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5 febbraio 1973 - 5 febbraio 2008
TRENTACINQUE ANNI DI SPIRALI |
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I libri del momento |
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Marek Halter
La mia ira
Saggistica - 197 pagine, € 20,00
"Ha l'aria di essere davvero adirato!". In questi termini, un mattino, in place del Vosges a Parigi, un vecchio ebreo religioso interpella Marek Halter. Il dialogo si annoda naturalmente tra i due uomini. Presto, diventa un'abitudine. Ciascun giorno, Marek Halter incontra il vecchio ebreo davanti alla statua di Luigi XIII per condividere con lui un nuovo oggetto di cruccio. Comunitarismo, razzismo, ecologia, religione, democrazia, altermondialismo, conflitto tra israeliani e palestinesi... [continua] |
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14 febbraio 2008
ore 17,45
ROMA
Grand Hotel Palace
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dibattito
in occasione della pubblicazione del libro di MAREK HALTER, La mia ira
Saranno presenti l'Autore e l'Editore |
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Paolo Pillitteri
Quando Benedetto divenne Bettino
Saggistica - 311 pagine, € 25,00
Tanto si è scritto di Bettino, poco di Benedetto. Come se l'epoca che precede il 1976 non avesse contato nulla nella formazione del Craxi leader. Eppure, le basi erano già state gettate nella Milano del 1960. Benedetto parte da qui per il lungo viaggio che lo porterà a guidare l'Italia. È qui che introduce il concetto di "squadra", di "noi", pressoché sconosciuto nella federazione socialista, di politica riformista come bussola; è qui che pensa a un partito "aperto" che coinvolga i laici. [continua] |
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Novità in libreria |
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Alain Finkielkraut
Che cos'è la Francia?
Saggistica - 390 pagine, € 28,00
Alain Finkielkraut: «La nostra questione non è più come al tempo di Renan "Che cos'è una nazione?" ma "Che cos'è la Francia e che cosa deve diventare: ancora una nazione o una società decisamente postnazionale?". Nel momento della mondializzazione, ossia di un immenso capovolgimento tecnico, economico e demografico, in quale comunità occorre che gli uomini vivano? In una patria carnale? In una Francia sbarazzata dalle francesità? In uno spazio polimorfo, senza identità assegnabile? [continua] |
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4 marzo 2008
ore 17,45
ROMA
Grand Hotel Palace
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dibattito
in occasione della pubblicazione del libro di ALAIN FINKIELKRAUT, Che cos'è la Francia
Saranno presenti l'Autore e l'Editore |
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Armando Valladares
Contro ogni speranza
22 anni nel gulag delle Americhe dal fondo delle carceri di Fidel Castro
Saggistica - 400 pagine, € 25,00
Armando Valladares scontò ventidue anni nelle disumane carceri politiche di Fidel Castro soltanto per avere espresso le sue idee contrarie al marxismo-leninismo. Prigioniero ribelle, di profonde convinzioni cristiane e democratiche, rifiutò i piani di riabilitazione del regime comunista. Questo gli costò brutali rappresaglie, isolamento e manganellate. Anche la famiglia subì persecuzioni. Gli furono negati gli alimenti per quarantasei giorni allo scopo d'infrangere la sua resistenza. Finì sulla sedia a rotelle e ci rimase per otto anni. [continua] |
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Giampiero Cantoni
Ti amo, tesoretto. Nell'era di Padoa Schioppa
Saggistica
- 256 pagine, € 23,00
Giampiero Cantoni: «Il creatore del termine "tesoretto" è Brunetto Latini con il suo poema immortale, composto nel Duecento, e da cui Dante Alighieri attinse l'arte e imparò il dolce stilnovo. Ma Dante, dopo aver elogiato ser Brunetto, infila l'amato maestro tra le fiamme nel canto XV dell'Inferno: Brunetto peccava "contro natura". Non è certo il caso di Tommaso Padoa Schioppa. Ma il termine è eloquente: il tesoretto è stato contro natura, come la tassazione esagerata che ha consentito di accumulare questa montagnola di denari (quanti? undici, quindici miliardi di euro?) poi bruciati in spese e compensazioni ricattatorie anziché utilizzati per rilanciare l'economia o investiti per praticare le riforme strutturali. Questo è il dato di fondo della mia operetta che non ha niente del tesoretto né di ser Brunetto né di ser Tommasetto». |
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Armando de Armas
Miti dell'antiesilio
Saggistica - 135 pagine, € 20,00
"Noi veniamo considerati politicamente scorretti". Il dissidente Armando de Armas precisa: "L'esilio cubano viene attaccato perché appoggia una politica di mano dura contro Cuba, in una manipolazione dell'uso del linguaggio che cerca di far vedere che il paese e Castro sono una stessa e unica cosa, così che ci si confonde tra la vittima e il carnefice". Questo libro intende smantellare miti e luoghi comuni, fra cui quello della presunta incoerenza degli esuli di Miami: "In realtà siamo coerenti, di sicuro quando lottiamo per la permanenza del bambino Elián nelle terre della libertà, o quando siamo solidali con le vittime del totalitarismo ad altre latitudini, o quando lavoriamo con dedizione e sforzo per mantenere l'embargo contro la tirannia finché ci sia una transizione democratica a Cuba". |
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AA. VV.
LA SCRITTURA
Festival della modernità, Milano 24-27 maggio 2007
Saggistica - 570 pagine, € 25,00
Armando Verdiglione: «Il tema della scrittura sembra un tema facile e scontato, quasi un luogo comune. Sembra acquisito che la scrittura abbia una funzione mnemonica e sia un veicolo del discorso. Ma la scrittura, da Leonardo in poi, è tutt'altra cosa. È scrittura dell'esperienza. È scrittura immemoriale. Scrittura attraverso la lingua, dove la lingua non è né nazionale né naturale né convenzionale. Non è la lingua in cui ognuno crede di parlare, ma è l'altra lingua, quella attraverso cui si scrivono la ricerca, la storia, e la lingua altra, quella con cui le cose che si fanno secondo l'occorrenza si scrivono: l'impresa, la città, la politica. [continua] |
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AA. VV.
