60;/tr&#62;
          &#60;tr&#62;
            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A 
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            &#60;td valign=&#34;top&#34; class=&#34;whitemenu&#34;&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.ilsecondorinascimento.com/uni&#34; 
                        target=_blank&#62;Universit&#38;agrave;&#60;/A&#62; &#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;-&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
                        href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/&#34; 
                        target=_blank&#62;The second renaissance&#60;/A&#62;&#38;nbsp;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62;- 
              &#60;/font&#62;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
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                      target=_blank&#62;Spirali&#60;/A&#62;&#60;font color=&#34;#CCCCCC&#34;&#62; -&#60;/font&#62;&#38;nbsp;&#60;A class=corpo11px-interlinea 
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                        target=_blank&#62;Villa San Carlo Borromeo &#60;/A&#62;&#60;/td&#62;
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              &#60;TD&#62; &#60;h3 class=&#34;maiuscolo&#34;&#62;Università internazionale del secondo 
                  rinascimento&#60;/h3&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Anno 
                  accademico 2005:&#60;br&#62;
                  lezioni di cifrematica - &#60;/FONT&#62;&#60;/STRONG&#62;&#60;FONT color=#cd1e25&#62;Ottava 
                  lezione&#60;/FONT&#62; &#60;/p&#62;
                &#60;h3 id=sfondorosso&#62;&#60;font color=&#34;#FFFFFF&#34;&#62;&#60;STRONG&#62;&#38;nbsp;Il senso 
                  e il godimento senza colpa&#60;/STRONG&#62;&#60;/font&#62;&#60;/h3&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;i&#62;L'uomo Mosè e la religione 
                  monoteistica&#60;/i&#62; è un libro incompiuto. Non solo non è finito 
                  (e è questa una proprietà del libro), ma risulta anche incompiuto. 
                  Freud avrebbe dovuto aggiungere un'altra parte al libro. In 
                  questo libro, importa una formula, fra le altre: &#38;quot;Il crimine 
                  è innominabile&#38;quot;. La vulgata e la volgarizzazione hanno 
                  convertito ciò in una mitologia, riassunta in questi termini: 
                  la civiltà si fonda sul crimine o, secondo un'altra versione, 
                  sul delitto. Una conversione, questa, del crimine nel delitto. 
                  Come la mitologia psichiatrica converte l'anoressia nel mentale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Mentale è il sistema che s'impianta 
                  togliendo la mente. Sistema. Mentalità. Togliendo il tempo. 
                  Tagliando il tempo. Il crimine, come l'anoressia, è virtù. Virtù 
                  del principio. Come l'anoressia e come l'originario. Il crimine 
                  non è l'origine, né la morte. Data o ricevuta. Non è l'eutanasia 
                  del padre o dell'uomo o del figlio. Il crimine è virtù, come 
                  il caos, virtù del principio. Il &#60;i&#62;crimen&#60;/i&#62; è inassumibile 
                  da parte del soggetto o da parte della collettività o della 
                  comunità. A torto viene detto che la civiltà, oppure la comunità, 
                  si fonda su un crimine commesso in comune. Il crimine, come 
                  virtù del principio, non si commette e non è un delitto. Dove 
                  sta la &#60;i&#62;delinquentia&#60;/i&#62;? &#60;i&#62;Delinquentia&#60;/i&#62;, anziché rilassamento, 
                  è l'abbandono. Ma non da parte di un soggetto e nei confronti 
                  di un soggetto. Né l'abbandonarsi né l'abbandonato.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#60;i&#62;Delinquentia&#60;/i&#62;: l'abbandono, 
                  l'annunciazione, il transfert. La &#60;i&#62;delinquentia&#60;/i&#62; non risolve 
                  il crimine né lo assume. Non è l'altro nome del crimine. Non 
                  s'instaurerebbe senza il crimine, senza questa virtù del principio. 
                  Ma anche senza altre virtù del principio, senza la leggerezza, 
                  senza l'aria e senza la libertà, senza la tentazione intellettuale.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La tentazione intellettuale. Impossibile 
                  dire: &#38;quot;Io fondo l'umanità, la comunità, la civiltà, ammazzando 
                  qualcuno, compiendo un delitto&#38;quot;. Negando il &#60;i&#62;non&#60;/i&#62;. 
