In occasione del centenario del Futurismo, il Museo di Villa San Carlo Borromeo ospita la mostra Il Futurismo europeo di Alberto Bragaglia. Dal 28 febbraio al 31 agosto, all’interno delle splendide sale di Villa San Carlo Borromeo, sono esposte una cinquantina di opere di Alberto Bragaglia, tratte dalle cinquecento opere dello stesso autore della collezione “I tesori del secondo Rinascimento”.
Alberto Bragaglia (Frosinone, 1896 - Anzio, 1985), fratello dei celebri Anton Giulio, Carlo Ludovico ed Arturo, è noto come il Pictor Philosophus; infatti, laureato in filosofia e in giurisprudenza, frequentatore degli atelier di via Margutta e di villa Strohl Fern, a stretto contatto con Umberto Boccioni e Giacomo Balla, dipinse e scrisse d’arte nel corso di tutta la sua vita.
Autore della Panplastica e della Policromia Spaziale Astratta, elaborò con la pittura queste teorie scandendo, del moto di forme e colori, un ritmo differente dalla “eterna velocità onnipresente” e dalla “violenza travolgente e incendiaria” del Futurismo di Marinetti. Il clamore e il chiasso tacciono alla grazia lirica della danza e della musica che l’arte di Alberto Bragaglia restituisce. La sua opera, contributo essenziale al Futurismo Europeo, lo qualifica protagonista notevole dell’avanguardia del primo Novecento italiano. La mostra Il Futurismo europeo ne propone la lettura con il compito di arricchire la civiltà, perché l’arte e la cultura si costituiscano come dispositivi fondamentali per l’avvenire del nostro paese e per la sua riuscita.
A Villa San Carlo Borromeo oltre alle mostre c’è di più. L’Happy Museum per esempio, un appuntamento in cui arte, cultura e gusto si combinano in un ambiente allegro e raffinato.
Tutti i giorni dalle 18 alle 21, gli appassionati di arte che desiderano rilassarsi con un aperitivo, potranno visitare la mostra Il Futurismo europeo degustando i cocktail e il ricco buffet proposti dal nostro Museo (€ 10).
Cerro di Laveno Mombello (Varese), MIDeC Museo Internazionale Design Ceramico dal 17 luglio al 26 settembre 2010 orario: mar 10-12,30; mer-ven: 10-12,30 e 14,30-17,30; sab-dom: 10-12,30 e 15-18
Un Manzù poco conosciuto quello in mostra al MIDeC di Cerro di Laveno Mombello. Verranno esposti trenta disegni di erbe e fiori realizzati dal grande scultore bergamasco quando, nel 1944 ospite dell’industriale tessile Carlo De Angeli Frua nella sua villa di Laveno sul lago Maggiore, esercitò la sua vena creativa.
Inaugurazione della mostra, sabato 17 luglio, ore 18
Thomas Szasz (noto in tutto il mondo per il celeberrimo libro Il mito della malattia mentale) racconta, in modo analitico, appassionato e avvincente, la vita di Virginia Woolf,...
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