L'intellettualità e il piacere
Saggistica - 157 pagine, € 20,00
Armando Verdiglione: «Il minimo sforzo è lo sforzo senza contesto, senza la trama, ma anche senza intellettualità". "Prescindere dall'intellettualità vale a incartarsi e, quindi, a cambiarsi perpetuamente. Il filosofo, l'artista, il poeta, lo scienziato, l'imprenditore, il banchiere, il giornalista non possono considerare il loro viaggio senza l'intellettualità, senza il cervello, senza il dispositivo di valore". "L'approdo è la felicità o il piacere. E il traguardo è segnato dalla verità e dal riso". "Il piacere o la salute: l'approdo è senza ritorno. chi viaggia approda dove non è mai stato. Pensare il piacere? Sarebbe questo il principio del piacere, come principio di morte. Il pensiero come possibilità del ritorno? Questa sarebbe la significazione del viaggio, anziché la cifratica del piacere». |
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Giancarlo
Comeri
Medicina
di vita. La scienza e la conquista della salute
Saggistica - 211 pagine, € 20,00
Armando
Verdiglione: «La scommessa di un medico scienziato: un'esperienza
che non esclude il miracolo. Giancarlo Comeri è uno
scienziato e un medico, uno scienziato perché medico
e un medico perché scienziato. Scienziato dell'esperienza,
nell'itinerario della sua vita, non cessa d'interrogarsi sulla
rotta e sulla bussola in direzione della qualità. Da
questa apertura intellettuale procedono le particolarità,
i modi, le tecniche e le invenzioni dell'esperienza, nella
battaglia e nella scommessa per la salute. L'approccio medico
risulta approccio intellettuale: e, ciascuna volta, la novità
poggia sull'humanitas, terreno dell'Altro, nonché dell'ospite.
Quest'ospitalità secondo la medicina di vita, medicina
di qualità, è distante da ogni apparato medicolegale
o psicofarmacologico». |
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Millo Borghini
L'isola degli angeli nudi.
La straordinaria avventura di una nave veneziana del XV secolo
Saggistica - 203 pagine, € 25,00
Il libro racconta il terribile naufragio che nel dicembre del 1431, al largo della Norvegia, coinvolse una nave mercantile veneziana, causando la morte di quasi tutto l'equipaggio. Il fatto, storicamente accertato, costituisce il primo contatto documentato tra la Repubblica di Venezia e i paesi dell'estremo Nord europeo, frequentato all'epoca solo dagli Anseatici, e, sessant'anni prima di Colombo, con il misterioso oceano occidentale.
Nel racconto, il fatto storico s'intreccia con la vicenda umana di Bernardo di Cagliere, nocchiero della nave, travolto dall'evento nella sua vita privata, uscendone infine arricchito umanamente e spiritualmente. [continua] |
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Ferdinando Cionti
Made in Italy
Saggistica - 153 pagine, € 18,00
Per spiegare la genesi del capitalismo occorrerebbe, secondo Marx, supporre un'accumulazione originaria precedente l'accumulazione capitalistica: un'accumulazione che sarebbe non il risultato, ma il punto di partenza del modo di produzione capitalistico. E su questo punto il consenso è pressoché unanime: per esercitare la sua professione, il capitalista aveva bisogno di un capitale, di partenza. Del presunto capitale di partenza però restano oscure le origini. La questione è: i mercanti e gli artigiani dove hanno trovato i capitali per cominciare a commerciare e produrre in proprio? e i déracinés? e i cavalieri decaduti? Del capitalismo ormai si sa tutto, ma resta l'arcano" della capitalizzazione originaria. [continua] |
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Luigi De Marchi
Il nuovo pensiero forte.
"Marx è morto, Freud è morto, e io mi sento molto meglio"
Saggistica - 301 pagine, € 25,00
Circa venticinque anni fa il noto saggio di Gianni Vattimo Il pensiero debole proclamava che, dopo il fallimento del marxismo, era divenuto impossibile per il pensiero umano tentare una interpretazione unitaria della realtà e della storia. Questo libro, col suo titolo ambizioso (fortunatamente sdrammatizzato dal sottotitolo autoironico), vuole ricordare che il mio approccio psicologico può offrire una nuova interpretazione unitaria delle vicende umane e rispondere alla ricerca di senso e significato che costituisce il bisogno forse più profondo della nostra mente. Un assunto basilare del pensiero scientifico è che una teoria può considerarsi tanto più valida quanto maggiore è il numero di fatti e problemi che essa riesce a spiegare. [continua] |
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Israël Eliraz
Miniature Clemente seguito da Bocca lacerata
Poesia - 165 pagine, € 20,00
Yves Namur: «Il poeta Israël Eliraz è uno di quelli che parlano, che interrogano, che scrutano le cose, ma che mai vanno alla spiegazione delle cose. Occorre parlare, ci dice, ma senza spiegare. È forse l'unico modo di camminare davanti a sé, lontano da sé, come soltanto le poesie giuste possono fare. Eliraz lo fa a perdita d'occhio, lasciando l'eventuale verità nelle cose, in qualche modo nella luce delle cose. Giungendo anche fino al parossismo, fino a celebrare ciò che non esiste [...]. Sì, forse la poesia di Israël Eliraz può essere una di quelle "scintille di assoluto" che l'uomo ha il dovere di sognare a occhi aperti». |
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FOCUS: Speciale Marek Halter |
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