                  Anche il &#60;i&#62;non&#60;/i&#62; viene dal principio, si staglia sul principio. 
                  Per esempio, il &#60;i&#62;non&#60;/i&#62; come funzione di padre. Nonostante 
                  &#60;i&#62;L'uomo Mosè e la religione monoteistica&#60;/i&#62; sia un libro 
                  incompiuto, quello che Freud ha scritto in questo libro è il 
                  compimento di &#60;i&#62;Totem e tabù. Urvater&#60;/i&#62;: il padre originario 
                  non può essere ucciso. Nessuna funzione della funzione. Qui, 
                  il primo comandamento: &#38;quot;Non uccidere&#38;quot;. Nessun &#60;i&#62;non&#60;/i&#62; 
                  del &#60;i&#62;non&#60;/i&#62;. Nessuna negazione del &#60;i&#62;non&#60;/i&#62;, nessuna abolizione 
                  del &#60;i&#62;non&#60;/i&#62;. &#60;i&#62;Non&#60;/i&#62;: qui, funzione di zero, funzione 
                  di padre. L'originario è proprietà del principio.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;&#38;quot;Il crimine è innominabile&#38;quot;. &#60;i&#62;Urvater&#60;/i&#62;, 
                  come nome, si staglia sul crimine, virtù del principio. Il nome 
                  è innominabile. E anonimo. Voi avete davanti la trilogia di 
                  Samuel Beckett. Avete &#60;i&#62;L'innominabile&#60;/i&#62;. Beckett sfata il 
                  purgatorio, lo introduce nella narrazione. Nella lingua, propria 
                  a questa narrazione e nella scrittura di questa narrazione, 
                  con la rarefazione propria degli ultimi scritti di Beckett, 
                  per cui non c'è più il purgatorio.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il crimine postulato come fatto 
                  restituisce il nome del nome. La morte, data o ricevuta, l'eutanasia, 
                  ha l'altra faccia, la sostanza o il nome del nome. Un altro 
                  principio, rispetto al principio della parola, che diventa il 
                  principio dell'innominabile. Principio del nome del nome.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Senza il nome, non c'è la nominazione. 
                  Nominazione è ciò che si struttura quando le cose incominciano, 
                  con il funzionamento del nome. Strutturandosi, si scrive. Scrivendosi, 
                  si qualifica. Se una comunità, o una schiera selvaggia, ha compiuto 
                  un &#38;quot;delitto&#38;quot;, ha ucciso il padre, il fatto si ripete, si riproduce 
                  economicamente.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Ecco il fatto. Ecco la coscienza 
                  comune, il sapere comune, il senso comune, il buon senso, il 
                  consenso. Quei sensi che fabbricano la coscienza.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Porre il fatto, il nome del nome, 
                  la morte data, ricevuta, assunta, trae già all'istituto della 
                  vendetta. Una vendetta posta come l'albero genealogico, come 
                  fondamento dell'istituto della colpa e dell'istituto della pena. 
                  Fondamento dell'istituto del ricatto e dell'istituto del riscatto.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il crimine non è di origine. Nessuno 
                  può assumere il crimine. Nessuno può commettere il crimine.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Con la rimozione, Freud introduce 
                  la formula del senso di colpa. La coscienza di colpa cancella 
                  il senso di colpa. Se la colpa non c'è, perché il fatto non 
                  c'è, in che modo s'instaura il senso di colpa?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il senso di colpa non è soggettivo. 
                  Il senso di colpa è dovuto al peccato originale? Ma qual è il 
                  peccato originale? Non è il fatto. È la rimozione originaria, 
                  è l'altro nome della rimozione originaria. Nessun positivismo, 
                  nessun fatto da economizzare, nessuna riproduzione, nessuna 
                  rappresentazione, nessuna distribuzione comune. Nessuna società 
                  fondata su cerimoniali riparatori.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il senso di colpa, l'angoscia 
                  e la paura seguono all'impossibilità di assumere la rimozione. 
                  L'angoscia si professa. Una volta, era molto dichiarata. Adesso 
                  forse non viene dichiarata allo stesso modo. L'angoscia debordante 
                  non è quella in cui può crogiolarsi il soggetto. Tra l'angoscia 
                  debordante, la paura debordante (o paura presa per la punta) 
                  e il senso di colpa come fosse un'affinità. Come pure fra la 
                  coscienza di colpa, l'angoscia soggettiva e la paura presa per 
                  la coda. Coda, con cui gli umani si animalizzano.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Senso di colpa è sensazione senza 
                  colpa. Sensazione, in assenza di totalità. Alcuni teoremi sono 
                  attorno a questa sensazione. Può rientrare, questa sensazione 
                  senza colpa, in una logica delle sensazioni? È sensazione di 
                  dispendio o godimento? Sensazione di ciò che si effettua, per 
                  il precipizio, per lo sbaglio di conto, per l'equivoco, per 
                  il lapsus? È sensazione di ciò che si effettua, perché risulta 
                  incontrollabile, incontabile?&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;La metafora e l'ellissi sono proprie 
                  della sintassi. E la legge è il compimento della scrittura della 
                  sintassi. Il senso e il dispendio sono le risposte della legge. 
                  Responsabilità della legge, anziché soggettiva: nessuno è esente 
                  dalla legge della parola.&#60;/P&#62;
                &#60;P class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;Il senso di colpa non si doppia 
                  sul senso della morte. Ma, se viene dato per scontato, può essere 
                  convertito nel senso della morte. E quindi subito è assunta 
                  anche la &#60;i&#62;delinquentia&#60;/i&#62;, nel senso che dev'essere economizzata, 
                  questa &#60;i&#62;delinquentia&#60;/i&#62;, dev'essere riprodotta in maniera 
                  economica. Segnatamente, deve essere riprodotto, in maniera 
                  economica, il delitto. Come fatto.&#60;/P&#62;
                &#60;p class=&#34;corpo11px&#34;&#62;&#60;em&#62;Armando Verdiglione&#60;/em&#62;&#60;/p&#62;
                &#60;span class=&#34;corpo12px-interlinea&#34;&#62;
                &#60;HR&#62;
                &#60;P class=corpo10px-interlinea&#62;&#60;FONT color=#666666&#62;NOTA (Legge 
                  196/03, codice in materia di protezione dei dati personali): 
                  &#60;BR&#62;
                  Gli indirizzi del nostro archivio provengono da richieste di 
                  iscrizioni pervenute ai nostri recapiti o da elenchi e servizi 
                  di pubblico dominio, dai quali sono stati acquisiti. I dati 
                  in nostro possesso si limitano ad indirizzi e-mail senza ulteriori 
                  riferimenti personali e sono raccolti, conservati e trattati 
                  nel rispetto della legge; essi non verranno in ogni caso comunicati 
                  e/o ceduti a terze parti. Le nostre comunicazioni, del tutto 
                  facoltative, intendono rivolgersi ad interlocutori interessati 
                  a ricevere aggiornamenti sulla nostra attività editoriale attraverso 
                  messaggi spediti in copia nascosta, evitando magari fastidiosi 
                  invii multipli; se così non fosse ce ne scusiamo in anticipo 
                  con i destinatari coinvolti, pregandoli di segnalarcelo in ogni 
                  momento con una risposta al mittente attraverso cui indicare: 
                  eventuali disfunzioni tecniche, richieste di conferma dell'esistenza 
                  dei propri dati e/o di loro modifica, eliminazioni di eventuali 
                  &#34;alias&#34;, rimozioni definitive dalla lista. Grazie.&#60;/FONT&#62;&#60;/P&#62;
                &#60;/span&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD height=&#34;20&#34;&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
            &#60;/TR&#62;
            &#60;TR&#62; 
              &#60;TD&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD class=corpo10px-interlinea align=&#34;center&#34;&#62;&#60;FONT color=#333333&#62; 
                &#60;br&#62;
                In caso di problemi di visualizzazione questa newsletter pu&#38;ograve; 
                essere vista all'indirizzo: &#60;br&#62;
                &#60;a href=&#34;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1120500000.htm&#34;&#62;http://www.thesecondrenaissance.com/newsletter/cifrematica_1120500000.htm&#60;/a&#62; 
                &#60;/font&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;/TD&#62;
              &#60;TD&#62;&#38;nbsp;&#60;/TD&#62;
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        &#60;/TABLE&#62; &#60;/TD&#62;
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		 <pubDate>Mon, 04 Jul 2005 15:48:00 GMT</pubDate>
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